Il 56° Taormina Film Fest si svolgerà da sabato 12 a venerdì 18 giugno e sarà seguito dalla consegna dei Nastri d’Argento il 19 giugno. Anche quest’anno saranno 3 i concorsi in cui si misureranno 7 film per la sezione “Mediterranea”, 7 per la sezione “Oltre il Mediterraneo” e una serie di film che concorreranno per il titolo di “Miglior Cortometraggio Siciliano”. “Campus Taormina”, la popolare sezione dedicata ai giovani siciliani, da quest’anno si estende a studenti provenienti da ogni parte d’Italia e prevederà dei workshop interattivi in collaborazione con importanti produzioni internazionali e una “due giorni di incontri con i protagonisti del cinema siciliano”. Il primo nome annunciato è Ambra Angiolini, che condividerà la sua esperienza nel cinema con gli studenti di Campus.
Sempre nell’ambito di Campus Taormina, Officine Artistiche, una delle più importanti agenzie di attori italiane, porta al Festival il progetto Officine Lab, rivolto a tutti i giovanissimi attori italiani. Gli studenti iscritti a Campus, interessati a diventare attori professionisti, potranno presentare domanda per partecipare ad un provino pubblico a Taormina.
Le rassegne dell’edizione di quest’anno vedono come ospiti d’onore il cinema Spagnolo e quello Brasiliano in collaborazione con la Camera di Commercio Italo-Brasiliana, Cinema do Brasile e ANCINE.
In qualità di membro della Giuria internazionale, è stato annunciato il prestigioso nome di Dieter Kosslick, direttore della Berlinale.
Il primo film in anteprima italiana annunciato per la rassegna Grande Cinema al Teatro Antico è la surreale commedia della Sony Pictures, Death at a Funeral, diretta da Neil LaBute con Zoe Saldana (la giovane protagonista di Avatar), Tracy Morgan (Cop Out), Chris Rock (Bad Company, Dogma, Dottor Dolittle) e Danny Glover (2012, Saw, I Tenenbaum). www.taorminafilmfest.it
Taormina Film Fest annuncia il programma
Italia Doc: Housing
Nell’ambito della rassegna sul documentario “Italia Doc” a cura di Maurizio Di Rienzo, mercoledì 10 marzo, alle ore 16, presso la Sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma, verrà presentato il libro “L’officina del reale – Fare un documentario: dalla progettazione al film” di Gianfranco Pannone e Mario Balsamo, edito dal Centro di Documentazione Giornalistica. Insieme agli autori interverrà Daniele Vicari.
A seguire, Housing di Federica Di Giacomo (91′), selezionato al Festival di Locarno 2009 (Sezione Ici&Ailleurs) e al Torino Film Festival (Italiana Doc). Il film racconta l’assalto alle case popolari a Bari, dove da oltre vent’anni non si assegnavano case popolari e sono più di 3000 le famiglie che aspettano. Si scatena una guerra fra poveri, un assalto l’uno alla casa dell’altro.
A seguire, l’incontro con gli autori.
Oscar 2010
The Hurt Locker di Kathryn Bigelow batte Avatar 6 a 3, Precious e Up si aggiudicano due statuette a testa, Jeff Bridges e Sandra Bullock premiati come migliori attori protagonisti. Ecco l’elenco completo dei premi
Miglior film: The Hurt Locker
Miglior regia:
Kathryn Bigelow per The Hurt Locker
Miglior attore protagonista:
Jeff Bridges per Crazy Heart
Miglior attrice protagonista:
Sandra Bullock per The Blind Side
Miglior attore non protagonista: Christoph Waltz per Bastardi senza gloria
Miglior attrice non protagonista:
Mo’Nique per Precious
Miglior film straniero: El secreto de sus ojos di Juan José Campanella (Argentina)
Miglior film d’animazione:
Up
Miglior fotografia:
Mauro Fiore per Avatar
Miglior scenografia:
Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair per Avatar
Migliori costumi:
Sandy Powell per The Young Victoria
Miglior documentario: The Cove di Louie Psihoyos
Miglior documentario corto: Music by Prudence di Roger Ross Williams
Miglior montaggio:
Bob Murawski e Chris Innis per The Hurt Locker
Miglior trucco:
Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlow per Star Trek
Miglior colonna sonora:
Michael Giacchino per Up
Miglior canzone originale:
The Weary Kind di T-Bone Burnett e Ryan Bingham per Crazy Heart
Miglior corto animato:
Logorama di Nicolas Schmerkin
Miglior cortometraggio d’azione:
The New Tenants di Joachim Back.
Miglior montaggio del suono:
Paul N.J. Ottosson per The Hurt Locker
Miglior missaggio del suono:
Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett per The Hurt Locker
Miglior effetti speciali:
Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham, Andy Jones per Avatar
Miglior sceneggiatura non originale:
Geoffrey Fletcher per Precious (tratta da Push di Sapphire)
Miglior sceneggiatura originale:
Mark Boal per The Hurt Locker
Arrestato il regista iraniano Jafar Panahi
Il regista iraniano Jafar Panahi, vincitore del Leone d’oro a Venezia nel 2000 (Il cerchio) e dell’orso d’argento a Berlino nel 2006 (Offside), una delle voci più critiche del regime iraniano, è stato arrestato lunedì notte nella sua abitazione a Teheran insieme alla moglie, la figlia e una dozzina di ospiti da agenti dei servizi di sicurezza. La notizia è stata diffusa da vari siti web dell’opposizione (uno per tutti irangreenvoice.com).
Anche la Berlinale si unisce al coro di proteste per l’arresto di Panahi. Il direttore Dieter Kosslick ha così commentato: «Siamo sorpresi e preoccupati per il fatto che un regista che ha avuto così tanti riconoscimenti internazionali sia stato arrestato per il suo lavoro di artista». In febbraio, a Panahi è stato negato il visto d’espatrio per recarsi come ospite d’onore al Festival di Berlino per partecipare alla tavola rotonda sul tema “Presente e futuro del cinema iraniano: prospettive in Iran e all’estero”. Anche lo scorso ottobre era stato impedito a Panahi di lasciare il Paese per essere presente al Festival di Mumbai.
Panahi, la moglie e la figlia erano già stati arrestati una prima volta il 30 luglio dell’anno scorso mentre prendevano parte ad una commemorazione di Neda Aqa-Soltan, la manifestante uccisa durante gli scontri e morta dopo un’agonia, le cui immagini avevano fatto il giro del mondo sulla rete. Poche ore dopo i tre erano stati rilasciati. Un altro regista iraniano critico del regime, Mohammad Rasoulof (a luglio a Roma per il Senza Frontiere Film Festival con Head Wind e in settembre al festival di San Sebastian con White Meadows), era tra le 15 persone arrestate lunedì sera nell’abitazione di Panahi.
Vittorio Veneto Film Festival: i premi
Si è conclusa il 28 febbraio la prima edizione del Vittorio Veneto Film Festival, dedicato al cinema per ragazzi. La giuria, composta da 600 ragazzi provenienti da tutta Italia, ha scelto tra i 12 film finalisti in concorso i tre vincitori: The Crocodiles (di Christian Ditter, Germania 2009), Surprise! (di Paul Ruven, Paesi Bassi 2008) e Skirt Day (di Jean-Paul Lilienfeld, Francia 2008).
La menzione speciale va, tra gli altri, a Piede di Dio di Luigi Sardiello (Italia 2008), vincitore del Premio Provincia di Treviso.
Il festival è stato organizzato in partnership con il Progetto “Per Fiducia” di Banca Intesa San Paolo, con l’Unicef per la sezione documentari per ragazzi e con il Centre Culturel Francais di Milano.
Piede di Dio alla Casa del Cinema
Si terrà il 1 marzo alla ore 16.00, presso la Sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma, una proiezione speciale del film Piede di Dio di Luigi Sardiello.
La proiezione si tiene nell’ambito dell’iniziativa “Professione attore/attrice”: 10 incontri con gli interpreti del cinema italiano a cura di Franco Montini. Ospite della giornata Emilio Solfrizzi, che incontrerà il pubblico alla fine del film.
Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Berlinale 60: i premi
Il film turco Bal conquista l’Orso d’Oro, Polanski riceve – a distanza – l’Orso d’Argento per la Miglior Regia e La bocca del lupo guadagna due importanti riconoscimenti
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
La 60ª edizione del Festival di Berlino si è conclusa con l’assegnazione dell’Orso d’Oro al film Bal (Honey), del regista turco Semih Kaplanoglu. Dopo Yumurta (Egg) e Süt (Milk), quest’ultimo in concorso a Venezia nel 2008, il film è la terza e ultima parte di una trilogia sulle condizioni di vita rurale in Anatolia e racconta il viaggio del giovane Yusuf alla ricerca del padre scomparso tra le impervie montagne del territorio mentre trasferisce i suoi alveari lontano dalle zone colpite da una misteriosa morìa di api.
L’Orso d’Argento, Gran Premio della Giuria, va invece al film Eu Cand Vreau Sa Fluier, Fluier (If I Want to Whistle, I Whistle), opera prima del regista rumeno Florin Serban, che racconta, attraverso la mirabile performance di attori non professionisti, le imprevedibili conseguenze di un amore nato all’interno di un carcere minorile tra un giovane detenuto e una studentessa in visita. Il film ha inoltre ricevuto l’Alfred Bauer Prize, che trae il nome dal fondatore del Festival ed è solitamente assegnato a opere particolarmente innovative.
A conquistare l’Orso d’Argento per la Miglior Regia è Roman Polanski con il thriller The Ghost Writer. Protagonista è uno scrittore britannico (Ewan McGregor) chiamato a scrivere le memorie dell’ex primo ministro Adam Lang (Pierce Brosnan), scoprendo delle verità che metteranno a repentaglio la sua vita. A ritirare il premio al posto del regista premio Oscar, agli arresti domiciliari in Svizzera per le note vicende giudiziarie, i produttori Alain Sarde and Robert Benmussa.
L’Orso d’Argento per la migliore interpretazione femminile è andato a Shinobu Terajima, protagonista di Caterpillar, del regista giapponese Koji Wakamatsu. Nel film Shinobu è la moglie di un veterano della seconda guerra cino-giapponese, gravemente mutilato dopo l’esperienza bellica.
L’Orso d’Argento per il Miglior Attore va ex-equo a Grigori Dobrygin e Sergei Puskepalis per la loro splendida interpretazione in Kak ya provel etim letom (How I Ended This Summer) del regista russo Alexei Popogrebsky. Ambientato nelle desolate distese ghiacciate del circolo polare artico, il film racconta il difficile rapporto tra Sergei, un esperto metereologo, e Pavel, un giovane laureato alle prese con la sua prima esperienza alla base. Sergei e Pavel sono gli unici due esseri umani rimasti alla base e il loro rapporto è destinato a subire violente alterazioni a seguito di una notizia che Pavel non avrà il coraggio di comunicare a Sergei.
Sempre per lo stesso film, Pavel Kostomarov ha ricevuto l’Orso d’Argento per il miglior contributo artistico nella fotografia.
Wang Quan’an e Na Jin hanno ricevuto l’Orso d’Argento per la Miglior Sceneggiatura per il film Tuan Yuan (Apart Together) di Wang Quan’an, che ripercorre la tragedia di un paese diviso attraverso la storia di un ex soldato che, dopo 50 anni, torna a Shanghai per incontrare l’amore di un tempo.
Tra i premi assegnati nelle sezioni collaterali del festival, segnaliamo il Teddy – Queer Film Award, dedicato ai migliori film che affrontano tematiche gay/lesbo, che è stato assegnato tra gli altri a La bocca del lupo del nostro Pietro Marcello, premiato come Miglior Documentario. Il film, in concorso nella sezione Forum, ha inoltre ricevuto il Caligari Film Prize, che consiste in una somma di 4.000 euro (metà per il regista, metà per la distribuzione) elargita dalla German Federal Association of Communal Film Work e dal magazine Film-dienst.
Berlinale 60: il film d’apertura

Ad aprire la 60ª edizione del Festival di Berlino è il film cinese Tuan Yuan (Apart Together) di Wang Quan’an, proiettato in anteprima mondiale alla presenza del regista, già vincitore dell’Orso d’Oro con Il matrimonio di Tuya (2007), e degli attori Lisa Lu, Ling Feng, Monica Mo and Jin Na. Il film narra la storia di un grande amore sullo sfondo delle tragedie di un paese diviso. L’ex soldato Liu Yansheng, scappato da Shanghai a Taiwan nel 1949 per sfuggire alle truppe di Mao Tse-tung, rivede dopo moltissimi anni quello che era stato l’amore della sua vita. Il loro incontro riaccenderà emozioni a lungo sopite. (Laura Giacalone)
Berlinale 60: la Retrospettiva
Oltre alla versione restaurata di Metropolis, Berlino rende omaggio ai registi e agli attori che hanno segnato la storia del Festival e alle donne del Nuovo Cinema Tedesco
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Per il suo 60° anniversario la Berlinale dedicherà una Retrospettiva alla storia stessa del festival, omaggiando i film e gli autori che negli anni hanno contribuito a decretarne il successo.
A presentare le proiezioni, e a parlare al pubblico del loro lavoro e del loro decennale rapporto con la Berlinale, saranno gli attori Jeanne Moreau e Bruno Ganz e i registi Jerzy Skolimowski e Rainer Simon.
Icona e musa della Nouvelle Vague, Jeanne Moreau ebbe il suo più grande successo alla Berlinale con il film di Michelangelo Antonioni La notte, con Marcello Mastroianni, vincitore dell’Orso d’Oro nel 1961. La Berlinale ha già premiato l’attrice l’Orso d’Oro alla carriera dieci anni fa e oggi la ricorda nell’ambito della Retrospettiva “Play it Again…!”.
Anche il regista britannico Stephen Frears è un ospite fisso alla Berlinale. Tre anni prima di ricevere l’Orso d’Argento per la regia di Hi-Lo Country (1999), aveva presentato al festival la sua straordinaria versione di Dr. Jekyll e Mr. Hyde, Mary Reilly, nel 1996, un film che il programma della Berlinale ripropone a grande richiesta anche quest’anno.
Con il film Il vergine il regista polacco Jerzy Skolimowski vinse l’Orso d’Oro nel 1967, conquistando pubblico e critica. Dopo aver girato una serie di film nel Regno Unito, negli Stati Uniti e nella Repubblica Federale Tedesca, Skolimoski decise di dedicarsi unicamente alla pittura, per tornare alla Berlinale solo nel 2008 con Cztery noce z Anna (Four Nights with Anna).
Con Die Frau und der Fremde (The Woman and The Stranger), Rainer Simon fu il primo e unico regista dalla Germania Est a vincere l’Orso d’Oro (1985). Tratto da un romanzo di Leonhard Frank, il film scomparve dagli schermi fino al 2008 per problemi di copyright.
Anche l’attore Bruno Ganz è un habitué del Festival sin dal 1978. Mirabile la sua interpretazione in Nella città bianca di Alain Tanner, selezionato alla Berlinale nel 1983.
A dare il via agli incontri con gli autori sarà il curatore David Thomson, che spiegherà le ragioni che lo hanno spinto a selezionare questi film nell’ambito della Retrospettiva. Particolare attenzione verrà inoltre dedicata anche ai vincitori dell’Orso d’Oro alla carriera di quest’anno: l’attrice Hanna Schygulla e lo sceneggiatore Wolfgang Kohlhaase.
Tra gli eventi speciali, anche la proiezione della versione restaurata di Metropolis di Fritz Lang, con l’aggiunta di ben 30 minuti, frutto della sensazionale scoperta di alcune scene mancanti appartenenti alla versione originale del 1927.
Oltre ai lungometraggi selezionati da David Thomson, la Retrospettiva e Berlinale Shorts celebrano inoltre l’opera delle migliori registe degli anni 70, presentando una selezione di cortometraggi realizzati da autrici come Sieglinde Hamacher, Elfi Mikesch, Helke Sander, Monika Treut e molte altre. Mentre il Nuovo Cinema Tedesco produceva talenti come Fassbinder, Herzog e Kluge, «le registe della Repubblica Federale Tedesca – come scrisse il critico Thomas Elsaesser – erano infatti molto più numerose che in qualunque altro paese». Alla Berlinale, dunque, il compito di ricordarne il talento.
Il programma completo della Retrospettiva è disponibile su www.berlinale.de e www.deutsche-kinemathek.de.
Berlinale 60: il programma

Tra gli eventi di punta, il film fuori concorso dello street artist Banksy, l’omaggio a Eric Rhomer e l’incontro con Norman Foster sul futuro delle sale cinematografiche
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Con il film Exit Through the Gift Shop, del famoso street artist britannico Banksy, si chiude la rosa dei film selezionati per la Competition alla 60ª edizione del Festival di Berlino. Il suo film d’esordio – dice l’artista – «è un film su un uomo che ha cercato di fare un film su di me». Il film sarà presentato Fuori Concorso.
Saranno in totale 26 i film proiettati nella sezione Competition, di cui 20 concorreranno per l’Orso d’Oro e gli Orsi d’Argento: 18 i film in anteprima mondiale e 18 i paesi di provenienza delle pellicole.
Per ricordare il regista Eric Rhomer, recentemente scomparso, verrà proiettato – nella sezione Berlinale Special – il film Pauline alla spiaggia, che vinse l’Orso d’Argento per la miglior regia nel 1983. Rohmer partecipò alla Competition berlinese altre tre volte, con La collezionista (Orso d’Argento nel 1967), Racconto d’inverno (1992) e Triple Agent – Agente speciale (2004).
Da segnalare inoltre, in occasione del 60° anniversario del Festival, un incontro interdisciplinare sul Futuro dei Cinema, durante il quale architetti, urbanisti, filmmakers ed esperti del settore discuteranno le loro idee sugli sviluppi futuri delle sale cinematografiche, con particolare riguardo alla loro architettura, alla loro funzione sociale e al rapporto con il tessuto urbano.
L’evento si terrà il 14 febbraio, tra le 14 e le 16 presso la Neue Nationalgalerie di Berlino, e vedrà tra i suoi relatori il famoso architetto Norman Foster. Tra gli altri ospiti, il produttore, distributore ed esercente cinematografico francese Marin Karmitz; l’architetto austriaco Wolf D. Prix, l’esperta in materia di trend internazionali Li Edelkoort; il filmmaker sperimentale Heinz Emigholw e il critico Deyan Sudjic, direttore del Design Museum di Londra e direttore della Biennale d’Architettura di Venezia nel 2002. Un evento che – come ha osservato il direttore della Berlinale Dieter Kosslick – «crea una piattaforma interdisciplinare di scambio fra diversi settori legati all’industria cinematografica».
Il programma completo delle proiezioni e degli eventi può essere scaricato dal sito: www.berlinale.de
Piede di Dio allo Spazio Oberdan
Domenica 31 gennaio alle 18.30, presso lo Spazio Oberdan in Viale Vittorio Veneto 2 a Milano, nell’ambito della manifestazione “Il cinema italiano visto da Milano”, sarà proiettato il film Piede di dio di Luigi Sardiello, con Emilio Solfrizzi e Filippo Pucillo. A seguire, incontro con il regista.
I Poeti di D’Angelo al FilmStudio

Il documentario Poeti di Toni D’Angelo, presentato nella sezione Controcampo Italiano della 66a edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, sarà in sala al Filmstudio di Roma a partire dal 29 gennaio 2010.
Berlinale 60: i giurati
A decretare i vincitori del Festival, sotto l’egida di Werner Herzog, saranno la regista Francesca Comencini, lo scrittore Nuruddin Farah, le attrici Cornelia Froboess, Yu Nan e Renée Zellweger, e il produttore José Maria Morales
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Presieduta da Werner Herzog, la giuria internazionale che deciderà l’assegnazione dell’Orso d’Oro, degli Orsi d’Argento e del Premio Alfred Bauer per le pellicole in concorso alla 60ª edizione del Festival del Berlino sarà composta da Francesca Comencini, Nuruddin Farah, Cornelia Froboess, José Maria Morales, Yu Nan e Renée Zellweger.
Tra i registi più celebri del Nuovo Cinema Tedesco, Werner Herzog ha influenzato un’intera generazione di cineasti. In quasi 50 anni di carriera ha realizzato più di 50 film, fra cui Aguirre: furore di Dio (1972), Nosferatu, il principe della notte (1978), Fitzcarraldo (1982, Palma d’Argento a Cannes per la Miglior Regia), Grizzly Man (2005), Encounters at The End of The World (2007), per il quale ha ricevuto una nomination agli Oscar. Vincitore di numerosi premi internazionali, ha ricevuto l’Orso d’Argento per il miglior film nel 1968 per la sua opera prima Segni di vita.
Francesca Comencini è una delle nostre più autorevoli registe. Aveva appena 23 anni quando a Venezia vinse il Premio De Sica per il miglior film d’esordio con Pianoforte (1985). Ha presentato a Cannes Le parole di mio padre nel 2001 e Carlo Giuliani, ragazzo nel 2002. Nel 2004 ha vinto il Premio della Giuria Ecumenica al Festival di Berlino con Mi piace lavorare (Mobbing). Il suo ultimo film, Lo spazio bianco, è stato presentato in concorso a Venezia nel 2009.
Nuruddin Farah è uno dei più importanti scrittori africani. Il suo primo romanzo, From a Crooked Rib (1970), lo ha consacrato al successo mondiale. Le sue opere, spesso incentrate sulla ricerca di un’identità sociale e familiare, sono state tradotte in più di 20 lingue. Nel 1998 ha ricevuto il prestigioso Neustadt International Prize for Literature. Il suo ultimo romanzo, Knots, pubblicato nel 2007, è il secondo di una trilogia sul suo paese d’origine, la Somalia.
Dopo aver debuttato da bambina come cantante, Cornelia Froboess è diventata una delle attrici teatrali e cinematografiche più di successo in Germania. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra i quali il Premio Ernst Lubitsch per aver interpretato “Claire” nell’adattamento cinematografico di Rheinsberg di Tucholsky (1967). Nel 1982 ha inoltre recitato del film di Werner Fassbinder Veronika Voss.
Il produttore spagnolo José Maria Morales ha realizzato più di 50 film con direttori del calibro di Arturo Ripstein, Costa Gavras e Goran Paskaljevic. Nel 2001 ha presentato in Concorso a Berlino La ciénaga di Lucrecia Martel, seguito nel 2004 da El Abrazo Partido del regista argentino Daniel Burman, che ha vinto il Gran Premio della Giuria. Con il dramma La Teta Asustada di Claudia Llosa ha invece vinto l’Orso d’Oro nel 2009.
L’attrice cinese Yu Nan ha ricevuto molteplici premi per le sue interpretazioni. Per Il matrimonio di Tuya, Orso d’Oro alla Berlinale nel 2008, ha avuto il Premio come Miglior Attrice al Chicago International Film Festival. Nel 2008 ha anche recitato nel film d’azione hollywoodiano Speed Racer.
Originaria del Texas, l’attrice premio Oscar Renée Zellweger ha iniziato la sua carriera con film come Jerry Maguire (1996), Il gioco dei rubini (1998) e Betty Love (2000), ma è conosciuta in tutto il mondo soprattutto per la sua interpretazione in Il Diario di Bridget Jones (2001), per il quale ha ricevuto una nomination agli Oscar come Miglior Attrice Protagonista, e per il sequel Che pasticcio, Bridget Jones! (2004). Ha ricevuto un’altra nomination come Miglior Attrice Protagonista con Chicago, film d’apertura al Festival di Berlino nel 2003, ottenendo finalmente il prestigioso riconoscimento nel 2004 con Ritorno a Cold Mountain, anch’esso in concorso alla Berlinale.
Berlinale 60: il Mercato delle Coproduzioni
Luogo d’incontro fra registi, produttori e finanziatori internazionali, il Market ospita anche una sezione dedicata ai libri, in collaborazione con la Fiera di Francoforte
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
La settima edizione del Mercato delle coproduzioni della Berlinale (14-16 febbraio 2010) chiamerà a raccolta produttori e registi di 37 film selezionati provienienti da 22 paesi diversi e 450 potenziali coproduzioni e partner finanziari.
Per ciascuno di questi progetti, lo staff del Mercato organizza singoli incontri da 30 minuti con ognuno dei potenziali partner: per quest’anno si prevedono ben 1.000 incontri in soli due giorni.
Due dei film che hanno partecipato al Mercato nella passata edizione sono felicemente approdati quest’anno alla Berlinale 2010: The Hunter di Rafi Pitts, coproduzione iraniano-tedesca, sarà in concorso nella sezione principale del festival, mentre The Famous and The Dead, opera prima del brasiliano Esmir Filho, sarà fra le pellicole di Generation 14plus.
Il successo del Mercato è impressionante: oltre il 40% delle transazioni per i progetti selezionati – cioè oltre 90 film – sono andate a buon fine.
I progetti scelti per il 2010 includono fra gli altri i lavori di registi pluripremiati, come il nostro Marco Bechis (Garage Olimpo, Birdwatchers), l’ungherese Jánosz Szász (Woyzeck, The Witman Boys) o il russo Andrey Zvyagintsev (Leone d’Oro con Il ritorno), e il debutto alla regia di due famosi attori: la palestinese Hiam Abbass con il film The Inheritance e il danese Ulrich Thomsen con In Embryo.
A cercare finanziatori è anche la produzione tedesca K5 Film, che ha acquistato i diritti del libro The Have-Nots, vincitore del German Book Prize per il miglior romanzo nel 2006, in vista di un possibile adattamento cinematografico.
Tre dei progetti selezionati (due russi e uno rumeno) sono il frutto di una partnership tra il Mercato della Berlinale e il CineMart di Rotterdam e verranno proiettati nella sezione “Rotterdam Berlinale Express”.
Record di richieste d’iscrizione (ben 267) anche per il Talent Project Market, organizzato in collaborazione con il Berlinale Talent Campus: 11 i progetti selezionati, provenienti da Gran Bretagna, Costa Rica, Francia, Israele, Germania, Canada, Stati Uniti e Norvegia.
Oltre a quelli in programma, verranno organizzati anche una serie di incontri sulle ultime tendenze nella ricerca di finanziamenti nell’industria cinematografica e nel settore delle co-produzioni.
Il 16 febbraio si terrà inoltre la V edizione di “Breakfast & Books”, in collaborazione con la Fiera del libro di Francoforte: dove dieci bestseller internazionali e alcune nuove uscite verranno presentati ai produttori come interessanti opportunità di investimento per l’adattamento cinematografico.
Berlinale 60: le anticipazioni

Ecco i primi nomi della 60ª edizione del Festival di Berlino: le anteprime di Scorsese e Polanski, le nuove leve dell’avanguardia tedesca e qualche sorpresa italiana…
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Aprirà i battenti il prossimo 11 febbraio la 60ª edizione del Festival di Berlino, diretta da Dieter Kosslick. Giovani registi emergenti e nomi eccellenti si contenderanno gli ambiti premi della giuria, che quest’anno è presieduta da Werner Herzog. Ad aprire la Competition sarà il film Tuan Yuan (Apart Together) di Wang Quan’an, uno dei più importanti autori della nuova generazione di filmmakers cinesi e già vincitore dell’Orso d’oro nel 2007 con Il matrimonio di Tuya. Fra le special guest star, Martin Scorsese presenterà in anteprima mondiale Fuori Concorso Shutter Island, con Leondardo DiCaprio, Mark Ruffalo e Max von Sydow, mentre Roman Polanski arriverà con The Ghost Writer, con Ewan McGregor, Pierce Brosnan, Kim Cattrall e Olivia Williams. A chiudere la kermesse sarà il film Fuori Concorso Otouto (About Her Brother) del giapponese Yoji Yamada.
E gli italiani? In attesa di conoscere gli altri titoli in concorso, ci basti sapere per ora che il vincitore dell’ultimo Torino Film Festival, La bocca del lupo di Pietro Marcello – sulla storia d’amore tra un immigrato e un travestito conosciuto in carcere – sarà presentato nella sezione Forum, la più sperimentale del Festival.
Silvio Soldini sarà presente a Berlino nella sezione Berlinale Special Gala con il film Cosa voglio di più, con Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher, che uscirà in Italia il prossimo 30 aprile 2010.
Il corto Giardini di luce di Davide e Lucia Pepe, prodotto dall’Apulia Film Commission, verrà presentato in Berlinale Shorts insieme ad altri 24 cortometraggi provenienti da 15 paesi diversi.
Ci sarà poi Luca Guadagnino con Io sono l’amore, che aprirà la sezione del Cinema Culinario “In the Food For Love”. Per l’occasione, lo chef Christian Lohse cucinerà una dichiarazione d’amore italo-russa: un omaggio a Tilda Swinton, che nel film interpreta il ruolo di un’elegante signora di origine russa che si innamora perdutamente di un giovane chef amico del figlio.
Tornando ai titoli internazionali, la sezione Panorama segna il grande ritorno dei documentari: oltre un terzo delle 50 pellicole in programma rientreranno infatti nel genere documentaristico, per esplorare tematiche legate alla recente crisi globale. Per il resto, la sezione ospiterà le migliori produzioni indipendenti, nella speranza che possano essere di ispirazione per il rinnovamento del mercato.
Esplorando le intersezioni fra il cinema e le altre arti, la sezione Forum Expanded includerà più di 40 film, installazioni e performance da 20 paesi del mondo. Cinema City, per citare alcuni dei lavori selezionati, è un’installazione del filmmaker e artista indiano Madhusree Dutta, che verrà esibita in diversi foyer ed esplorerà le implicazioni del rapporto fra cinema e spazio urbano. Embargo Project, promosso da giovani filmmakers nordamericani, neozelandesi e australiani, affronterà invece il tema della marginalizzazione degli artisti indigeni. Ci sarà inoltre un dibattito sullo stato dell’arte nell’Iran di oggi. Grande sarà l’attenzione dedicata da questa sezione al ritorno del “cinema strutturale” nella pratica artistica e curatoriale contemporanea. Tra le performance più attese, quella di James Benning, luminare del cinema strutturale.
Tutti confermati i 14 film della sezione Perspektive Deutsches Kino, dedicata appunto al cinema tedesco contemporaneo, che si conferma più vitale e pulsante che mai. Metà delle pellicole selezionate, tra l’altro, sono dirette da donne, cosa che fa ancor più onore al lavoro dei selezionatori.
Spaziando dal melodramma alla fantascienza e al musical, la sezione Generation, dedicata ai film per bambini e adolescenti, verrà aperta da una produzione off-Bollywood: Road, Movie, del regista indiano Dev Benegal, e da Alamar, del messicano Pedro Gonwales-Rubio, che esplora la relazione padre-figlio sullo sfondo degli scenari naturali di una riserva caraibica. Non mancherà l’animazione giapponese, con il film intergalattico Uchu Show e Yokoso di Koji Masunari e Summer Wars del regista di culto Marmoru Hosada.
La 60ª edizione della Berlinale dedicherà infine un omaggio a due artisti che hanno segnato la storia del cinema tedesco del dopoguerra: l’attrice Hanna Schygulla, famosa per le sue interpretazioni nei film di Fassbinder, e lo sceneggiatore Wolfgang Kohlhaase, che riceveranno l’Orso d’oro alla carriera e presenteranno una Retrospettiva loro dedicata.
Addio a Giancarlo Nanni

Fondatore del teatro Il Vascello, è stato un impareggiabile innovatore dei linguaggi dell’arte e promotore di spazi aperti alla sperimentazione e alle nuove generazioni
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Si è spento il 5 gennaio, all’età di 68 anni, il regista e autore teatrale Giacarlo Nanni. Nel 1989 aveva fondato insieme alla compagna Manuela Kustermann il teatro Il Vascello, da sempre luogo aperto alla sperimentazione e alle esperienze artistiche che non trovano spazio nelle strutture più tradizionali.
Dopo aver esordito nel mondo dell’arte come pittore, negli anni Sessanta aveva iniziato la carriera teatrale, dedicandosi ai linguaggi più sperimentali e d’avanguardia, basati sull’improvvisazione e l’apporto creativo di tutti i componenti della compagnia. Dal Teatro della Fede, fondato a Roma con la Kustermann, sono usciti artisti del calibro di Memè Perlini, Giuliano Vasilicò, Valentino Orfeo, Pippo di Marca e Gianni Fiori.
Come regista e direttore artistico del Vascello, ha portato in scena autori come come Bernhard, Manfridi, Trigona Occhipinti, Wedekind, Musil, Familiari e tanti altri, oltre alle opere da lui scritte.
Così lo ricorda Manuela Kustermann: «La sua più grande eredità è stata l’apertura verso gli altri, il suo sguardo era sempre avanti, credeva nell’arte che si tramutava in vita. Diceva sempre “Il Vascello deve essere la casa di tutti, aperto ai giovani”».
Piede di Dio: i premi
Il film di Luigi Sardiello continua a collezionare premi: ultimo della serie il Premio Rosebud per la Migliore Opera Prima al Costa Iblea Film Festival
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Il film Piede di Dio diretto da Luigi Sardiello e distribuito da Achab film-Bunker lab ha vinto il Premio Rosebud per la Migliore Opera Prima al Costa Iblea Film Festival, tenutosi a Ragusa dal 9 al 13 dicembre scorso. Il premio è stato consegnato da Valeria Solarino. Durante la kermesse è stato inoltre assegnato il premio alla carriera a Ettore Scola.
Il Premio Rosebud è l’ultimo di una serie di riconoscimenti di cui è stato insignito Piede di Dio e si aggiunge ai seguenti premi:
- Celluloide d’Oro per il miglior attore protagonista a Emilio Solfrizzi al 63° Festival Internazionale Del Cinema Di Salerno;
- Primo Premio ad Andrea Terrinoni, compositore della musica originale del film, al 7° Festival Cinema & Musica di Lagonegro e Latronico.
Al centro del film il rapporto tra Elia (Filippo Pucillo) e Michele (Emilio Solfrizzi): Elia ha un talento. Non ha mai sbagliato un rigore in vita sua. E ha un piede fatato, in pochi calciano il pallone come lui. Ma Elia ha un problema. Ha diciotto anni con un cervello da dodicenne: l’età in cui il padre, per paura, abbandonò lui e la madre per tornarsene a fare il manager, a Roma.
Michele ha un problema. Un incidente gli ha impedito, da ragazzo, di coronare il suo sogno di diventare calciatore. È rimasto nel giro: fa l’osservatore per piccole squadre di provincia, gira, chiacchiera, intrallazza, vive al di sopra delle sue possibilità, mente a se stesso e agli altri.
Ma Michele ha un talento. Riconoscere le qualità dei giovani calciatori, tirar fuori il campione che è in loro.
Quando, in uno dei suoi viaggi al sud ad osservare giovani calciatori, Michele si imbatte per caso, su una spiaggia, nel talento di Elia, ne resta folgorato. Vede in lui, cinicamente, la soluzione di tutti i suoi problemi. Con le strategie persuasive che non gli mancano riesce a convincere la madre ad affidargli il ragazzo: Michele diventerà il suo
manager e lo avvierà ad una grande carriera.
Per questa strana coppia inizia così un viaggio della speranza nella grande città, nel mondo del calcio, ad affrontare procuratori prepotenti e direttori sportivi onnipotenti, fino all’occasione del provino con una grande squadra…
A Natale regala i DVD e i libri di Filmaker’s magazine

Nell’augurare a tutti buone feste, FILMAKER’s magazine offre ai suoi lettori qualche spunto per i regali natalizi. Fino alla fine dell’anno, sarà infatti possibile accedere al nostro catalogo DVD e libri a un prezzo speciale, usufruendo di uno sconto del 50%.
Ecco di seguito l’elenco dei nostri titoli, disponibili eccezionalmente al prezzo speciale di 5 euro (più spese di spedizione):
DVD:
- Lo straniero di Orson Welles
- La piccola bottega degli orrori di Roger Corman
- Terrorists di Jay Martel
- Piovono mucche di Luca Vendruscolo
- Occidente di Corso Salani
- La persona De Leo N. di Alberto Vendemmiati
LIBRI:
- Mi chiamavano Pablo, di Gianluca Arcopinto
- Alice dalle 4 alle 5, di Gionata Zarantonello (romanzo da cui è tratto il film La stanza delle farfalle in uscita dal 2010)
Chi fosse interessato, può contattarci via posta (Redazione Filmaker’s magazine, via Aureliana n. 53, 00187 Roma) o email (redazione@filmakersmagazine.it).
Rezza e Mastrella al Teatro Vascello

In scena al Teatro Vascello di Roma fino al 3 gennaio il nuovo spettacolo di Antonio Rezza e Flavia Mastrella, con Antonio Rezza e Ivan Bellavista. E per la notte di Capodanno, prevista una serata speciale. Da non perdere. Info e contatti: www.teatrovascello.it, www.rezzamastrella.it.
Nomadica: Festival del cinema e delle arti

Parte ad aprile il primo festival per la distribuzione dal basso: un network sotterraneo per la diffusione dell’arte e del cinema indipendente e un cantiere di idee e nuovi talenti
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Nasce Nomadica, il primo festival per la distribuzione dal basso. Capovolgendo tutte le regole dei festival tradizionali, Nomadica si propone di creare una rete sotterranea volta a diffondere film e opere d’arte che non hanno la possibilità di raggiungere il grande pubblico. Aperto a lungometraggi, cortometraggi, documentari, film d’arte, d’animazione e sperimentali, il festival partirà ad aprile 2010 per andare avanti ad libitum, in base agli spazi partecipanti. I film e gli autori che parteciperanno sono già tantissimi, tra cui Davide Manuli con Girotondo, giro attorno al mondo, Beket e Inauditi-Inuit! e Canecapovolto con Uomo massa. Malastrada Distribuzione sosterrà la stampa e la circolazione di alcuni dei film in DVD, creando così un circuito homevideo indipendente capace di autosostenersi. Nomadica si propone come una piattaforma internazionale ed è legato al FFAN Film Festival del Amanecer (Nòmade), un’esperienza simile che ha base in Uruguay e che ha già dato vita a diversi spazi in Europa. Associazioni, centri, librerie, piccole gallerie e spazi espositivi di ogni genere possono aderire all’iniziativa per sostenere e ospitare il festival.
Cinema Autonomo è un progetto di ricerca che si inserisce nel più ampio processo di creazione e diffusione di malastrada.film, centro fondato nel 2004 che sperimenta linguaggi e nuove forme dell’audiovisivo, applica nuove strategie nella produzione e distribuzione di opere filmiche e propone valide alternative alle reti e alle strutture istituzionali. Tra i titoli distribuiti in homevideo da Malastrada è il film di Davide Manuli, Inauditi-Inuit!. Il docufilm del regista di Beket, in concorso al TorinoFilmFestival 2006, è il secondo dvd, dopo la sua opera prima Girotondo, giro intorno al mondo, a trovare una distribuzione home video dopo l’uscita nelle sale, in allegato a Filmaker’s magazine.
Il documentario racconta il viaggio del regista e del suo assistente Jérôme Duranteau nelle fredde terre del Canada settentrionale, dove il popolo eschimese degli Inuit può usufruire di un’assistenza sanitaria tramite i computer e installazioni di telemedicina provenienti dalle strutture ospedaliere del continente. Un documentario investigativo che indaga sulle concrete possibilità di attuazione di questo alternativo servizio di assistenza medica, firmato da un regista, Manuli, che abbracciando il progetto di malastrada.film dimostra come la sperimentazione passi anche attraverso l’identificazione di nuovi canali di distribuzione, oltre che di nuovi codici linguistici.
Partendo dall’assunto teorico che «L’opera cinematografica è il filtro dell’essere, e deve quindi scrollarsi di dosso le forme date», Cinema Autonomo si configura come punto di incontro tra cineasti, teorie e stili differenti, e tra autori e spettatori. Il progetto raggruppa sei registi tra Catania, Torino e Parigi che lavorano attualmente alla realizzazione di tre pellicole. Gli autori hanno la concreta possibilità di condividere il processo creativo e produttivo dei propri film con i singoli utenti che, attraverso il web, possono investire una parte minima, consentendo la realizzazione delle opere cinematografiche.
Con questo sistema di produzione finanziato “dal basso” malastrada.film è riuscita a portare a compimento due lungometraggi, coinvolgendo 1600 co-produttori e ottenendo oltre 100 proiezioni tra Italia e estero. Tra le pellicole realizzate, Facs of Life di Silvia Maglioni e Graeme Thomson, film a dispositivi poetici-concettuali che esplora il pensiero di Gilles Deleuze in relazione allo spirito rivoluzionario del Centro Universitario Sperimentale di Vincennes/Paris 8 e alla situazione biopolitica attuale; città-Stato, un mito antropologico televisivo, di malastrada.film, opera incentrata sul mezzo attraverso cui opera il potere sovranazionale, esercitato da politici corrotti e mafiosi, ministri della chiesa e imprenditori, sulla vita delle masse, secondo il principio imperituro “homo homini lupus”; Opera filosofica nomade di Ofono, sperimentazione attorno a quel “desiderio di senso” che ci rende umani, ma che non trova risposta sul piano di enunciati universali; L’homme propose… Dieu dispose, di Dario Castelli e Fabio Colazzo, opera che ripercorre il viaggio fisico e spirituale di Badou, nato buddista in Vietnam e approdato musulmano in Senegal; Mancanza, di Stefano Odoardi, un film sull’amore, destrutturato nella forma, che manifesta la poetica dell’autore attraverso immagini sobrie,visive, autentiche.
Cinema Autonomo è uno spazio creativo condivisibile, in continuo divenire, che attiva meccanismi sinergici tra la letteratura, la filosofia, la grafica, il suono, il video; connessioni che convergono in un’opera unica, il cui processo è “aperto” a chiunque voglia farne parte. Info e contatti: www.malastradafilm.com, www.cinemautonome.com.
I Nìguri di Martino a Bologna

Si terrà al Cinema dell’Antoniano di Bologna il 10 dicembre, alle ore 19.30, la proiezione del documentario “Nìguri” del regista indipendente Antonio Martino, vincitore del premio Ilaria Alpi nel 2007 con il documentario “Gara de Nord – Copii pe strada”, sui bambini di strada di Bucarest, e di prestigiosi riconoscimenti sia in Italia che all’estero. Girato nei dintorni del CPA di Sant’Anna (Isola Capo Rizzuto, KR), uno dei campi d’accoglienza più grandi d’Europa, “Nìguri” vuole essere una riflessione poetica sulla condizione di attesa dei richiedenti asilo “parcheggiati nel campo” e sulle difficoltà di integrazione tra i residenti del vicino villaggio e i nuovi arrivati, percepiti come “diversi”.
La proiezione sarà seguita da una tavola rotonda con i principali esponenti delle associazioni impegnate nella difesa dei diritti degli immigrati. L’evento è stato organizzato con il sostegno di YODA, Amani, Terra di Tutti Film Festival, Cestas, Nhelete, M.P.D.O., Cospe, Link, GVC, Amici dei Popoli. L’ingresso è gratuito. Trailer: www.youtube.com/watch?v=iOTxvI7oIIE. Info: www.antoniomartino.net. (L.G.)
Salerno Film Festival: i premi

Si è conclusa con la vittoria di Baarìa di Tornatore la 63esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Salerno, tenutasi dal 23 al 28 novembre. A Emilio Solfrizzi è stato assegnato il Celluloide d’Oro per l’interpretazione in Piede di Dio di Luigi Sardiello, mentre a Giorgia Wurth, Benedetta Vallanzano, Fabio Greco e Sara Tommasi è andato il trofeo per migliori attori emergenti. Il Festival ha poi premiato per la sezione lungometraggi Oggi Sposi di Luca Lucini, per la categoria mediometraggi Arrivederci di Valeriu Jerenghi e per i corti Il re dell’Isola di Raimondo Della Calce. Il Premio della Giuria popolare è andato al film Torno a vivere da solo di Jerry Calà. Arechi d’Oro per le fiction Un medico in famiglia e I Cesaroni e Celluloide d’Oro a Carlo Bixio quale produttore cinetelevisivo dell’anno. Un riconoscimento del Festival anche all’attrice Anna Falchi cui è stata consegnata la Medaglia d’Oro della Provincia di Salerno. www.festivaldelcinema.it. (L.G.)
Saturno International Film Festival

Nella kermesse in programma ad Alatri, sette film in concorso, un convegno su “Cinema e terrorismi” e il premio alla carriera a Michele Placido
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Giunto alla V edizione, il Saturno International Film Festival è l’appuntamento italiano dedicato al legame tra cinema e storia, in programma ad Alatri (Fr) dal 23 al 28 novembre. Tema centrale del festival (che propone anche un concorso internazionale), il rapporto tra “Cinema e terrorismi”, con retrospettiva, convegno e seminario di studi. Affrontare un tema come il terrorismo per un festival cinematografico non è impresa usuale. Ma a contraddistinguere il programma del Saturno International Film Festival è da sempre la volontà di costituire anche un momento di riflessione ed approfondimento, soprattutto per i giovani, sui temi della storia.
Sette i film selezionati per il Concorso internazionale, tra cui l’anteprima italiana di Ultimatum, alla presenza del regista Alain Tasma e della protagonista Jasmine Trinca. Durante la kermesse, verrà inoltre assegnato il Saturno d’oro alla carriera a Michele Placido. «L’edizione 2009 si annuncia ricca di ospiti internazionali e di film di assoluto rilievo», ha commentato Giuliano Montaldo, presidente del Saturno International Film Festival. «Sono convinto – prosegue Montaldo – che quest’anno raggiungeremo un pubblico sempre più vasto e che, soprattutto, potremo contare su una vasta partecipazione da parte dei giovani a tutto beneficio della cultura e, perché no, dell’economia locale. Alatri e Anagni, due perle della Ciociaria, si confermeranno come luoghi ideali per ospitare una manifestazione di così alto livello». Il SIFF omaggia inoltre Vittorio De Sica con una mostra di fotografie inedite che allestita presso lo spazio Mostre del Palazzo Conti-Gentili. Per l’occasione viene presentato il film-documentario Vittorio D. di Mario Canale e Annarosa Morri. www.saturnofilmfestival.com.
Calabria Film Festival
Parte dall’8 al 12 dicembre a Reggio Calabria la terza edizione del Calabria film festival, dedicato a “Cinema Ambiente e Paesaggio”. Due sono i concorsi per la valorizzazione del paesaggio. “Aree protette della Calabria” ha per tema il paesaggio calabrese. I partecipanti potranno presentare opere audiovisive sulle problematiche relative al patrimonio faunistico, alla salvaguardia degli ambienti naturali e alla conservazione delle tradizioni etniche e culturali della Calabria. Ogni concorrente potrà decidere di presentare un documentario o un cortometraggio di 10’, sui parchi nazionali, riserve marine e oasi indicate come aeree protette della regione calabrese. Ogni prodotto audiovisivo dovrà pervenire, in formato dvd e in busta chiusa, entro e non oltre il 21 novembre 2009 assieme a una scheda contenente credits, caratteristiche tecniche, anno di produzione, una breve biografia dell’autore e dei protagonisti, oltre a un press-book ed una serie di fotografie, e pervenire in italiano o sottotitolati in lingua inglese o italiana in formato PAL DVD. “Cinema, Ambiente, Paesaggio” è invece un concorso internazionale aperto a lungometraggi basati su tematiche ambientali e paesaggistiche. Film dove il paesaggio è sovrano e fa da contorno con i suoi splenditi scenari alle vicende dei protagonisti. Il Festival privilegia film inediti in Italia e, in casi particolari, film che hanno avuto nel nostro Paese una distribuzione limitata. La giuria composta da autori, produttori, attori e critici cinematografici esaminerà i migliori 10 film. I bandi di concorso possono essere consultati sui siti www.calabriafilmfestival.it; www.calabriafilmcommission.eu; www.cometafilm.com. (L.G.)
Med Film Festival

Sono 132 le opere tra lungometraggi, cortometraggi e documentari, ma solo 11 concorreranno ufficialmente al Premio Amore e Psiche, indetto dal Med film Festival – in programma a Roma dal 7 al 15 novembre, e attribuito da una splendida giuria eterogenea. Alla XV edizione sono tanti i paesi che partecipano all’insegna di «un continuo lavoro interessato ad un unico fine, lo scambio interculturale» (queste le parole del presidente Ginella Vocca), e sono due i paesi ospiti, Francia e Marocco, «esempio di dialogo e di concreta cooperazione tra due paesi che hanno saputo voltare pagina e guardare al futuro». Focus tematici sono il coraggio – il coraggio dei giovani registi nel raccontare la realtà, esplorando il quotidiano senza temere la diversità, vissuta al contrario come un valore; il viaggio – come ricerca del passato, di un affetto, di se stessi, di una identità; le donne – numerosi i personaggi femminili forti, sempre presenti nella cinematografia mediterranea; le frontiere – frontiere, confini, qual è la differenza?
Filo conduttore sarà comunque l’attenzione ai giovani registi, «poiché da loro provengono i cambiamenti e le segnalazioni importanti dell’evoluzione contemporanea», continua Ginella Vocca, e il valore di tutti i film del festival si può racchiudere in una parola: generosità di sapori, colori, profumi, vita. www.medfilmfestival.org
View Conference a Torino

Si terrà dal 4 al 7 novembre al Conference Center “Torino Incontra” la decima edizione della conferenza internazionale di computer grafica. L’evento rappresenta un punto d’incontro fra cinema, arte, gaming e cultura digitale, dove professionisti, aziende, studenti e appassionati di tecnologia possono incontrare relatori di altissimo livello e confrontarsi nel corso degli esclusivi workshop e seminari dedicati alle migliori produzioni digitali in tutto il mondo. Da non perdere l’appuntamento con l’anteprima italiana dell’attesissimo film di Natale Disney Pixar per la regia di Robert Zemeckis: A Christmas Carol, in programma sabato 7 novembre alle 14. Keynote Speaker sarà Michael Giacchino, il più famoso compositore di colonne sonore per il cinema d’animazione, UP, Partly Cloudy, Star Trek, Ratatouille, The Incredibles, Mission Impossible III, Speed Racers, Cloverfield, e delle serie TV LOST e ALIAS. (L.G.)
Ostia Film Fest
Un’occasione per fare bilanci e annunciare la nascita della seconda edizione dell’Ostia Film Festival. La manifestazione si svolgerà durante la prima settimana di giugno 2010, con scadenza per consegnare i propri lavori fissata per il mese di aprile. Novità e conferme. Durante la conferenza stampa tenuta presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma lo scorso 16 ottobre, si respirava entusiasmo per una nuova sfida da vincere. Anche quest’anno il tema unificante del Festival resta Il Viaggio. Ne parla il direttore artistico Francesco Cinquemani: «Un viaggio si può compiere attraverso i generi. I film stessi sono un viaggio che realizzi con la tua mente pur restando immobile». Presente alla conferenza stampa anche Roberto Ciufoli, che non poteva non lasciarsi andare alla sua verve comica, testimonial e curatore della nuova sezione Cortometraggi Comici. Vengono poi riconfermate e ampliate anche le altre sezioni: Anteprime, Italiana, Documentari, Ultravisioni, Artistica, Mare e Retrospettiva. Tutte finalizzate a riscoprire opere penalizzate dalla distribuzione, in special modo per i registi emergenti e per i documentari, genere che viene solitamente schiacciato e annullato. Prosegue Cinquemani: «In questo Festival viene valorizzato ogni film, indipendentemente dal suo budget di partenza». Da segnalare nella sezione Retrospettiva sia le opere che sono state girate sul litorale laziale che l’excursus sulle opere del regista e sceneggiatore Umberto Lenzi.
Confermati anche i luoghi delle proiezioni, fra cui il Multiplex e la Biblioteca Elsa Morante, dando comunque maggior risalto ai luoghi all’aperto presso il Porto di Ostia, con l’obbiettivo di coinvolgere tutto il lungomare per esaltarne la ritrovata bellezza grazie ai recenti lavori. «Lo scorso anno avevamo utilizzato una barca dove poter indire conferenze stampa»- racconta Luca Lianza, direttore organizzativo. «Per il prossimo anno vorremmo confermare e ampliare il numero di navi da utilizzare, anche per le proiezioni. Quale modo migliore per enfatizzare la sezione Mare?». Come per la scorsa edizione, anche quest’anno verrà assegnato il Premio Mario Monicelli, che premierà migliori attori, film e registi. Non resta che aspettare ulteriori novità: www.ostiafilmfest.com.
Focaccia Blues conquista la Svezia

La vera storia della focaccia che mangiò l’hamburger arriva all’Italian Film Festival di Stoccolma e continua a raccogliere consensi e a saziare di sorrisi pubblico e critica
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Chiusura “col botto”, al Festival di Stoccolma, per il dodicesimo Italian Film Festival, diretto dallo storico del cinema e scandinavista Vincenzo Esposito. La proiezione di Focaccia Blues, diretto da Nico Cirasola e prodotto da Alessandro Contessa è stata infatti un successone. Ecco, raccontato direttamente dal direttore Esposito, ciò che è successo ieri sera all’interno del bel cinema della capitale svedese: «Il regista Nico Cirasola ci ha davvero entusiasmato. La serata al cinema Sture è stata un autentico trionfo, con tanto di “sold out” da 350 biglietti staccati. La gente si è letteralmente ammazzata dalle risate, con Nico che ha fatto un personalissimo show in un inglese-barese a dir poco esilarante; al termine della proiezione, poi, fette di focaccia per tutti: vera focaccia pugliese, preparata da un panettiere di Altamura residente a Stoccolma. Insomma, Cirasola è stato fantastico. E come regista è davvero “di culto”: sperimentale e senza puzza sotto il naso. Devo dire che meglio di così il festival di quest’anno non si poteva chiudere».
Focaccia Blues, la vera storia della focaccia che mangiò l’hamburger, trae spunto da una vicenda accaduta realmente qualche anno fa ad Altamura, un Comune della Puglia dove venne inaugurato, tra la curiosità della gente del luogo, un grande McDonald’s di 550 metri quadri. Dopo qualche mese, Luca Digesù avendo un locale proprio accanto al “gigante” americano decise di aprire una piccola panetteria in cui produceva la sua piccola specialità: la focaccia.
Lentamente, da quel momento, giorno dopo giorno, la concorrenza “leale” del panettiere altamurano mise sempre più in crisi il grande Fast Food, che da lì a pochi mesi fu costretto a chiudere.
La notizia balzò subito agli onori della cronaca nazionale ed internazionale grazie agli articoli dei giornalisti Antonio Calitri, Bianca Tragni, Giovanni Fasanella, Eric Jozsef e Ian Fisher.
Nel film la storia è raccontata direttamente attraverso l’esperienza dei simpatici abitanti del paese, da un giornalista francese (Eric Jozsef) e dall’avventura di Onofrio (Onofrio Pepe), giunto negli USA armato di decine di focacce con uno scopo preciso: far conoscere agli americani la bontà della focaccia.
Alla vicenda realmente accaduta si unisce poi la favola d’amore tra Dante (Dante Marmone), un fruttivendolo amante della qualità, e Rosa (Tiziana Schiavarelli), sua cliente abituale, affascinata dall’arrivo in città di uno strano personaggio, Manuel (Luca Cirasola) un anti-eroe western moderno, deciso a colonializzare tutto ciò che gli passa davanti.
Da citare anche le continue incursioni nella vicenda di due personaggi televisivi (impersonificati da Lino Banfi e Renzo Arbore) protagonisti di uno sketch di “telecucina”, in cui esasperano il concetto di identità litigando per i più disparati e futili motivi (“ è più buono il fungo Cardoncello o il Lampascione?”); un nostalgico proiezionista cinematografico (Michele Placido) e un combattivo esercente di una piccola monosala d’essai (Nichi Vendola).
Focaccia Blues arriva a Stoccolma
Il Cinema Sture di Stoccolma ospita domani 7 ottobre, nell’ambito del Festival del Cinema Italiano che si tiene ogni anno nella capitale svedese, la proiezione del divertente ed ecologico docufilm Focaccia Blues prodotto da Alessandro Contessa e distribuito da Bunker Lab.
Focaccia Blues, presentato per l’occasione dal regista Nico Cirasola, è stato selezionato insieme ad altri film italiani, tra cui Come Dio comanda di Gabriele Salvatores, Fortapàsc di Marco Risi, Due partite di Enzo Monteleone, Diverso da chi? di Umberto Carteni.
In onore di Focaccia Blues, Stoccolma diventerà “pugliese” con un Focaccia Party e Enjoy Wine et Spirits Organ. Il film – che racconta la vicenda realmente accaduta di una piccola focacceria pugliese che, valorizzando i prodotti tipici, è riuscita a mettere in crisi un grande McDonald’s aperto nella città di Altamura – ha ricevuto la menzione speciale Nastri d’Argento ‘09, e il Ciak D’Oro ‘09. (L.G.)
Blu-ray Film Festival

Al via la prima edizione del Blu-ray Disc Film Festival: da giovedì 8 a sabato 10 ottobre, presso il Cinema Apollo di Milano, il grande pubblico avrà l’opportunità di assistere gratuitamente alla proiezione di anteprime esclusive proposte dalle major associate (Sony Pictures, Walt Disney Studios, 20th Century Fox, Warner Bros, Universal, Medusa e 01 Distribution) in alta definizione Blu-ray Disc. L’evento è promosso dall’Associazione Bly-ray Disc. (L.G.)

