Box office: la parabola dei teen movie

amore 14

Amore 14 delude pubblico e critica e finisce al quarto posto al botteghino dopo il film su Michael Jackson e gli inamovibili Parnassus e Up

di Sandra Capitano
sandracapitano@hotmail.com

Troppo patinato per i critici ed esageratamente banale per qualche teenager, finisce per deludere anche il botteghino Amore 14, l’ultimo film di Federico Moccia, che si piazza al quarto posto della classifica di questo week-end di fine ottobre.
Uscito in 425 sale, il film, distribuito da Medusa, raggiunge un incasso di soli 1.440.000 euro, preceduto da Michael Jackson – This is It (1.500.000 con 479 copie, distribuito da Sony), da Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo (1.596.000 con 283 copie, per un totale ad oggi di 4.304.205) e da Up, sempre primo (1.787.000 con 478 copie) con quasi i 12 milioni di euro ad oggi.
Già lo scorso aprile, dopo Iago, Albakiara, Un gioco da ragazze, e Ti stramo, (che insieme avevano totalizzato meno di 4 milioni di euro), era stato annunciato il decesso-commerciale -senza-possibilità-di-rianimazione del genere romantico-giovanilistico, ovvero di quei film «che raccontano del bacetto e del sorrisetto», come li aveva definiti Dario Argento qualche anno fa.
Rifioriti nel 2002 con Che ne sarà di noi di Veronesi (6 milioni di euro) e consacrati al trionfo ufficiale con il primo Notte prima degli esami di Brizzi nel 2006 (13 milioni di euro), questi film hanno avuto il merito di riportare i ragazzi al cinema per gustare i prodotti tipici nostrani, invece dei soliti horror/thriller di importazione.
Cosa è successo allora in questo ultimo anno e mezzo?
«Prima di tutto, non è detto che si possa parlare di genere», afferma Francesco Linguiti, professore di Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi all’università Lumsa di Roma, «ma volendone parlare, si potrebbe dire che ci sono degli indizi di saturazione da parte del pubblico. Una sclerotizzazione delle formule narrative che sono state usate, riusate, strausate e ancora usate in forme sempre uguali e all’interno di trame molto simili tra loro».
Ma se è veramente così, come si spiega allora l’intramontabile successo commerciale dei cinepanettoni, sempre uguali a loro stessi da quasi trent’anni?
«Il cinepanettone magnifica i due principi costitutivi dell’industria culturale, ovvero la ritualità e la fidelizzazione. Ogni anno, alla stessa ora, lo stesso film, gli stessi argomenti. È un rito, e come tale, prevede la scansione temporale e la fidelizzazione dei partecipanti. E questa modalità culturale accompagna l’uomo sin dalla notte dei tempi. Posso ipotizzare che forse è ciò che è mancato ai film romantico-giovanilistici», conclude Linguiti.
I dati sembrerebbero confermare questa tesi. Quei film romantici per giovani, che sono stati strategicamente distribuiti in sala intorno al 14 febbraio, giorno di San Valentino, hanno incassato più di tutti gli altri. Tra questi, ricordiamo Notte prima degli esami (14 febbraio 2006) e Notte prima degli esami oggi (14 febbraio 2007, 13 milioni di incasso), Parlami d’amore di Silvio Muccino (14 febbraio 2008, 8 milioni), Scusa ma ti chiamo amore (febbraio 2008, 13 milioni) e Questo piccolo grande amore (febbraio 2009, 4 milioni di incasso).
Dunque, continuità nell’appuntamento in calendario, riduzione nella produzione e riconoscibilità del prodotto, sembrano alcuni degli ingredienti per rinfrancare il genere romantico-giovanilistico al botteghino.
E il prossimo film di Moccia, Scusa ma ti voglio sposare (sequel del Scusa ma ti chiamo amore) in uscita proprio il giorno di San Valentino, sembra averli veramente tutti. Tranne uno. Federico, scusa ma due volte l’anno è davvero troppo.

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