Good Morning Aman

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Nell’amicizia fra un ex pugile depresso e un giovane somalo cresciuto a Roma le contraddizioni e le solitudini della nostra società multietnica

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Presentato in anteprima alla Settimana della Critica a Venezia, Good Morning Aman, opera prima del 34enne romano Claudio Noce, racconta la storia di un’amicizia inedita tra Teodoro (Valerio Mastandrea), un ex pugile quarantenne sconfitto dalla vita, e Aman (Said Sabrie), un giovane ragazzo somalo ormai naturalizzato romano. I due si incontrano sui tetti dell’Esquilino, come gatti solitari sospesi tra la tentazione vertigionosa del vuoto che li separa dalle luci brulicanti della città e un cielo notturno ancora gravido di speranze e desideri di riscatto. È lì che divengono compagni l’uno dei silenzi dell’altro, esiliati dalla vita e costretti a una condizione di emarginazione a cui, ciascuno a suo modo, dovranno porre rimedio.
Teodoro trascinerà Aman in un viaggio a ritroso nel cuore dei suoi sensi di colpa e del suo passato da espiare, riuscendo a varcare la soglia delle prigioni del suo appartamento sovraccarico di ricordi. Aman, dal canto suo, veglierà sull’amico alla ricerca intanto di una via che lo porti lontano da una società che ancora lo rifiuta. Magari accanto a Sara (Anita Caprioli), una ragazza conosciuta per caso, persa anche lei negli abissi della vita di strada.
Sullo sfondo, una Roma disattenta e vagabonda, in cui gli scorci desolati del Corviale si alternano agli interni di appartamenti sbiaditi dal tempo e dalla solitudine.
Con uno stile fortemente visivo, che alterna i registri del realismo documentaristico a momenti surreali e stranianti, Noce schiaccia la macchina da presa addosso ai personaggi quasi per catturarne il flusso mentale ed emotivo, complice la musica ora intima e minimalista ora drammaticamente celebrativa. L’effetto è un senso di sospensione claustrofobico e gelido di angoscia.
L’abbondante presenza di inquadrature strette sui primi piani e immagini riflesse allo specchio diviene metafora delle duplicità di un’identità migrante e ossimorica: quella di Aman, e di tutti gli immigrati di seconda generazione, che pur nell’accento e nella gestualità da “romano de Roma” rimane vittima dei pregiudizi di una società multietnica e razzista; e quella di Teodoro, o di Sara, emarginati per scelta o per caso, e in fondo stranieri nel loro stesso paese.
Una tematica complessa che il film di Noce ha il merito di portare sulla scena in tutta la sua complessità e ricchezza, attraverso una ricerca stilistica senza dubbio personale ma a tratti non giunta a piena maturazione. Il tentativo di dare profondità e spessore all’interiorità dei personaggi tramite l’uso di tecniche ora stranianti ora iperrealistiche si risolve infatti, alla lunga, nella ripetizione di una serie di immagini bidimensionali che perdono efficacia e presa nello spettatore. Chiusi nella loro muta solitudine, i personaggi rimangono come a distanza, forse per timore di scivolare nello stereotipo: non chiedono complicità e comprensione allo spettatore, anche giustamente, ma paradossalmente rischiano di non suscitare quel coinvolgimento emotivo e quella partecipazione affettiva che avrebbero reso giustizia a un tema tanto importante e complesso.
Un rischio, comunque, tenuto a bada dalla pregevole interpretazione dei protagonisti. Sabrie e la Caprioli investono i loro personaggi di una malinconia e di un’ostinazione che rimangono dentro. E Mastandrea, muovendosi comodamente nei panni del romano inquieto e amareggiato dalla vita, che – forse suo malgrado – gli calzano a pennello, connota il suo personaggio di un surplus emotivo che funziona e cattura. Splendida la scena à la Cassavetes della reunion dell’ex pugile con i compagni di un tempo, la cui miseria, scritta sui volti, è carica di una violenza liberatoria che inesorabilmente esplode.

One Response to “ Good Morning Aman ”

  1. [...] della Giuria: Pupi Avati (regista), Claudio Noce (regista – Good Morning Aman), Paola Randi (regista – Into Paradiso), Laura Buffoni (distribuzione e sviluppo progetti [...]