L’ultimo apache di Hollywood

FMM speciale AldrichAd aprile, nelle migliori librerie e videoteche, la nuova edizione di Filmaker’s magazine in abbinamento al DVD L’imperatore del Nord: un ritratto d’autore, un’analisi del film e un approfondimento monografico sulla crisi vista dal cinema

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

A partire dal prossimo 20 aprile, Filmaker’s magazine lancia una serie di edizioni monografiche speciali di 40 pagine che usciranno in abbinamento a una collezione di classici in DVD. Per ogni uscita, l’approfondimento editoriale su un autore, un film, un tema.

A inaugurare la nuova iniziativa editoriale, realizzata in partnership con Koch Media, è lo speciale “L’utimo apache di Hollywood”, che accompagnerà il dvd L’imperatore del Nord di Robert Aldrich, un film che il grande autore americano realizzò nel 1973 per raccontare una storia di emarginazione ambientata sui treni merci del profondo Oregon.
Il numero si articola in tre parti: la sezione Robert Aldrich contiene un ritratto dell’autore, la sua filmografia completa, dichiarazioni autografe e una conversazione con Francois Truffaut. A seguire, L’imperatore del Nord: analisi critica, retroscena e approfondimenti sul film. A chiudere, il cinema della crisi: una sezione dedicata a come il cinema, negli anni, ha raccontato sul grande schermo i momenti di recessione economica e le ricadute sulle vite individuali: dagli anni della Grande Depressione del ’29, che costituiscono lo sfondo de L’imperatore del Nord, alla crisi economica attuale vista da Hollywood, passando attraverso la nueva ola del cinema argentino e il cinema di casa nostra.

Filmaker’s magazine sarà disponibile da aprile nel circuito delle librerie Feltrinelli, Mondadori; Ricordi, Fnac e Melbookstore e nelle migliori videoteche e centri specializzati (Mediaworld, Saturn, Euronics, Marco Polo – Expert, Comet).

Il bello delle donne – Speciale Cinema femminile


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In edicola e in libreria la nuova monografia di Filmaker’s magazine interamente dedicata al cinema delle donne e alle donne del cinema. In edicola, insieme alla rivista, i DVD della serie “I belli e invisibili del Cinema italiano”

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Dopo gli speciali sul noir, sulla commedia e sul cinema fantastico, Filmaker’s magazine dedica il suo nuovo numero monografico al cinema femminile, per esplorare come cambia la figura della donna dall’età del muto all’epoca delle grandi dive, alle protagoniste di oggi.

Il numero si articola in due macrosezioni: “Le donne del cinema” e “Il cinema delle donne”. La prima si concentra sull’evoluzione del femminile nella storia del cinema, indagando i diversi prototipi di femminilità in cinematografie vicine e lontane, nel cinema d’autore come in quello di genere. La seconda parte esplora invece il ruolo delle donne come professioniste dell’industria cinematografica: donne dietro la macchina da presa che si cimentano in ruoli e generi tradizionalmente assegnati al maschile, autrici emergenti, documentariste agguerrite e nuove figure transgender emblematiche di una femminilità in costante mutamento.

E poi, ancora, interviste esclusive, reportage su festival ed eventi speciali, calendari e anticipazioni. In vendita in edicola insieme alla rivista i DVD della serie “I belli e invisibili del Cinema italiano”.

Un fantastico futuro

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La monografia di Filmaker’s magazine interamente dedicata al fantastico: trent’anni di Mostri, Licantropi, Vampiri e Fantasmi

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

La rivoluzione monografica di Filmaker’s magazine prosegue con un numero interamente dedicato al fantastico. Se nel numero sul noir abbiamo seguito un criterio cronologico e in quello sulla commedia abbiamo proceduto per sottogeneri, questa volta il criterio prescelto è particolarmente intrigante: a partire dalla tassonomia delineata da Stephen King nel suo libro Danse Macabre (1981) sulle figure prototipiche dell’horror – mostri, licantropi, vampiri e fantasmi –, abbiamo deciso di proseguire l’analisi estendendola a tutte le diramazioni del fantastico, concentrandoci, in particolare, sugli ultimi trent’anni di cinema.

Si parte quindi dai Mostri per raccontare l’evoluzione degli eredi di Frankenstein e dei celebri androidi post-dickiani, passando per i miti dell’animazione e del fantasy, i cult della fantascienza e le rivisitazioni sci-fi in chiave trash-demenziale.

I Licantropi contemporanei riesumano il mito di Dr. Jekyll e Mr. Hyde per esplorare le duplicità dell’animo umano, in un percorso che va dal Mary Reilly di Frears al Darkman di Sam Raimi, da La mosca di Cronenberg a Hulk di Ang Lee, dai “freak” di Lynch ai più celebri licantropi dei fumetti, in primis il Batman burtoniano e tutto il suo circo postmoderno.

Ritornano prepotentemente su grande e piccolo schermo anche i Vampiri, con nuove modernissime rivisitazioni: dalla versione nordica e minimalista di Lasciami entrare alla celebre trilogia di Blade, ai vampiri post-romantici di Twilight, passando per tutti i sequel e i remake dedicati all’immortale Signore delle Tenebre.

A chiudere la tetralogia del fantastico sono i Fantasmi: sotto le candide vesti di un passato che ritorna o di un spettro che si agita in noi, queste invisibili creature trascinano le pesanti catene del rimorso in The Others o ci conducono nei baratri della follia di Shining. Oppure si mostrano ai nostri occhi increduli con il volto amichevole di Casper o quello clownesco di Beetlejuice, per comparire anche nella misteriosa isola di Lost.

Questa, in sintesi, la nostra carrellata sugli archetipi del fantastico: una classificazione sicuramente parziale e opinabile ma che riflette i nostri gusti e le nostre affinità elettive, il nostro modo di vedere il cinema. E poi, ancora, reportage su festival italiani e stranieri, calendari, anticipazioni e fantastiche (ci mancherebbe) sorprese. In vendita in edicola insieme alla rivista, i DVD della serie “I classici di Filmaker’s”.

Una risata ci salverà – Speciale Commedia

FMM Speciale Commedia

La commedia al tempo della crisi: dalla commedia all’italiana a quella hollywoodiana, tutte le forme e le espressioni di un genere che da sempre racconta con leggerezza l’uomo e il suo tempo

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Nel numero monografico Una risata ci salverà: la commedia al tempo della crisi, Filmaker’s magazine esplora il genere “commedia” in tutte le sue possibili declinazioni. Passato, presente e futuro di una tendenza della cinematografia nazionale e internazionale che non passa mai di moda, ma anzi sa sempre reinventarsi e riproporsi in modi differenti. Un percorso che parte dagli albori del genere e arriva fino ai giorni nostri.

La ricerca monografica ha portato a individuare, per ciascuno di questi sottogeneri, un prototipo, rintracciabile in una singola opera o in un autore particolarmente rappresentativo.
Dall’avvento del sonoro con il chapliniano Tempi Moderni alle grandi produzioni a stelle e strisce,  passando per le “maschere” del nostro cinema, da Totò a Sordi, simboli intramontabili di quella ”vis comica” tutta italiana.
Il cinema raccontato da più punti di vista, in primis da chi il cinema lo ha elevato ad “arte” pur mantenendo uno sguardo “leggero” sul mondo e sulla vita: è lo sguardo di Billy Wilder e John Landis, di Mario Monicelli e Furio Scarpelli.
Maestri che hanno rivoluzionato la commedia classica, attraverso scelte stilistiche del tutto personali: è il caso di Lubitsch, progenitore indiscusso della “sophisticated comedy” o di autori come Capra e Altman che hanno arricchito il genere di sfumature “noir”, inventando quella che oggi definiamo “black comedy”.
E poi, ancora, la nuova stagione cinematografica, che si preannuncia ricca di appuntamenti: dai teen movie nostrani ai classici intrighi amorosi made in Usa, fino alle sperimentazioni a metà tra documentario e realtà del mockumentary.
Una sezione particolare di Filmaker’s è riservata al Festival di Berlino 2009, che quest’anno ha riservato ampio spazio alle produzioni americane e posto l’accento su pellicole di grande sensibilità femminile.

L’antidoto per continuare a resistere

FMM maggio 08Dopo la trilogia degli italiani (Manuli, Vendruscolo, Salani) Filmaker’s continua la riscoperta di piccoli “cult” stranieri con L’antidoto, satira francese sulle “fragilità” del potere

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

A maggio Filmaker’s presegue la sua ricerca delle migliori produzioni indipendenti straniere. Dopo Terrorists – ritratto grottesco delle idiosincrasie del potere americano – arriva L’antidoto di Vincent de Brus, una satira francese sui businessmen di oggi.

Uscito in Italia quasi inosservato nel 2006, il film racconta la storia di Jacques-Alain Marty, brillante uomo d’affari in crisi. Proprio quando sarebbe pronto a portare a termine il più grande accordo della sua carriera, Jacques-Alain cade improvvisamente in frequenti attacchi di panico dovuti ad un non meglio identificato trauma infantile. L’umile contabile André Morin sembrerebbe poter fornire l’“antidoto”. Ma riuscirà Marty a risolvere il suo problema prima che Morin rovini i suoi affari, il suo matrimonio e tutta la sua vita?

Insieme al dvd, nel numero di maggio, Filmaker’s annuncia le novità in cantiere per settembre e presenta ai suoi lettori uno speciale su Werner Herzog, un’intervista esclusiva a Denys Arcand e il reportage dal MIFF di Milano.

Lo sgabello più alto del mondo

FMM aprile 08Dopo la trilogia degli italiani, Filmaker’s magazine torna ad aprile con un piccolo e sconosciuto “cult” straniero indipendente, Terrorists di Jay Martel, una storia grottesca ed esilarante su un caso di ordinaria follia internazionale

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Dopo la fortunata trilogia italiana (Girotondo, giro attorno al mondo di Davide Manuli, Piovono mucche di Luca Vendruscolo e Occidente di Corso Salani) con cui Filmaker’s ha reso omaggio alla migliore produzione indipendente di casa nostra, ad aprile Filmaker’s magazine propone in dvd una piccola perla della cinematografia americana: Terrorists di Jay Martel.

Il film, realizzato da uno dei produttori di Fahrenheit 9/11, è una commedia grottesca su un caso di “insicurezza nazionale”. Il capo della polizia di una piccola cittadina della provincia americana, infelice per la sua condizione di piccolo ufficiale e desideroso di misurarsi nella grande e vera “guerra al terrorismo”, interpreta una serie di eventi apparentemente scollegati tra loro come la prova di un imminente attacco terroristico. Quando uno studente appena laureato, di origini mediorientali, arriva in città per autenticare come opera di un famoso scultore la locale attrazione (lo “sgabello più alto del mondo”), costui diventa il primo sospetto per il solerte ufficiale. Gli abitanti della cittadina di Junction si troveranno così stretti in una morsa di equivoci esilaranti e di timori inconfessabili, vittime della loro stessa cieca, stolta ed eccessiva paura.

Insieme al dvd, nel numero di aprile, Filmaker’s celebra la leggenda di Roger Corman (in concomitanza con l’uscita di un cofanetto a lui dedicato), l’intervista all’autore del nuovo Castoro su Verdone e un approfondimento sulla new wave del cinema lombardo.

Nella terra di nessuno

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Una terra promessa che non esiste, due solitudini che si incrociano nell’anonima desolazione del Nord-Est italiano in Occidente di Corso Salani. Un altro piccolo capolavoro italiano dimenticato e riscoperto da Filmaker’s magazine

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Dopo il successo di Girotondo, giro attorno al mondo di Davide Manuli e Piovono mucche di Luca Vendruscolo, Filmaker’s magazine continua la sua operazione di riscoperta di “cult” dimenticati con Occidente di Corso Salani, in uscita in dvd con il numero di marzo 08.

Al centro del film, a cavallo tra reportage d’autore e finzione narrativa, l’incontro tra due solitudini: quella di Malvina, reduce dalla rivoluzione rumena del 1989, e Alberto, giovane professore di un istituto alberghiero. Sullo sfondo l’anonima desolazione di Aviano, piccolo centro del Friuli sede di un’importante base militare statunitense dove “stranieri”, in fondo, lo sono un po’ tutti.
Prodotto nel 2000 dalla Pablo e penalizzato da grosse difficoltà distributive, il film di Salani racconta l’utopia di quella terra promessa tanto vagheggiata a Est dopo la fine del comunismo sovietico: «un Occidente – come afferma lo stesso Salani – in qualche modo falsato, confuso, rassicurante e allo stesso tempo artificiale. Un Occidente quasi creato a tavolino, un mix di vecchia Europa e di nuovo mondo».

Insieme al dvd, nel numero di marzo, il j’accuse di Filmaker’s sul duopolio del mercato cine-televisivo, un’intervista ai fratelli Coen, trionfatori agli Oscar 2008, e un approfondimento dedicato al grande invisibile Carlos Reygadas.

Su la testa!

Febbraio 08Dal cielo del cinema italiano indipendente Piovono mucche di Luca Vendruscolo. Un viaggio dolceamaro nel mondo della disabilità dimenticato e riscoperto da Filmaker’s magazine

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Dopo Girotondo, giro attorno al mondo di Davide Manuli, continua la grande stagione cinematografica di Filmaker’s magazine dedicata agli “invisibili”: ogni mese in dvd un film italiano indipendente apprezzato dalla critica ma sacrificato dalla distribuzione.
Con il numero di febbraio torna finalmente in dvd Piovono mucche, il film rivelazione di Luca Vendruscolo vincitore del Premio Solinas nel ’96.
Un’originale tragicommedia che ha per protagonisti una strampalata combriccola di portatori di handicap e obiettori di coscienza alle prese con le difficoltà della vita oltre i confini della “normalità”.
Nato da un’esperienza personale del regista, Piovono mucche affronta il tema della disabilità senza mai cadere nei cliché e nel buonismo del caso: «perché – come dice lo stesso regista – alla fine scopri che siamo tutti un po’ disabili. L’ultimo giorno scopri anche quanto è difficile andare via dal luogo in cui hai cercato di non passare un’ora più del dovuto per un intero anno. E anche per questo ci fai un film».
Il film, prodotto dalla Axelotil di Gianluca Arcopinto nel 2003 con un budget estremamente limitato, ha avuto grosse difficoltà distributive, trovando accesso solo a sale d’essai e cineforum, ed è stato supportato da un circuito alternativo legato alla nomina del 2003 come anno europeo della persona disabile.

Oltre al dvd, Filmaker’s magazine propone tra l’altro un reportage dal set di Genova, il nuovo film di Michael Winterbottom, e una riflessione sul cult invisibile Death Note di Shusuke Kaneko.

Prossimo appuntamento con Filmaker’s a marzo con il dvd di Occidente di Corso Salani, che sarà seguito da molti altri capolavori nascosti.

Il girotondo degli invisibili

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Dal 1 gennaio 2008 FILMAKER’s magazine propone in allegato una serie di film indipendenti inediti. Primo della serie è Girotondo, giro attorno al mondo (1999), il cult “invisibile” di Davide Manuli

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Per circa 9 anni Girotondo, giro attorno al mondo, il film cult di Davide Manuli prodotto da Gianluca Arcopinto nel 1999, è rimasto una sorta di misterioso oggetto non identificato, a lungo ignorato dalla critica e del tutto sconosciuto al grande pubblico.
Uniche eccezioni i commenti lusinghieri di critici indipendenti come Roberto Nepoti, Roberto Silvestri, Steve Della Casa, Fabio Ferzetti e Morando Morandini e registi come Marco Bellocchio, Gabriele Muccino Giuseppe Piccioni, Peter Del Monte, Mimmo Calopresti, Antonietta De Lillo e molti altri, che hanno visto in Girotondo un’autentica rivelazione, riconoscendo l’originalità e le qualità espressive di una favola dark capace di unire in un mix impossibile Abel Ferrara e Hal Hartley, Kusturica e Boyle, Pasolini e Wenders.
Al centro del film storie di ordinaria emarginazione, che ruotano intorno al mondo tossico-onirico di Angelo e della fragile prostituta Serena, entrambi alla ricerca di una felicità allucinata che sa di fuga dal mondo.
Finalista al premio Solinas, Girotondo è il primo film di Davide Manuli (www.ilmondodimanuli.com), coraggioso film maker milanese, classe ’67, uscito dall’Actor studio e da una serie di fortunate collaborazioni con Al Pacino, Milos Forman, Mike Newell e Abel Ferrara.

Con Girotondo, giro attorno al mondo, FILMAKER’s magazine inaugura una nuova stagione cinematografica dedicata agli “invisibili”. E si propone con un formato più snello: 8 pagine in quadricromia ricche di aggressivi reportage sul cinema italiano, ritratti di autori invisibili, speciali sulle nuove tendenze cinematografiche internazionali e conversazioni con i grandi del cinema.
Il numero di gennaio, dedicato alle realtà festivaliere italiane, propone tra l’altro un interessante approfondimento sul regista thailandese Apitchapong Weerasethakul e un’intervista all’idolo dell’America resistente Michael Moore.
Tra i prossimi titoli proposti da FILMAKER’s, Occidente di Corso Salani.