Il premio più ambito ai maestri del cinema italiano, in un concorso ricco anche quest’anno di proposte internazionali d’alto livello
La 62ª edizione della Berlinale chiude i battenti assegnando l’Orso d’oro ai fratelli Paolo e Vittorio Taviani per il loro Cesare deve morire (cui va anche il premio della giuria ecumenica). Il gran premio della giuria va invece all’ungherese Bence Fliegauf per il film Csak a szél (Just The Wind), mentre il riconoscimento per la miglior regia è per il tedesco Christian Petzold con Barbara. Migliore attrice è la congolese Rachel Mwanza, protagonista di Rebelle, miglior attore Mikkel Boe Følsgaard, nel ruolo di Re Christian VII nel bel film danese A Royal Affair. Il premio Alfred Bauer va al notevolissimo Tabu del portoghese Miguel Gomes, che raccoglie anche il plauso della FIPRESCI per la selezione ufficiale. Il Teddy Award spetta a Keep The Lights On, dello statunitense Ira Sachs, mentre, per la sezione Panorama, il pubblico premia Parada del serbo Srdjan Dragojevic e il documentario Marina Abramovic: The Artist is Present di Matthew Akers. Diaz di Daniele Vicari conquista inoltre il secondo posto nella classifica di gradimento del pubblico di Panorama. (Vincenzo Ianni)
Concorso
Orso d’oro per il miglior film
Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani
Orso d’argento – gran premio della giuria
Csak a szél (Just The Wind) di Bence Fliegauf
Orso d’argento – miglior regia
Christian Petzold per Barbara
Orso d’argento – miglior attrice
Rachel Mwanza per Rebelle (War Witch) di Kim Nguyen
Orso d’argento – miglior attore
Mikkel Boe Følsgaard per En Kongelig Affære (A Royal Affair) di Nikolaj Arcel
Orso d’argento – miglior contributo artistico
Lutz Reitemeier per la fotografia in Bai lu yuan (White Deer Plain) di Wang Quan’an
Orso d’argento – miglior sceneggiatura
Nikolaj Arcel, Rasmus Heisterberg per En Kongelig Affære (A Royal Affair) by Nikolaj Arcel
Premio Alfred Bauer, in memoria del fondatore del festival, per il lavoro più innovativo
Tabu di Miguel Gomes
Orso d’argento – premio speciale
L’enfant d’en haut (Sister) di Ursula Meier
Premi della giuria per la migliore opera prima
Migliore opera prima
Kauwboy di Boudewijn Koole (nella sezione Generation Kplus)
Menzione speciale
Tepenin Ardı (Beyond the Hill) di Emin Alper (nella sezione Forum)
Premi della giuria per i cortometraggi
Orso d’oro
Rafa di João Salaviza
Orso d’argento – premio della giuria
Gurehto Rabitto (The Great Rabbit) di Atsushi Wada
Menzione speciale
Licuri Surf di Guile Martins
Nomination per gli European Film Academy (EFA) Awards
Vilaine Fille Mauvais Garçon (Two Ships) di Justine Triet
Premio DAAD (Servizio per gli scambi accademici)
The Man that Got Away di Trevor Anderson
Premi delle giurie GENERATION
Generation Kplus
Orso di cristallo per il miglior film
Arcadia di Olivia Silver
Menzione speciale
Kikoeteru, furi wo sita dake (Just Pretended To Hear) di Kaori Imaizumi
Orso di cristallo per il miglior corto
Julian di Matthew Moore
Menzione speciale
BINO di Billie Pleffer
Generation 14plus
Orso di cristallo per il miglior film
Lal Gece (Night of Silence) di Reis Çelik
Menzione speciale
Kronjuvelerna (The Crown Jewels) di Ella Lemhagen
Orso di cristallo per il miglior corto
Meathead di Sam Holst
Menzione speciale
663114 di Isamu Hirabayashi
Giuria internazionale Generation Kplus
Miglior film (premio delle associazioni a difesa dei bambini)
Kauwboy di Boudewijn Koole
Menzione speciale
GATTU di Rajan Khosa
Miglior corto (premio speciale delle associazioni a difesa dei bambini)
BINO di Billie Pleffer
Menzione speciale
L di Thais Fujinaga
Giurie indipendenti
Premi della giuria ecumenica
Concorso Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani
Menzione speciale Rebelle (War Witch) di Kim Nguyen
Panorama Die Wand (The Wall) di Julian Roman Pölsler
Menzione speciale Parada (The Parade) di Srdjan Dragojevic
Forum La demora (The Delay) di Rodrigo Plá
Premi FIPRESCI (Federazione internazionale della critica cinematografica)
Competition Tabu di Miguel Gomes
Panorama L’âge atomique (Atomic Age) di Héléna Klotz
Forum Hemel di Sacha Polak
Premio della federazione dei cinema tedeschi d’essai
À moi seule (Coming Home) di Frédéric Videau
Premi C.I.C.A.E. (Confederazione internazionale dei cinema d’arte e d’essai)
Panorama Death For Sale di Faouzi Bensaïdi
Forum Kazoku no kuni (Our Homeland) di Yang Yonghi
LABEL EUROPA CINEMAS
My Brother The Devil di Sally El Hosaini
Menzione speciale
Dollhouse di Kirsten Sheridan
Teddy Awards
Miglior film Keep The Lights On di Ira Sachs
Miglior documentario Call Me Kuchu di Malika Zouhali-Worrall e Katherine Fairfax Wright
Miglior corto Loxoro di Claudia Llosa
Premio della giuria Jaurés di Vincent Dieutre
Premi del pubblico
Panorama Audience Award PPP – fiction film
Parada (The Parade) di Srdjan Dragojevic
Panorama Audience Award PPP – documentario
Marina Abramovic: The Artist is Present di Matthew Akers

L’Italia torna in Concorso a Berlino con Cesare deve morire, ambientato nel carcere di Rebibbia. Per Berlinale Special, l’esordio alla regia di Angelina Jolie e i documentari di Wener Herzog. Orso d’Oro alla Carriera per Meryl Streep
La 62ª edizione del Festival di Berlino si aprirà al Berlinale Palast il prossimo 9 febbraio con l’anteprima mondiale del film storico Les Adieux à la reine (Farewell My Queen), con Diane Kruger (Inglourious Basterds), Léa Seydoux (Midnight in Paris) e Virginie Ledoyen (Army of Crime).
Dalla regista turco-tedesca Yasemin Samdereli, un road movie autobiografico che affronta con intelligenza e leggerezza i temi dell’integrazione e dell’identità nell’odierna società multietnica
Il regista britannico Mike Leigh presiederà la giuria della 62ª edizione del festival del cinema di Berlino (9-19 febbraio 2012). Con quarant’anni di carriera alle spalle, Mike Leigh si è imposto sulla scena internazionale come uno dei più talentuosi protagonisti del New British Cinema. Concedendo sempre grande libertà di improvvisazione ai suoi attori, Leigh ha rappresentato in maniera decisamente realistica, ma anche sottilmente ironica, la società britannica contemporanea. I suoi film hanno ricevuto innumerevoli premi internazionali e diverse nomination agli Oscar.
Pluripremiato a Berlino, al Sundance e al Tribeca, arriva in Italia la black comedy dell’esordiente John Michael McDonagh, che gioca con gli stereotipi di genere e ci regala un’opera raffinata intrisa di cinico sarcasmo
Fuori concorso all’ultimo festival di Berlino, la commedia di Philippe Le Guay è una spensierata storia d’amore e d’amicizia infarcita di confortanti cliché e buoni sentimenti


Film d`apertura alla Berlinale, arriva finalmente in sala il West dei Coen, reinterpretato in chiave sottilmente ironica e vincente dalla mirabile coppia Bridges-Damon







Confermati i primi otto titoli in concorso al 61° Festival internazionale del cinema di Berlino. Accanto al film d’apertura, True Grit, di Joel ed Ethan Coen, proiettato fuori concorso, sono state selezionate altre sette produzioni e co-produzioni internazionali provenienti da Turchia, Paesi Bassi, Israele, Regno Unito, Germania, Francia e Stati Uniti. In anteprima mondiale, Bizim Büyük Çaresizliğimiz (Our Grand Despair), coproduzione turco-tedesca-olandese diretta dal regista turco Seyfi Teoman; Lipstikka (Israele/UK) del regista israeliano Jonathan Sagall; il tedesco Wer wenn nicht wir (If not us, who?) di Andres Veiel; l’opera prima di Victoria Mahoney Yelling To The Sky (USA); The Future Germany (USA) della filmmaker e video artist Miranda July (regista di Me and You and Everyone We Know). Infine, fuori concorso, il debutto alla regia di Ralph Fiennes Coriolanus (UK), con Ralph Fiennes, Gerard Butler, Vanessa Redgrave, Brian Cox e James Nesbitt, e il dance film in 3D Pina (Germania/Francia) di Wim Wenders, con l’ensemble del Tanztheater Wuppertal. (L.G.)

Il film turco Bal conquista l’Orso d’Oro, Polanski riceve – a distanza – l’Orso d’Argento per la Miglior Regia e La bocca del lupo guadagna due importanti riconoscimenti
I mille volti del conflitto politico in Iran nel coraggioso tragico film di Rafi Pitts in concorso a Berlino
Una toccante storia d’amore, un documentario memorabile: arriva in sala in film vincitore del Torino Film Festival, in concorso nella sezione Forum alla Berlinale
Vincitore dell’Orso d’argento per la regia, Polanski mette in scena un thriller di hitchcockiana memoria, con McGregor nei panni del ghostwriter “che sapeva troppo”
Nel cupo thriller psicologico di Scorsese con Leonardo Di Caprio, un omaggio ai grandi classici noir e un’indagine sulla violenza come elemento formativo dell’uomo




Illustrazione di Antonio Giacalone
