Uno sguardo inedito

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A vent’anni dalla sua scomparsa, Roma ricorda Sergio Leone con una mostra-evento inaugurata da Morricone

di Elena Mandolini
mand.mae@libero.it

Un regista italiano che ha ispirato generazioni di cineasti e il cui nome è sinonimo di spaghetti-western. Sergio Leone rivive attraverso la mostra omonima “Sergio Leone, Uno sguardo inedito”. Suddivisa in due sezioni, la manifestazione si incentra su foto di backstage e spezzoni delle scene madri delle sue opere più belle. Curata da Gian Luca Farinelli, Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, la mostra è è inaugurata dal Maestro Ennio Morricone e rimane aperta fino al 23 ottobre.
Un cinema, quello di Leone, fatto di storie incentrate su tormenti e dolori, vendette sanguinarie e ricerca della verità. Vasti paesaggi, sabbia e polvere, che quasi sembrano emergere dallo schermo stesso, talmente tanta l’abilità di raccontare non solo personaggi, ma anche i luoghi stessi delle storie. Campi lunghissimi, primissimi piani, lunghi silenzi e l’indimenticabile colonna sonora composta da Ennio Morricone: i duelli di Sergio Leone sono diventati dei tesori intramontabili della cultura cinematografica. Una carriera iniziata negli anni cinquanta come aiuto regista, che lo ha portato a dirigere film come Per un pugno di dollari, Qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo (”Trilogia del dollaro”) ed ancora C’era una volta il West, Giù la testa e il gangster-movie C’era una volta in America (”Trilogia del tempo”). Omaggiato da Clint Eastwood, Dario Argento, Quentin Tarantino e Stanley Kubrick, Sergio Leone è amato anche da chi non gradisce western e duelli.

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