Amore 14

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Traghettata dallo scrittore/guru dei racconti adolescenziali, l’industria Moccia sforna un nuovo teen movie di sicuro successo al botteghino

di Tania Di Giacomantonio
tdigiacomantonio@yahoo.it

Secondo film da regista, ma sceneggiatore di innumerevoli copioni tv (I cervelloni, Ciao Darwin), fiction (I ragazzi della III C) e cinema (Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te), Federico Moccia entra preponderante nella stagione con il nuovo teen-ager movie Amore 14: non fa parte della saga degli Scusa… ma gli ingredienti per attirare i ragazzi sono gli stessi. Il primo bacio, la prima volta, l’amicizia, le feste, il rapporto conflittuale con i genitori, la scuola, il film è un viaggio attraverso i sentimenti dei loro protagonisti quattordicenni, gioie e dolori dell’età difficile.
Diverso dai colleghi d’oltre manica (quelli di Twilight per intenderci, omonimo procedimento di film derivati da romanzi di successo per ragazzi), il nostro scrittore non celebra un illibato amor giovane, ma esalta la frenesia ormonale a suon di sms, feste, telefoni, giri in motorino. Lontano dai gotici Giulietta e Romeo, in una Roma solare e luminosa anche d’inverno, nessuno dei protagonisti ha la paura di Edward di “perdere il controllo” che rimanda chiaramente allo spauracchio del rapporto completo, passa invece il messaggio di una maturità/disinvoltura tout court. Ma Moccia è pur sempre figlio di Castellano&Pipolo (di quest’ultimo letteralmente), e ciò salva il film: vince la spensieratezza, l’esulare dalle delusioni tanto tutto cambia, la filosofia del bisogna divertirsi che è meglio, il tempo (giovane) regala altre cose. D’altra parte come afferma egli stesso, «il mio film vuole essere un canto leggero sull’adolescenza». Nulla di più.

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