Una risata ci salverà – Speciale Commedia

FMM Speciale Commedia

La commedia al tempo della crisi: dalla commedia all’italiana a quella hollywoodiana, tutte le forme e le espressioni di un genere che da sempre racconta con leggerezza l’uomo e il suo tempo

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Nel numero monografico Una risata ci salverà: la commedia al tempo della crisi, Filmaker’s magazine esplora il genere “commedia” in tutte le sue possibili declinazioni. Passato, presente e futuro di una tendenza della cinematografia nazionale e internazionale che non passa mai di moda, ma anzi sa sempre reinventarsi e riproporsi in modi differenti. Un percorso che parte dagli albori del genere e arriva fino ai giorni nostri.

La ricerca monografica ha portato a individuare, per ciascuno di questi sottogeneri, un prototipo, rintracciabile in una singola opera o in un autore particolarmente rappresentativo.
Dall’avvento del sonoro con il chapliniano Tempi Moderni alle grandi produzioni a stelle e strisce,  passando per le “maschere” del nostro cinema, da Totò a Sordi, simboli intramontabili di quella ”vis comica” tutta italiana.
Il cinema raccontato da più punti di vista, in primis da chi il cinema lo ha elevato ad “arte” pur mantenendo uno sguardo “leggero” sul mondo e sulla vita: è lo sguardo di Billy Wilder e John Landis, di Mario Monicelli e Furio Scarpelli.
Maestri che hanno rivoluzionato la commedia classica, attraverso scelte stilistiche del tutto personali: è il caso di Lubitsch, progenitore indiscusso della “sophisticated comedy” o di autori come Capra e Altman che hanno arricchito il genere di sfumature “noir”, inventando quella che oggi definiamo “black comedy”.
E poi, ancora, la nuova stagione cinematografica, che si preannuncia ricca di appuntamenti: dai teen movie nostrani ai classici intrighi amorosi made in Usa, fino alle sperimentazioni a metà tra documentario e realtà del mockumentary.
Una sezione particolare di Filmaker’s è riservata al Festival di Berlino 2009, che quest’anno ha riservato ampio spazio alle produzioni americane e posto l’accento su pellicole di grande sensibilità femminile.

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