Bucky Larson: Born To Be A Star

Bucky Larson

La gloriosa ascesa di una stella del cinema nella nuova, irriverente commedia di Tom Brady, in DVD dall’8 febbraio

Un ragazzo di una piccola città prova a diventare una grande star di Hollywood nella nuova, irriverente commedia Bucky Larson: Born To Be A Star, distribuita in DVD dall’8 febbraio 2012, da Sony Pictures Home Entertainment. 

Bucky Larson: Born To Be A Star è il risultato di una grande prova comica di Nick Swardson (Mia moglie per finta, 30 Minutes or Less) che interpreta Bucky Larson, un goffo dentone di origine medio-occidentale che spera di sfondare nell’industria dei film per adulti nonostante alcuni difetti fisici.

Con la partecipazione di  Christina Ricci (Serie TV Pan Am, Black Snake Moan) con Don Johnson (Serie Tv Eastbound & Down, Machete) e Stephen Dorff (Somewhere, Nemico Pubblico).

Il film è diretto da Tom Brady (Il peggior allenatore del mondo, The Hot Chick). La sceneggiatura è di Adam Sandler (Un Weekend da bamboccioni, Zohan – Tutte le donne vengono al pettine), Allen Covert e Nick Swardson (Gli scaldapanchina, Cocco di Nonna). E’ prodotto da Adam Sandler, Jack Giarraputo (Il signore dello Zoo, Mia moglie per finta), Allen Covert, Nick Swardson e David Dorfman (La figlia del mio capo, Terapia d’urto).

Il DVD comprende contenuti speciali, incluso il making off  di “Dietro le quinte”, “Gary: un vero duro”, “Bucky Brilla” e “Ridere è contagioso”.

Bucky Larson: Born To Be A Star sarà disponibile in DVD a 14,99 euro e ha una durata di 93 minuti circa.

Hostel Part III

Hostel Part IIIL’ultimo terrificante capitolo della trilogia sarà disponibile in DVD dal 22 febbraio 2012

Il gioco d’azzardo prende un misterioso e nuovo risvolto in questo terzo capitolo della terrificante serie di Hostel. Mentre partecipano a una festa di addio al celibato, quattro amici vengono sedotti da due escort sexy che li portano a una festa privata non molto lontano dallo Strip Club. Una volta arrivati, i ragazzi rimangono terrorizzati quando scoprono di essere i soggetti di un perverso gioco di tortura, dove i membri dell’Elite Hunting Club sono gli organizzatori dello show più sadico presente in città.

Hostel: Part III è diretto dal regista Scott Spiegel, da una sceneggiatura di Michael D. Weiss, e prodotto da Chris Briggs e Mike Fleiss. Nel cast, gli attori Brian Hallisay (Serie TV Privileged), Kip Pardue (Il sapore della vittoria), John Hensley (Serie TV Così gira il mondo), Chris Coy (Serie TV True Blood), Skyler Stone (Serie TV Aiutami Hope!) e Sarah Habel (Whip It).

Il materiale extra include commenti del regista Scott Spiegel (Dal tramonto all’alba 2Texas Blood Money) e dell’attore Kip Pardue.

Hostel: Part III sarà disponibile in DVD a 14,99 euro dal 22 febbraio 2012, distribuito da Sony Pictures Home Entertainment, e ha una durata di 84 minuti ca.


L’ultimo terrestre

L'ultimo_terrestre

Presentato in concorso al 68° Festival di Venezia L’ultimo terrestre, diretto da uno dei più celebri fumettisti a livello internazionale, Gipi – Gian Alfonso Pacinotti, sarà disponibile in Dvd e in alta definizione Blu Ray Disc dal prossimo 17 gennaio. L’edizione Fandango Home Entertainment prevede una ricca selezione di contenuti di approfondimento, tra cui i video: Making of, Backstage, scene tagliate, “La zanzara”, “Tg3” e trailer.

L’ultima settimana sulla terra prima dell’arrivo di una civiltà extraterrestre. Un arrivo annunciato dai governi, una notizia di seconda serata che non ha entusiasmato nessuno. Gli alieni arrivano in un paese stanco e disilluso, in una crisi economica gravissima. La gente risponde a questa venuta con una reazione razzista o con interpretazioni mistico religiose tra le più strampalate…

Leggi la recensione di Filmaker’s magazine.

Le dimore del vento

Le dimore del vento

L’Italia dei fantasmi diventa un film, un viaggio di Paolo Rumiz nei luoghi abbandonati d’Italia in dvd per la regia di Alessandro Scillitani

Esce il 14 settembre prossimo con La Repubblica (7,90 euro più il prezzo del quotidiano) Le dimore del vento. Un documentario, prodotto dalla Tico Film per la regia di Alessandro Scillitani, tratto dai racconti di viaggio Le case degli spiriti di Paolo Rumiz pubblicati su “la Repubblica” nell’agosto 2011: un’indagine sui tanti luoghi abbandonati d’Italia, un lavoro poetico che, attraverso la memoria delle pietre, riflette l’immagine del nostro presente. Città morte, fabbriche dismesse, ferrovie e miniere abbandonate, relitti di terra o di mare.  È la mappa dei luoghi perduti, abbandonati e posseduti dagli spiriti, costruita da Paolo Rumiz nel corso del suo viaggio 2011.

Il tradizionale viaggio estivo di Paolo Rumiz si trasforma, quindi, per la prima volta in un documentario. La voce fuori campo è quella di Monica Morini. Le musiche dello stesso Scillitani e di Tommi Prodi.

Si tratta di una delle prime realizzazioni italiane cross platform: il documentario, infatti, prevede non solo la distribuzione home video in edicola, ma la sua uscita è stata anticipata da approfondimenti giornalieri sul web in concomitanza con gli articoli di Paolo Rumiz su La Repubblica.

Il DVD è prodotto dalla Tico Film Company (www.ticofilm.com) e ha la durata di 56 minuti arricchiti da circa un’ora di contenuti extra che approfondiscono e documentano alcuni momenti del viaggio e che ripropongono le pillole pubblicate su repubblica.it nel corso del mese di agosto.

Un viaggio di oltre due mesi raccontato e filmato dal Mediterraneo alle Alpi Svizzere: oltre quaranta ore di riprese riassunte in un film particolarmente intenso, due sguardi – quello del giornalista e narratore e quello del regista – sulla stessa avventura. Un incontro nato dalla comune passione per i luoghi della memoria e dell’incuria. Scillitani ha di recente firmato la regia di un documentario sulle Case abbandonate (distribuzione www.trelunerecords.it).

Black Block (libro + DVD)

Black BlockDal 15 settembre in libreria il cofanetto del documentario shock di Carlo Bachschmidt, presentato in concorso a Venezia nella sezione Controcampo e premiato con una menzione speciale

Dal 20 al 22 luglio 2001 a Genova si svolge il vertice G8. In una città blindata 300.000 persone partecipano alle manifestazioni contro il vertice. Due giorni di scontri, 200 arrestati, 1000 feriti e 1 manifestante ucciso. Sede del Genoa Social Forum, il coordinamento delle oltre 1000 associazioni promotrici del controvertice, è la scuola Diaz. Il 21 luglio, a manifestazioni concluse, la polizia individua in questa scuola il covo dei black block, ritenuti responsabili delle devastazioni e saccheggi durante le giornate del G8.

Il film Black Block

Lena e Niels arrivano da Amburgo, Chabi da Saragozza, Mina da Parigi, Dan da Londra, Michael da Nizza, Muli da Berlino. Sette storie diverse, accumunate dall’aver condiviso la protesta del G8 di Genova nel 2001 e dal trauma che quei giorni hanno impresso nell’intimo di ciascuno di loro. Carlo A. Bachschmidt, responsabile della segreteria del Genoa Legal Forum, in questo documentario racconta le loro vite. I motivi che li hanno spinti a impegnarsi in politica, la partecipazione alle giornate di luglio 2001, le violenze subite, il rientro a casa, la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi costituendosi parte civile e le valutazioni sulle sentenze emesse dopo lunghi anni di attesa. La loro vita quel giorno è cambiata, ma i loro ideali sono rimasti gli stessi di allora.

«Sono successe così tante cose nella mia vita, e Genova è stata un’esperienza così forte, così intensa, che mi ha profondamente segnato, e se c’è una cosa che la polizia non è riuscita a ottenere, è il farmi mollare tutto. Si può dire che abbiano ottenuto il contrario. Io non posso né voglio ritirarmi e condurre una vita borghese. Non ne ho alcuna voglia. Magari non sono più in prima linea in tante manifestazioni. Però quello che voglio fare, continuo a farlo e continuerò a farlo. E quindi dentro quella scuola non ce l’hanno fatta a rompere questa cosa dentro di me». (Muli)

Leggi la recensione di Filmaker’s magazine.

Contenuti speciali

Un secondo documentario di 47 minuti, La provvista, che ricostruisce il blitz alle due scuole Diaz e le fasi più rilevanti del processo, attraverso l’intervista ai due avvocati di parte civile, Laura Tartarini e Emanuele Tambuscio.

«In Black Block ho voluto ripercorrere dieci anni di storia, dal 2001 fino a oggi, attraverso un racconto corale, sette interviste ad alcune delle parti offese costituitesi al processo Diaz e Bolzaneto. La stanza in cui si svolgono le interviste è il luogo “astratto” che meglio rappresenta lo stato d’animo di ciascun protagonista. Un elemento scenografico a sottolineare la diversità delle sette storie. Il luogo del racconto è la città di Genova. Le riprese esterne restituiscono un’altra immagine della città. Il ritorno, i processi, gli amici hanno permesso di riconquistare le strade, la fiducia in sé stessi, una ragione in più per continuare a lottare». (Carlo A. Bachschmidt)

Il libro

Black Block – La costruzione del nemico a cura di Carlo A. Bachschmidt. La narrazione veloce e precisa delle tappe più significative del G8. L’individuazione del nemico, con la creazione mediatica dei black block, la repressione preventiva e una nuova strategia nella gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni. Infine una cronologia che raccoglie gli eventi più significativi di questi ultimi anni, dalla nascita del movimento di Seattle fino alle sentenze in appello dei maggiori processi sui fatti di Genova 2001. Con testi di Carlo A. Bachschmidt, Donatella Della Porta, Laura Fazio, Chabi Nogueras, Salvatore Palidda, Livio Pepino, Mina Zapatero.

«I protagonisti del “conciliabolo”, ben consapevoli che le molotov non provenivano dall’interno della scuola, decisero che tali ordigni potevano essere utilizzati come [...] elemento decisivo per poter procedere all’arresto di tutti i presenti con l’accusa associativa finalizzata alla devastazione e al saccheggio». (Dalla sentenza di appello al processo Diaz)

L’autore

Carlo A. Bachschmidt, nato a Genova, architetto, dopo l’esperienza professionale nello studio “Renzo Piano Building Workshop”, inizia la sua attività di ideazione e organizzazione di eventi culturali presso Palazzo Ducale. Dal 1994 si specializza nell’ambito della comunicazione sociale e dal 1998 cura campagne di sensibilizzazione e informazione, rivolte soprattutto ai giovani, attraverso il gruppo informale “Progettazione Comunicazione Eventi”. Lavorando in rete, acquisisce inoltre competenze rispetto ai processi partecipativi, in particolare nella costituzione di coordinamenti locali e/o nazionali. Nel 2001 partecipa all’organizzazione del Genoa Social Forum, il coordinamento del contro G8/Genova, e successivamente diviene il consulente tecnico responsabile del Genoa Legal Forum per l’analisi e l’archiviazione di tutto il materiale video fotografico relativo alle giornate di luglio 2001. Presenta sei consulenze tecniche (video) acquisite durante i processi G8 ed è responsabile del sito processig8.org. Dal 2003 cura la produzione di video indipendenti e collabora con i media nazionali nella ricerca e analisi della documentazione relativa al G8/Genova. Nel 2004 si specializza in “Architettura per lo Spettacolo”, e l’anno successivo in “Progettazione e Comunicazione Eventi”, presso la Facoltà di Architettura di Genova. Nel 2010 realizza il cortometraggio “Janua”, selezionato tra i finalisti del Concorso Obiettivo Liguria del 14° Genova Film Festival (2011).

Cofanetto DVD+Libro
Un film di Carlo Bachschmidt
Durata: DVD 77 minuti+47 minuti di extra del documentario La provvista
Pagine libro:176
ISBN: 978-88-6044-210-9
Prezzo: Euro 17,90
Collana: Fandango Libri (dvd+libro)
Uscita in libreria: 15 settembre 2011

L’altra rivoluzione – Gorkij e Lenin a Capri

L'altra rivoluzione

Partendo dalla foto di una partita a scacchi giocata a Capri nel 1908 tra Lenin e Bogdanov alla presenza di Gorkij, Raffaele Brunetti e Piergiorgio Curzi riscoprono un mondo di grandi idee che hanno mutato il corso della storia

di Pasquale D’Aiello
blusky101@hotmail.com

Una vecchia foto ritrae due uomini giocare a scacchi sulla terrazza di una casa che si affaccia sul mare di Capri. La foto è del 1908, a muovere i pezzi sono Bogdanov e Lenin, due tra i massimi esponenti bolscevichi, tra loro c’è Gorkij, uno dei più grandi scrittori del realismo russo. Il duello tra i due rivoluzionari fu reale e quella partita ne è stata una manifestazione plastica. Dopo oltre cento anni, due guerre mondiali, una rivoluzione giunta al suo epilogo, l’oblio potrebbe scendere sicuro a cancellare le tracce di quelle vite superate dalle storia e, invece, il regista italiano Raffaele Brunetti, che in quella stessa casa ha vissuto, parte dalla suggestione di quella foto per ricostruire il mondo di idee, passioni e avventure che quella mattina di un secolo fa si sono date convegno su quella terrazza sotto il sole brillante di Capri. Gorkij si è rifugiato dal 1906 sull’isola campana, dopo il fallimento della rivoluzione del 1905. Qui riceve il suo amico Bogdanov, che in quegli anni prevaleva sullo stesso Lenin, essendo stata accolta dai compagni di partito la sua posizione antiparlamentarista. Lo scrittore russo interpretava la sua permanenza sull’isola come momento di ricostruzione delle forze in attesa di una rivincita rivoluzionaria, dedicandosi alla formazione di una vera e propria università della rivoluzione che venne chiamata “la scuola di Capri” e alla ricomposizione dei rapporti tra i capi del bolscevismo.

È del 1908 l’opera di Bogdanov Saggi intorno alla filosofia del marxismo cui Lenin rispose con Materialismo ed empiriocriticismo, cui seguì nel 1909 la replica di Bogdanov Fede e scienza. La materia del contendere era il rapporto tra comunismo e fede. Secondo Bogdanov era possibile fondare il comunismo come religione, mettendo in relazione le conquiste della dottrina politica con la fede in un sistema religioso in cui fossero gli uomini a costruire dio. Il rapporto tra i due non fu mai pacificato al punto che Bogdanov non partecipò alla rivoluzione del ’17 e subì anche un arresto. Gorkij aveva stretti legami di amicizia e condivisione con Bogdanov ma dopo un periodo di esilio rientrò nell’URSS ristabilendo un forte sodalizio con Stalin, attirandosi le critiche di Solženicyn che ne fece un triste ritratto in Arcipelago Gulag.

Il potere dell’immagine catturata da quella foto è certamente correlato alla forza di suggestione che ancora hanno i suoi protagonisti ma lo scorrere del tempo ha innescato ormai anche un movimento simmetrico per cui sono i protagonisti a tornare in vita per mezzo dell’autonomo potere evocativo delle immagini. Seguendo le tracce di Gorkij gli autori del documentario, Raffaele Brunetti e Piergiorgio Curzi, arrivano a scoprire un minuscolo spezzone di film di pochissimi secondi che ritrae lo scrittore sull’isola, probabilmente opera della polizia segreta zarista. La storia di questi uomini ritorna materia viva, le foto di momenti di spensieratezza, di vita normale ricompongono un quadro di vite lontane che non smettono di emanare energia. Il connettivo delle immagini sono le lettere di Gorkij che danno voce ai volti impressi sulle pellicole. Il merito di questo documentario non è solo quello di aver riportato alla luce una vicenda di rilevanza storica ma anche quello di aver testimoniato dello straordinario fascino che il depositarsi del tempo concede alle immagini, concedendogli ancora vita.

La bocca del lupo

La bocca del lupo

Esce nella collana “Feltrinelli Real Cinema” il DVD del film vincitore del festival di Torino 2009 La bocca del lupo di Pietro Marcello. Il film racconta la struggente storia di Enzo e Mary, due testimoni di un sottoproletariato ormai scomparso che hanno deciso di proteggersi l’un l’altra dalle malignità del mondo coltivando il loro sogno: una casetta in campagna, lontano da tutto e sospesa in un tempo di semplice felicità, in cui vivere amandosi fino alla fine.

«Finalmente un cinema che non si era mai visto, che non somiglia a niente di quello che c’era già stato, con una grande umanità e una regia sorprendentemente intensa», ha commentato Lucio Dalla.

Insieme al film, il libro Genova di tutta la vita, a cura di Daniela Basso, con lettera inedita di Edoardo Sanguineti; approfondimenti sul film di P. Marcello, S. Fgaier, D. Zonta, F. Cima e N. Giuliano, A. Burlando, M. Messina, D. De Luise e N. Gay; interventi critici di G. Fofi, M. Maggiani e altri; la Genova di Montale, Soldati, Sanguineti, Caproni. Il testo comprende anche parte dell’intervista a Pietro Marcello realizzata da Francesco Boille, e già apparsa sul sito cineclandestino.it e in Francia sul sito Independencia.fr, e un saggio sul film, firmato da Boille, nel segmento dei testi critici.

Tra gli Extra del DVD, interviste ai personaggi del film; repertori; galleria fotografica; trailer cinematografico.

Dvd + libro saranno disponibili in tutte le librerie a 16,90 euro.

Tognazzi

Tognazzi

Il cofanetto, libro+Dvd, di uno dei più grandi maestri della risata. Aneddoti, curiosità e gli indimenticabili capolavori della commedia all’italiana

di Massimiliano Pistonesi
m.pistonesi@gmail.com

Arriva per Einaudi Stile Libero il cofanetto (libro+dvd) Tognazzi, curato da Valentina Pattavina, e non può che far piacere potersi gustare le immagini del grande Ugo. Immagini, beninteso, tratte dai film e non dai suoi sketch televisivi che con la memoria ci riportano a quelli fatti in compagnia di un altro grande, Raimondo Vianello, che tanto bene fecero a una Rai ancora in fasce.

Quindi chi volesse incontrare Ugo Tognazzi, conoscerlo per la prima volta, rivederlo, ricordarlo, o semplicemente avere qualche minuto di puro divertimento cercate allora di accaparrarvi questo articolo. Ne rimarrete soddisfatti. Ma tanto.

Il motivo è semplice: Ugo Tognazzi è uno dei quattro moschettieri della commedia italiana, gli altri li ricordate? Sordi, Gassman, Manfredi e Tognazzi per l’appunto. Un’altra Italia, un’altra storia, fatta in bianco e nero, ma che ancora oggi, per chi comincia a diventare un po’ maturo, sembra quasi che sia sempre stata così o addirittura che l’Italia l’abbiano fatta loro, quei quattro insieme a Totò e ai De Filippo, invece di Garibaldi.

Perché la risata e il sorriso sono nel dna degli italiani, gente fatta per l’allegria e non per il muso lungo, provate a chiederlo a un tedesco che ci guarda e vede quello che vorrebbe essere, ma non ci riesce.

Il libro che accompagna questo cofanetto è una cavalcata biografica sulla vita e sulla carriera di Ugo Tognazzi. Curiosità, aneddoti e tanto altro. Incluso il fatto che Tognazzi si chiamasse Ottavio e non Ugo come poi avrebbe deciso lui da solo stanco delle prese in giro dei compagni di classe (giuro che non lo sapevo!), o di altre cose, come l’amore per la cucina, celebri tuttora le sue ricette, gliela abbia instillata proprio il suo sodale Raimondo Vianello, o, ancora, come a lui arrivassero le sceneggiatura di terza o quarta mano con i nomi di Sordi o Gassman cancellati sopra. Però pensate un attimo a quel capolavoro di Romanzo popolare di Mario Monicelli, era stato scritto per Nino Manfredi, e il protagonista era un romano, impensabile dopo poter vedere quello che fa Tognazzi in quel film. Tra l’altro potete rivederlo proprio nel dvd che completa il cofanetto, insieme alle imperdibili scene de I mostri, Il vizietto, il supremo La grande abbuffata e, il mio preferito, Vogliamo i colonnelli, e altri. Ma Tognazzi era capace i giocare anche con il dramma come il falso scoop che lo volle capo del BR insieme, di nuovo, con Vianello. Tutto falso, ovvio, ma la dice lunga sul fatto che la risata è sempre satira, infatti le due parole sono l’anagramma dell’altra, fateci caso.

Insomma, se vi va di rilassarvi con qualche buona risata, di quelle che fanno bene all’anima, prego allora. Accomodatevi.

Buona lettura e buona visione.

Ostinati 85/08

OstinatiTra i massimi sperimentatori italiani, Roberto Nanni si racconta attraverso una preziosa antologia dvd edita da Federico Carra Editore

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Ostinati 85/08 è una selezione di sette film realizzati da uno dei più grandi sperimentatori italiani, Roberto Nanni. Ma cosa vuol dire cinema sperimentale? – si chiede il critico Bruno Di Marino nel libretto che accompagna il dvd. «Chi realizza film sperimentali lavora nella prospettiva della perdita e della trasformazione, consegnando le sue opere a un futuro incerto», scrive Di Marino, sottolineando il paradosso tipico di un cinema che cerca di conservare ciò che è destinato a scomparire, a consumarsi inesorabilmente.
Impegnato in una costante opera di ricerca visiva, Roberto Nanni si è formato con il cinema americano e d’avanguardia anni 50 e 60 di Stan Brackhage, quello underground di Jonas Mekas e Kenneth Anger e con la musica contemporanea, come dimostra la sua lunga collaborazione con il musicista Steven Brown e il gruppo new wave sperimentale Tuxedomoon.
Nella sua decostruzione visiva, Nanni utilizza l’immagine «non per far vedere l’invisibile, ma per riaffermarne l’irraggiungibilità, ovvero per confermarne l’invisibilità» – osserva il docente di estetica Stefano Catucci nella nota critica, arricchita inoltre da una selezione di appunti, foto e disegni d’autore.
Nei film inclusi nella collezione, come Lontano, ancora (1985) o Pixer (1987), l’autore rinuncia a ogni riferimento narrativo e sembra cogliere l’essenza (o la perdita) del senso nella ripetizione vorticosa del movimento, nel volteggiare graffiato di una spirale, nell’agitarsi ventoso di forme geometriche. Un moto perpetuo di immagini che danno corpo alla musica in una danza ora grave e sensuale, ora meccanica e lacerante, e sempre ipnotica.
La raccolta include anche una conversazione col regista britannico Derek Jarman (L’amore vincitore), realizzata mentre era in visita in Italia nel 1993 per presentare il suo film Blue e una mostra di dipinti, e caratterizzata dall’andamento asincrono di suono e immagine, segno di un corpo che diventa progressivamente paesaggio.
Di rara bellezza anche Greenhouse Effect. Steven Brown Reads John Keats (1988), una selezione del film in Super 8 proiettato durante le performance dal vivo di Steven Brown dei Tuxedomoon: le parole di Keats echeggiano nel susseguirsi di un volo di gabbiani, di un passaggio di nuvole nel cielo, nelle intermittenze del paesaggio attraverso lo schermo di un finestrino, in una corsa liberatoria contro il sole. E si alternano a un’emissione nervosa di suoni, frammentate e distorte fino a perdere senso, o a essere ridotte a un senso essenziale, ossessivo.
E poi, ancora, Dolce vagare in sacri luoghi selvaggi (1989), trasfigurazione dalle forti tonalità pittoriche dell’incontro di boxe tra Mohammad Ali e Joe Frazier a Manila; Attraverso un vetro sporco (1999), diario notturno della vita di un crocevia urbano; e, infine, E lei si scordò (2008), una sola e ossessiva inquadratura su un paesaggio delle Fiandre.

Altre preziose testimonianze e riflessioni critiche negli extra: Autoscatto con Cesare Romani, Roberto Nanni, Roberto Silvestri, Cristina Piccino, Antonio Rezza, Flavia Mastrella, con immagini inedite di Jarman, un’intervista a Steven Brown e AutoSfratto con Roberto “Freak” Antoni degli Skiantos.

Musiche del compositore contemporaneo Gabriele Panico e di Steven Brown dei Tuxedomoon.

In fabbrica

In fabbrica

Dall’Italia contadina a quella del miracolo economico, dalle lotte dell’autunno caldo al dramma sociale del precariato, il commosso omaggio di Francesca Comencini agli operai di ieri e di oggi

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Oggi degli operai si parla solo quando muoiono sul lavoro. In Italia ne muoiono tre al giorno. Eppure gli operai sono stati portatori negli anni di una delle più grandi storie di vita del nostro Paese». Con queste parole inizia il viaggio di Francesca Comencini attraverso il bianco e nero e i colori – prima sgranati, poi via via sempre più nitidi – di una storia che parte dalle fabbriche del dopoguerra e arriva fino a oggi, nei reparti specializzati delle industrie del nostro tempo, con la logica del toyotismo e l’intreccio multietnico di piccole storie precarie.
Mescolando vecchie immagini degli archivi Rai, interviste d’epoca e testimonianze dirette raccolte nelle fabbriche di oggi, la Comencini ricostruisce un sessantennio di vita italiana: dall’emigrazione degli operai meridionali verso il Nord degli anni 50 alle illusioni del boom economico, dalle lotte sindacali degli anni 70 all’autunno caldo degli scioperi Fiat, dallo spaccamento del movimento operaio alle storie, sempre uguali e sempre diverse, della quotidianità del nostro tempo.
A parlare sono soprattutto immagini mute: facce segnate dal tempo e dalla fatica, sorrisi che celano nostalgie di posti lontani e speranze di vite migliori, braccia e mani piagate dal ritmo incessante di un’esistenza meccanica, sguardi che hanno in sé la rassegnazione o la rabbia di una vita scandita dal battito martellante delle catene di montaggio. E poi suoni, rumori, accenti diversi, figure nascoste dietro una pioggia di faville, biciclette abbandonate ai portoni, voci alla scoperta di una coscienza di sé che libera e che soffoca, frammenti di vite che ci restituiscono l’immagine di un’Italia che fu, di un’Italia che è ancora.
Da sempre sensibile alle tematiche sociali e politiche (da Carlo Giuliani, ragazzo a Mi piace lavorare – Mobbing, a A casa nostra), Francesca Comencini realizza un documentario corale, lucido e commosso, che rende omaggio agli operai di ieri e di oggi.
Una testimonianza coraggiosa che ha in sé il sapore dolce-amaro della memoria e la forza di chi sa
guardare al futuro con la consapevolezza di quanta strada rimane ancora da fare.

Man On Wire

Man On WireEsce in DVD il documentario cult sul funambolo più famoso del mondo e la sua storica “passeggiata” fra le Torri gemelle

di Antonio Napolitano
antonionapolitano80@libero.it

Man On Wire è il documentario cult, vincitore dell’Oscar (copyright) che attraversa l’avventura e il sogno che si fa realtà di Philippe Petit, un funambolo francese con uno scopo solo nella vita: camminare su un filo a 400 metri d’altezza che collega le Torri Gemelle.
Sul cofanetto:
È ben realizzato con la consueta cura dell’edizione Feltrinelli e contiene il dvd del film più un libro. Il dvd ha doppio audio (originale, italiano) e sottotitoli in italiano e negli extra troviamo un interessante amarcord di Paul Auster su Petit, che viene ripreso anche nel libro presente nel cofanetto in cui trovate un’intervista di Michele Serra al funambolo francese e l’introduzione di Mario Sesti, che ha avuto il merito di aver portato il film con successo al Festival del Film di Roma l’anno scorso.
Sul film:
Se la storia fosse stata raccontata sotto forma di fiction di sicuro sarebbe stata più avvincente del documentario. Più pathos, più tensione, più mistero. Il documentario, oltre al solito pregio di riuscire a mettere insieme immagini e riprese di repertorio, a farti scoprire i volti dei veri personaggi, a farti innamorare di loro, ha in questo caso una virtù unica che non si trova facilmente in altre opere: l’unicità di Philippe Petit.
Nessun attore avrebbe potuto minimamente interpretare la sua lucida follia, il suo equilibrismo schizoide. E soprattutto nessun attore sarebbe potuto salire realmente su un filo. Tutti avremmo creduto che fossero dei semplici effetti speciali. Lui no. L’uomo che danza sul filo, che si avvolge e vive con lui/esso, non ha bisogno di effetti speciali. E noi lì sotto a guardarlo. A bocca a aperta con lo sguardo disperso come tutti gli astanti dell’esibizione al World Trade Center ritratti sulla copertina del libro. La poltroncina in cui sei immerso a vedere il film non ha più senso di esistere, i limiti travalicano ogni confine. Per novanta minuti viaggi sopra una nuvola e tutto grazie a Philippe Petit, il guru che tutti vorremmo avere, l’unico che può guardarci dall’alto in basso e giudicarci. Colui che può prendersi gioco della legge, delle regole, dei poliziotti, dell’America, di noi. Ma soprattutto può prendersi gioco della vita perché lui sì che ha capito che la vita è dannatamente una cosa seria.

Extra video
intervista esclusiva a Paul Auster

Il libro
Il teatro del cielo. Approfondimenti sul film. Intervista di Michele Serra a Philippe Petit. Testi di Paul Auster e Philippe Petit. Introduzione di Mario Sesti.

I premi
Premio Oscar 2009 Miglior Documentario
Audience Award Sundance Film Festival
World Cinema Jury Prize Sundance Film Festival 2008
Best British Feature Film Documentary Britdoc 2008
Best Documentary Karlovy Vary Film Festival 2008
Audience Award Los Angeles Film Festival 2008
Audience Award Edinburgh Film Festival 2008