Up e Parnassus campioni di incassi

Parnassus_

Il cartone Disney-Pixar continua a sbancare il botteghino seguito dal film di Gilliam e dalla commedia Oggi Sposi

di Sandra Capitano
sandracapitano@gmail.com

Ambizioso, colorato, ironico, sfarzoso, fantasioso. Ma anche malinconico e nostalgico. È  così Parnassus di Terry Gilliam, noto come “l’ultimo film di Heath Ledger”, nonché il campione assoluto d’incassi di questo recente week-end cinematografico italiano.
Presente in sole 227 sale, la storia de L’uomo che voleva ingannare il diavolo, ha esordito con 1.800.000 euro con una media per schermo di 7.900, rimanendo secondo solo al cartone della Walt Disney-Pixar Up (in 624 sale con una media per sala di 4.800, per un totale ad oggi di 9.203.000 di euro) e inseguito a fatica dalla commedia italiana distribuita da Universal Oggi Sposi (in 378 sale per 940.988 di euro in 3 giorni).
Che Heath Ledger, protagonista indiscusso del film, sia morto prima di completare le riprese di Parnassus è arcinoto. Che Johnny Deep, Jude Law e Colin Farell, amici di Ledger, abbiano salvato il film (attraverso l’inserimento da parte di Gilliam dello specchio magico cambia-volto) e devoluto i soldi alla figlioletta di lui Matilda, è trapelato sin dal dopo-gennaio-2008, ovvero quando Ledger fu trovato riverso nel letto dalla domestica, nel suo appartamento di Soho a New York.
Ciò che non sappiamo, invece, è se il merito di questo sorprendente successo (il film ha realizzato una delle medie sala più alte di tutto il 2009 in Italia) sia frutto esclusivamente dell’effetto-Heath (cosa succederà allora con il documentario su Michel Jackson il prossimo weekend?) o se ci sia dell’altro. Certo è, che questo debutto italiano risulta nove volte superiore a quello della Spagna, dove il film è uscito in contemporanea distribuito da Sony Pictures.
«Le ragioni di questo successo sono da attribuirsi per un 20% al numero spropositato di fans di Ledger, triplicatosi dopo la sua morte» afferma Roberto Proia, direttore theatrical di Moviemax, la società che detiene i diritti di Parnassus per l’Italia. «Ma non dobbiamo dimenticare anche gli altri componenti del cast. Deep, Law e Farell sono nomi di forte richiamo per il pubblico italiano, così come il regista Terry Gilliam, presente all’anteprima durante il Festival Internazionale di Roma, che ha i suoi fedeli ammiratori, per quanto in numero ridotto».
Non può non essere annoverata tra le concause, anche la capillare campagna di lancio creata per il film da Moviemax: «Siamo riusciti nella difficile sfida di “portare al cinema” differenti tipologie pubblico. Attraverso una massiccia diffusione di spot per la tv – continua Proia – ci siamo rivolti ad un target  compreso tra i 25 e i 44 anni, prevalentemente donne. L’attenzione di bambini e teen è stata invece raggiunta tramite i contenuti speciali su MTV e sui canali satellitari».
Sembra però che non proprio tutti abbiano creduto ciecamente al film, come lo stesso Proia puntualizza: «Una parte dell’esercizio cinematografico, ovvero coloro che gestiscono o programmano i cinema, è stato sicuramente poco lungimirante. Alcuni ci hanno negato le sale, anche di città parecchio importanti».
E su Facebook, il social network che in questi giorni sembra dare voce a qualunque varietà di dissenso, i fans hanno già protestato ideando gruppi come «Ho diritto a vedere Parnassus anch’io!».
È il caso, a questo punto, che anche i signori dell’esercizio cinematografico, insieme a Ledger, Law. Farrell e Deep, provino a fare un giro nel fantasioso e colorato mondo di Gilliam, attraverso il magico specchio del doctor Parnassus.
E chissà che anche loro non cambino volto o si risveglino dal torpore.

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