Planet 51

PLANET-51

In tendenza con le opere d’animazione dell’ultimo decennio, il film di Joe Stillman è un prodotto commerciale ben curato e divertente

di Angelo Mozzetta
angelomozzetta@tiscali.it

Approda nelle sale Planet 51, ambizioso progetto della Ilion Animation Studios, enorme casa di produzione di film in 3d al primo grande progetto: un ET anni 50 al contrario.
L’idea di base del film è abbastanza pittoresca: nella tranquilla America degli anni 50, quella con le casette a schiera, per l’occasione circolari, la staccionata bianca, il bowling e il cielo sempre azzurro, la paura più grande degli abitanti e del governo sono gli “alieni”. Piccolo particolare: gli autoctoni sono verdi, con le corna e senza naso. Chuck Baker, spigliato astronauta made in U.S.A., Casanova e goliardico, atterra sul pianeta e stringe amicizia con Lem, adolescente-modello leggermente tendente al nerd, che ama corrisposto Neera, alla quale non riesce in alcun modo a dichiararsi. Riuscirà il nostro astronauta a fuggire dai militari e riappropriarsi della propria navetta per tornare sulla Terra?
Scelte stilistiche, di regia e sceneggiatura pienamente allineate alla tendenza dei film di animazione di questo decennio: il film nel film (”Humaniacs II”)  che in apertura mostra la paura degli omini verdi nei confronti degli alieni, la tv in bianco e nero stile filmato d’epoca, citazioni parodistiche a rotta di collo (E.T. e Alien su tutte, ma anche Terminator o Il mostro della laguna nera) più adatte agli adulti che ai bambini, comicità slapstick, storie parallele (alla Scrat de L’era glaciale) come quella del cane-alieno (un Alien versione chiwawa) e del cane-robot Rover (Wallie stile web-cam). Inoltre, morale a lieto fine che è un inno all’accettazione del diverso e alla scoperta di se stessi, come negli antesignani Monsters&co, Shrek, L’era glaciale… Ovviamente, gran cura e quantità di personaggi di contorno: genitori da barbecue e staccionata bianca, adolescenti maniaci di fumetti, figli dei fiori ribelli e canterini, celerini sadici, militari ottusi guidati da integerrimi generali.
Forse più un prodotto molto ben confezionato che un film realmente sentito: nè la regia né la sceneggiatura né tantomeno la fotografia si prendono qualche rischio, in quella che è in fondo una grande operazione commerciale. Comunque curatissimo, e anche divertente da vedere. Nell’attesa del prossimo capolavoro in 3D, ci accontentiamo di una discreta dose di risate infantili.

One Response to “ Planet 51 ”

  1. [...] di dollari). Lem e Neera, simpatici alieni verdi, protagonisti del film di animazione spagnolo Planet 51, totalizzano invece 800 mila euro con 255 copie. Meno verdi e sempre seducenti, sono i nostrani [...]