Il primo capitolo della trilogia tratto dall’omonimo romanzo di Stieg Larsson rivive in un serial thriller teso e crudo, morboso e angosciante. Suspense e adrenalina per una pellicola che lascia senza fiato
di Francesco Del Grosso
francescodelgrosso@yahoo.it
Arriva nelle sale nostrane a partire dal 3 febbraio, dopo l’anteprima all’ultima edizione del Toronto Film Festival, Uomini che odiano le donne, secondo adattamento cinematografico (di questo si tratta e non di un remake) del primo dei romanzi firmati da Stieg Larsson che vanno a comporre la celebre trilogia di Millennium. Già portata sul grande schermo nel 2009 da Niels Arden Oplev, con esiti piuttosto altalenanti (ma meno disastrosi rispetto ai due sequel firmati dal collega Daniel Alfredson), l’opera letteraria dello scrittore svedese rivive a tre anni di distanza nella versione a stelle e strisce affidata alle mani sapienti di David Fincher che, dopo le parentesi di Benjamin Button e The Social Network, si rituffa con risultati altrettanto grandiosi nel genere che più lo identifica, il cosiddetto serial-thriller (Seven e Zodiac).
Ne viene fuori una pellicola che rende finalmente giustizia al potenziale cinematografico della matrice letteraria: fedele alle atmosfere e ai luoghi, ma ancora più tesa, cruda e ansiogena, rispetto a quella partorita da Oplev. Lo script di Steven Zaillian cuce addosso al regista statunitense una storia che già covava nel proprio dna originale alcuni elementi chiave del cinema fincheriano: dalla figura dell’assassino seriale al ricorso alle citazioni bibliche, dalla disumanizzazione dei personaggi (la donna androgina e spietata, l’uomo egocentrico e privo di scrupoli) alla messa in scena macabra, dalla freddezza e inospitalità degli spazi agorafobici alla claustrofobia opprimente di quelli circoscritti fra le quattro mura domestiche (rifugi e trappole allo stesso tempo). Di questi elementi, rispetto a quello che si può ritrovare nel romanzo di Larsson e nel suo primo adattamento europeo, Zaillian ne accentua ancora di più la presenza e l’importanza all’interno della storia narrata e nello sviluppo dei singoli personaggi che la animano. La versione fincheriana diventa di fatto meno cattiva e pungente, ma più darkeggiante, diretta e scorrevole nel suo progredire narrativo e drammaturgico. È ugualmente carico e stratificato di cose ed eventi, ma più lineare e fruibile dallo spettatore, perché asciugato da quella verbosità e da quella tendenza votata alla divagazione che rendevano tanto il libro quanto la pellicola di Oplev prolissi, meccanici, freddi e a tratti tediosi.
Di conseguenza, il risultato è uno script che plasmato dallo sguardo di Fincher si carica di azione e suspense, di adrenalina e morbosità, tingendosi di rosso sangue e del nero dell’oscurità che da sempre caratterizza la filmografia del regista di Denver. Il tutto immerso e avvolto da un candore bianco di una neve onnipresente, chiamato però a coprire solo la superficie marcia di una comunità avara, malata e corrotta. Un film costruito pezzo per pezzo seguendo una logica dettata dal bisogno epidermico dei creatori di lavorare sugli opposti, che nel concreto si manifesta nella scrittura di dialoghi ambigui e nell’interazione tra i personaggi che li trasportano sullo schermo (basta pensare a quelli tra il personaggio di Blomkvist e ciascuno dei membri della famiglia Vanger), nella confezione fotografica e scenografica che lavora cromaticamente su una striminzita gamma di colori (da una parte il verde acido, il giallastro e il grigio, dall’altra il bianco dei paesaggi nordici) per restituire nella messa in scena l’assenza dei sentimenti innocenti (l’amore, l’affetto familiare, ecc…) e la presenza di quelli malati, nella straordinaria colonna sonora di Reznor (inspiegabilmente ignorata dall’Academy) che alterna brani appartenenti a sonorità diversissime tra loro per assecondare in maniera perfetta i repentini cambi di registro di Fincher, che da dietro la macchina da presa si adopera nel solito chirurgico spettacolo visivo fatto di movimenti e inquadrature sempre efficaci, mai fini a se stessi e soprattutto funzionali allo stile e all’anima del plot. Al resto, ci pensa la bravura e lo spessore interpretativo di un parco attori che mette insieme comprimari illustri (Plummer, Robin Wright e Skaargard) e protagonisti di assoluto valore come Daniel Craig nel ruolo di Blomkvist che fu di Michael Nyqvist e di Rooney Mara (gli è valsa una meritata nomination agli Oscar) che ha ereditato da Noomi Rapace i panni di Lisbeth Salander.

Il nuovo film in 3D di Martin Scorsese, che ha ottenuto ben 11 nomination agli Oscar, è un appassionato ed emozionante omaggio alla settima arte e ai meccanismi della creazione del sogno
In tempo di crisi e di precarietà, l’opera prima di Emiliano Corapi riflette sull’importanza di mantenere integra la propria onestà
I pupazzi creati da Jim Henson tornano sul grande schermo in uno show tutto da gustare, tra umorismo e nostalgia
Tratto dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini, il film di Stefano Sollima, regista della serie TV Romanzo criminale, ci racconta la violenza urbana dal punto di vista dei “celerini”, attraverso i fatti più tragici e discussi della nostra storia recente
La vera storia di Billy Beane, il manager che cambiò per sempre le regole del baseball, in un film che travalica il genere dello sport movie e conquista il pubblico. 5 nomination agli Oscar
Tornano sul grande schermo le missioni impossibili dell’agente Ethan Hunt nel quarto e adrenalinico film del fortunato franchise nato dall’omonima serie TV degli anni Sessanta. Un mix esplosivo di spionaggio e azione firmato da Brad Bird
L’islamismo salafita nel cuore dell’Europa. Riuscirà a sopravvivere una piccola storia d’amore alla prova di un grande conflitto di civiltà?
L’esordio dei gemelli De Serio è un film rigoroso, che lavora di sottrazione, alto e mai smaccatamente artistoide nella forma e nel contenuto. Un perfetto esempio di come il cinema di finzione possa lasciarsi contaminare da quello del reale
Dopo il successo di Caramel, Nadine Labaki racconta le madri coraggio libanesi in un film che unisce delicatamente tragedia e commedia per lanciare un importante messaggio di pace
Vampiri e licantropi di nuovo contro per il quarto epico scontro tra civiltà. E pare proprio che non finisca qui…
Disaster movie in salsa moscovita, Emile Hirsch come un pesce fuor d’acqua e alieni da Super Nintendo: il film di Chris Gorak non si salva dal collasso
Dopo il successo del primo capitolo, arriva nelle sale l’atteso sequel di Benvenuti al Sud. Squadra che vince non si cambia, ma non basta capovolgere le situazioni per ottenere lo stesso effetto. Vedere per credere…
Dopo l’esordio con Hunger, il regista Steve McQueen torna a dirigere un grande Michael Fassbender, premiato a Venezia con la Coppa Volpi, nei panni di un personaggio estremo, succube delle sue ossessioni sessuali
Quanto ci manca la guerra fredda! E soprattutto quanto manca al cinema. Il nuovo film di Tomas Alfredson è un elegante e raffinato gioco di specchi e di ruoli tratto dal romanzo di John le Carré
Chi ama l’horror resterà immancabilmente deluso dal nuovo film prodotto da Guillermo del Toro. Più che un classico film del terrore, un melodramma dark
Clint Eastwood racconta un’America violenta, spietata e bugiarda attraverso la controversa biografia di John Edgar Hoover, direttore dell’FBI per 50 anni, interpretato da uno straordinario DiCaprio
Fuori Concorso al Festival di Roma, e nei cinema italiani da venerdì 13, l’affresco più lucido dell’Italia in ginocchio. Perché quando la crisi dilaga nessuno è innocente…
Tratto dal romanzo di Tatiana de Rosnay, il film di Paquet-Brenner riporta alla luce la strage del Velodromo d’Inverno nella Parigi occupata dai nazisti, intrecciandola, in maniera non sempre convincente, alla vicenda personale di una giornalista dei giorni nostri
Un cucciolo da salvare e una comunità pronta a tutto pur di sostenere la sua lotta per la sopravvivenza. Tenete i fazzoletti a portata di mano…
Tra gag scontate e umorismo alla American Pie, arriva sugli schermi la versione cinematografica di The Inbetweeners, teen movie tratto dalla serie che ha spopolato sulla tv britannica
Dopo il cult movie burtoniano Nightmare Before Christmas, ci pensano la Sony e la Aardman Animation a salvare il Natale, escogitando soluzioni inedite e inventando personaggi piacevolissimi
Dopo Venezia, arriva nelle sale italiane l’ultimo film di George Clooney, che parte dalla politica per raccontare una storia universale, dal sapore shakespeariano, fatta di tradimenti, giochi di potere e compromessi
Contrariamente a quanto succede di solito, il sequel firmato da Guy Ritchie è persino migliore del primo capitolo, con la coppia Downey Jr. & Law più in forma che mai
Direttamente dall’universo di Shrek, arriva sul grande schermo un nuovo eroe felino, protagonista di una favola western dal sapore latino, complice la voce suadente di Antonio Banderas. Dal 16 dicembre al cinema
Arriva nelle sale l’ultimo film di Pieraccioni, una commedia semplice e senza pretese che lancia alla sfida al cine-panettone doc



Illustrazione di Antonio Giacalone
