Il nuovo capolavoro di Haruki Murakami è una storia avvolgente che, tra realtà e distopia, ci racconta il nostro tempo
di Massimiliano Pistonesi
m.pistonesi@gmail.com
L’ultimo romanzo dello scrittore nipponico Haruki Murakami, IQ84 (Einaudi Editore), costituito da 700 pagine dense e intense, è un incredibile gioco di specchi, una iperbolica messa in scena della rappresentazione della realtà e del tempo, una macchina della fascinazione costituita da un immaginario capace di raccontare il divenire del giorno dopo giorno.
Difficile contenere 1Q84 all’interno di possibili categorie o definizioni di comodo che possano spiegarne la bellezza e forse anche la dose di indecifrabilità che possiede, non solo perché quest’opera contiene i primi due volumi di una ipotetica trilogia (l’ultimo capitolo dovrebbe uscire il prossimo autunno) e quindi è apparentemente parziale, ma questo forse non c’entra: il fatto è che questo romanzo è la summa dell’intera opera di Murakami che qui propone tutte le sue tematiche e ossessioni, nel suo stile intimo e massimalista al tempo stesso, dove tutto è proiettato in avanti, oltre quello che deve ancora venire.
1Q84 è stato un libro molto atteso, circondato da un’aura di mistero che ha fatto scalpitare i fan di Murakami in tutto il mondo fin dalla sua prima pubblicazione in Giappone circa tre anni fa. Facile spiegarne quindi il successo commerciale, anche alla luce della nota reticenza dell’autore a concedere interviste e a parlare dei suoi lavori.
Intanto il titolo: 1Q84 è un omaggio a George Orwell. Quella Q al posto del 9, al di là dell’assonanza della pronuncia giapponese del numero 9 con quella inglese della lettera Q, assume una valenza simbolica, quella del punto interrogativo, question mark.
Ma forse c’è dell’altro. Chi ha già letto i romanzi di Murakami, da Sotto il segno della pecora a Dance Dance Dance, passando per Norwegian Wood e L’uccello che girava le viti del mondo (tutti editi da Einaudi), ha potuto notare come i suoi personaggi vivano tutti intorno a quel 1984. Sono tutti lì, ci arrivano o partono da lì, ma è quella la data emblematica che genera l’universo di Murakami. Le sue storie sono imbrigliate dentro quella cifra, in quell’anno che diventa un momento seminale, un piano inclinato del tempo che è giunto fino a questo nuovo secolo, ma è da lì che i suoi personaggi ci parlano. Se volessimo tentare di trovare delle risposte e fare un po’ di esercizio, così, solo per gioco, per cercare di capire cosa possa essere successo a Haruki Murakami in quell’anno, si potrebbe tentare di guardare l’aspetto anagrafico: Murakami è nato nel 1949 e nel 1984 aveva trentacinque anni. Allora, dov’è il gioco? Ve lo ricordate il nostro Dante, nel mezzo del cammin… Possibile? Forse, o forse no, ma lo abbiamo detto, è solo un gioco. Di certo l’età in cui si smette di essere giovani fa guardare in modo diverso la vita.
La storia è quella di Aomame, trainer e fisioterapista solo in apparenza, perché in verità è una killer professionista addestrata a uccidere chi abbia fatto del male a una o a più donne, e di Tengo, giovane insegnante di matematica costretto a fare il ghostwriter. I due si ignorano, ma a tenerli insieme è qualcosa che è successo a tutti e due nella loro infanzia e a collegarli definitivamente c’è Fukaeri, una diciassettenne autrice di un romanzo, La crisalide d’aria, da cui nasce un mondo alterato e altro.
Sì, perché l’implicazione fantastica, anzi non si fa torto a chiamare in causa la fantascienza, è la nota che accompagna tutta la storia nel suo incedere all’interno delle pieghe del tempo e delle storie raccontate. Così il romanzo si struttura intorno a questi due protagonisti, con capitoli alternati dedicati all’uno e all’altra, con il risultato che è inevitabile non venire completamente assorbiti dalle due vicende.
Il romanzo si apre con Aomame bloccata nel traffico di Tokyo mentre si reca a un appuntamento con una sua vittima. Il tassista le suggerisce di usare una scala di emergenza sulla tangenziale, cosa che Aomame fa, e subito iniziano a succedere eventi strani, inizialmente impercettibili. Aomame non riconosce le divise dei poliziotti e sente parlare di eventi passati di cui lei però non conserva memoria, fino al momento eclatante in cui la ragazza volge lo sguardo al cielo e vede due lune.
Tengo, invece, accetta la proposta di una casa editrice di riscrivere il romanzo di Fukaeri, una enigmatica ragazza, autrice di una storia intrigante ma povera di stile. Tengo, che inizialmente rifiuta la proposta, rimane irretito dalla lettura de La crisalide d’aria, tanto da accettare di riscriverlo, ma non sa che così facendo sarà trascinato all’interno di una situazione misteriosa e letale per tutta l’umanità.
L’elemento fantastico è puramente un artificio, perché 1Q84 è un romanzo che, alternando verosimiglianza e fantasia realista, non fugge mai via dalla realtà, rimane ben piantato a terra, come in un sogno a occhi aperti nel quale Murakami si preoccupa di disporre, in un altro ordine, gli infiniti dettagli del mondo quotidiano.
Da leggere.

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Illustrazione di Antonio Giacalone
