
La raccolta di racconti di Richard Matheson, edita da Fanucci, ci trascina dentro l’universo insolito e avvincente di uno dei padri della letteratura fantastica del Novecento
di Massimiliano Pistonesi
m.pistonesi@gmail.com
Entrare in questa raccolta di racconti di Richard Matheson, The Box e altri racconti (Fanucci Editore), è come aprire uno scrigno magico o salire sulle montagne russe. Alla fine si è contenti di essere ancora tutti interi e quello che rimane è solo un brivido e una scarica di adrenalina. Forse è per questo che Hollywood si è messa sulle tracce di quello che Stephen King considera il suo maestro, è per questo che negli ultimi anni molti film sono stati adattati da racconti o romanzi di Matheson. Non che questa sia una frequentazione nuova, anzi, Matheson è nel cinema dagli anni cinquanta e quello che sta vivendo oggi è una seconda scoperta. Inizialmente c’è stato The Shrinking Man (sempre edito da Fanucci con il titolo Tre millimetri al giorno), portato sul grande schermo da Jack Arnold con il titolo Radiazioni BX distruzione uomo (1957), c’è stato poi il suo capolavoro Io sono leggenda, ultimamente visto con Will Smith protagonista, ma con due riduzioni, una nostrana del buon Ubaldo Ragona, L’ultimo uomo sulla terra (1962), e un’altra americana con Charlton Heston, 1975: occhi bianchi sul Pianeta Terra (1971). Senza contare che la trama di Io sono leggenda deve avere fornito più di qualche spunto a George A. Romero per La notte dei morti viventi (1968). Senza contare che un giovanissimo e sconosciuto Steven Spielberg ha usato Duel per quel piccolo immenso capolavoro che tutti conoscono o dovrebbero. E poi il nostro nei primi anni sessanta è stato sodale di Roger Corman per il quale scrisse la serie di film ispirati ai racconti di Edgar Allan Poe, e rischiò inoltre di essere lo sceneggiatore di Alfred Hitchcock per il film Gli uccelli.
Però i suoi racconti sono la vera miniera, basti pensare che molti di essi furono usati per realizzare degli episodi di The Twilight Zone, di cui anche il racconto che dà il titolo a questa raccolta, The Box, fece parte. Oggi è diventato un film di Richard Kelly con Cameron Diaz. Ma tutti i racconti di Matheson sono permeati da un forte senso di realtà ed estraniazione allo stesso tempo. Senza scomodare Freud e il suo perturbante Matheson parte sempre dal quotidiano, da situazioni domestiche e convenzionali, una coppia alle prese con i loro piccoli problemi ed ecco che qualcuno, uno sconosciuto, suona alla loro porta con l’offerta della vita e i due sciagurati gli aprono. Una meccanica dell’insolito che potrebbe sembrare banale se non ingenua ma che finito di leggere si rimane con il tarlo del “perché non c’ho pensato io?”
Se poi dovessi scegliere, a parte The Box, vi consiglierei di buttarvi subito su Una stanza per morire o Scambi indecenti dove l’American Way of Life è messa alla berlina con tutta la sua dose bigotta e falsa di perbenismo borghese. Insomma, qualcosa da leggere che forse anticiperà qualche film che vedremo prossimamente.
Buona lettura.



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