Ventitrè opere in concorso, di cui quattro italiane firmate da Ascanio Celestini, Saverio Costanzo, Mario Martone e Carlo Mazzacurati. Si apre con Aronofsky e a seguire, tra gli altri, Sofia Coppola, Vincent Gallo, Ozon e Schnabel
di Dafne Foderà
dafne.fodera@libero.it
Il nuovo è ciò che rimane del passato. Il nuovo è il futuro, è la direzione verso cui tutto evolve. Il nuovo nel cinema nasce dal laboratorio, dall’unione di esperienze e dalle porte sempre aperte a diversi linguaggi, formati e tipologie di narrazione. Il cinema nuovo non ha a che fare solo con l’età, non è un fatto anagrafico, come ha ricordato il direttore Marco Mueller durante la conferenza di presentazione del programma della 67ª Mostra internazionale d’Arte cinematografica di Venezia (tenutasi il 29 luglio presso l’Hotel Excelsior di Roma), che avrà luogo dall’1 all’11 settembre, presieduta quest’anno dal regista Quentin Tarantino.
La Biennale, in fondo, è nata con questo obiettivo. Essere attenti ai cambiamenti, per mostrarli e, spesso, per anticiparli. Ma il nuovo, per essere tale, deve avere le sue radici nella certezza, in quello che non deve cambiare: i luoghi, non necessariamente fisici, la qualità delle pellicole e l’attenzione al talento. Dal Festival di Venezia ci si aspetta questo. Al Lido ci si va per questo motivo.
È dalle novità che si comincia, dall’evoluzione di una delle sezioni, “Orizzonti”, che quest’anno mette insieme tutti, opere prime e grandi artisti, insieme per dire qualcosa. Insieme nelle diverse sale della Mostra del Cinema, ridotte di numero, a causa dell’assenza della sala Perla 2. «La scenografia, lo stile, l’allestimento rimangono uguali», ci tiene a precisare il presidente Paolo Baratta.
Perché poi, in fondo, ci sono cose che non cambiano. Per fortuna.
I grandi film, per esempio. Le anteprime, quest’anno settantanove mondiali e quattro nazionali, una delle anime del Festival, come ha affermato Mueller: «Questa è una Mostra che vuole avere più di un’anima, almeno tre». Le altre due: un luogo in cui non c’è separazione tra film commerciale e film d’Autore e il posto in cui si può osare, scommettere.
L’anima che non può cambiare, sicuramente, è quella che ha a che fare con i film.
Si apre con Black Swan di Darren Aronofsky, in concorso. Ventitrè opere in competizione ufficiale, di cui quattro italiane: La pecora nera di Ascanio Celestini, La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo, Noi credevamo di Mario Martone, La passione di Carlo Mazzacurati. E, tra gli altri: Somewhere di Sofia Coppola, Promises Written in Water di Vincent Gallo, Road to Nowhere di Monte Hellman, Barney’s Version di Richard J. Lewis, Potiche di François Ozon e Miral di Julian Schnabel.
Ventisette lungometraggi fuori concorso, tra i quali: Machete di Robert Rodriguez, The Town di Ben Affleck, Sorelle mai di Marco Bellocchio, The Last Movie (1971) di Dennis Hopper, Vallanzasca – Gli angeli del male di Michele Placido, 1960 di Gabriele Salvatores, A letter to Elia di Martin Scorsese e Kent Jones, L’ultimo Gattopardo: ritratto di Goffredo Lombardo di Giuseppe Tornatore, Passione di John Turturro.
Per la sezione “Controcampo italiano”, in concorso: I baci mai dati di Roberta Torre, 20 sigarette di Aureliano Amadei, Il primo incarico di Giorgia Cecere, A Woman di Giada Colagrande, Tajabone di Salvatore Mereu, Ma che storia di Gianfranco Pannone, Into Paradiso di Paola Randi.
Per la sezione “Orizzonti”, saranno proiettati ventuno lungometraggi. Una parte del Festival sarà poi dedicata al cinema comico italiano, in particolare, ai suoi protagonisti, con la retrospettiva dal titolo “La situazione comica”, che prevede la proiezione di una trentina di opere dagli anni 30 ai pieni anni 80. Iniziativa che porterà alla Mostra alcuni dei più popolari comici italiani. Perché l’internazionalità non esiste se si dimenticano le proprie radici.
Infine, uno spazio sempre maggiore ai film realizzati con tecnologia 3D. Il futuro con il quale abbiamo già cominciato a convivere.





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Sarà un weekend dedicato alla multimedialità quello del CVG Fest, Primo Festival Italiano di Cinema e Videogiochi in programma dal 7 al 9 maggio a Technotown, spazio ideato dell’Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia e della Gioventù del Comune di Roma nella splendida cornice di Villa Torlonia. L’evento è organizzato da AIOMI in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il CVG Fest ospiterà grandi voci in un ricco avvicendarsi di conferenze, offrendo occasioni di confronto e di dibattito con esperti del settore, personalità e giornalisti autorevoli che racconteranno le diverse sfaccettature della contaminazione sempre più frequente tra cinema e videogiochi.
La sesta edizione di Biografilm Festival International Celebrations of Lives, l’unico evento al mondo interamente dedicato alle biografie e ai racconti di vita, si svolgerà a Bologna dal 9 al 14 giugno 2010. Protagonisti di questa edizione saranno i mitici anni ’60 italiani; dall’arrivo della televisione nelle case degli italiani alle storiche olimpiadi di Roma del 1960, passando per la Hollywood sul Tevere e le leggendarie notti beat del Piper. Il tutto da rivivere con proiezioni, spettacoli dal vivo e incontri con i protagonisti. Come ogni anno Biografilm presenterà nella Selezione Ufficiale opere cinematografiche e televisive a tema biografico, prodotte negli ultimi due anni e non ancora distribuite in Italia. Inoltre verranno proposti al pubblico gli ormai tradizionali Focus di approfondimento per scoprire e riscoprire cinque personaggi quest’anno dedicati a John Lennon, Armando Testa, Angela e Luciana Giussani, Peter Sellers e Fabrizio De Andrè. Il Festival presenterà anche un omaggio dedicato a Clint Eastwood, con una panoramica della sua filmografia (Barbara Zorzoli). 
Dal 30 aprile al 2 maggio, la cultura e lo sport si incontreranno a Unna, in Germania, per la Writer’s League, il campionato europeo di calcio di scrittori, per il quale competeranno le squadre delle seguenti nazioni: Italia, Germania, Inghilterra, Svezia, Turchia e Ungheria. La nazionale italiana è allenata da Paolo Sollier, ex calciatore del Perugia di Novellino, scrittore, contestatore e anarchico. Tra i nomi di spicco, gli inglesi Graham Jones e Tobias Jones e l’ungherese Peter Zilahy. Tra gli italiani: Carlo D’Amicis, Davide Longo, Giampaolo Simi, Francesco Trento e il direttore di Filmaker’s magazine Luigi Sardiello. La squadra vincitrice si aggiudicherà la Ruhr Lit Cup. Insieme alla competizione sportiva, si svolgeranno reading, seminari ed eventi culturali.

Nell’ambito della rassegna sul documentario “Italia Doc” a cura di Maurizio Di Rienzo, mercoledì 21 aprile, alle ore 16, presso la Sala Deluxe della Casa del Cinema di Roma, verrà proiettato il documentario “Negli occhi” di Francesco Del Grosso e Daniele Anzellotti (75′), presentato in anteprima all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Controcampo italiano. Al centro del documentario la figura di Vittorio Mezzogiorno: uno degli attori più importanti del teatro e del cinema italiano degli ultimi trent’anni. Un racconto vissuto attraverso la voce di sua figlia Giovanna e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Aneddoti, foto, immagini di repertorio e le musiche originali di Pino Daniele per un ritratto intenso ed emozionante dedicato ad un artista del nostro tempo ma soprattutto per la storia di uomo, di marito, un padre e di amico.




