Padre Jerzy, il sindacalista di Dio

Popieluszko

Nel film biografico di Rafal Wieczynski la straordinaria rivoluzione di Padre Popieluszko nella Polonia di Solidarnosc

di Tania Di Giacomantonio
tdigiacomantonio@yahoo.it

Ciò che la Detassis ha annunciato nella conferenza stampa, ovvero che quello di quest’anno «è un festival che mira a mescolare film di grande appeal divistico con altri più spirituali e politici in senso alto», calza bene a Popieluszko di Rafal Wieczynski, giovane autore polacco di documentari per cinema e televisione. L’anteprima il 19 ottobre in Sala Sinopoli nella sezione Proiezioni ed eventi speciali, racconta la storia vera di un presbitero polacco, convinto anticomunista che nelle sue prediche lanciava critiche al sistema e invitava la gente a contestare il regime. Padre Jerzy Popieluszko si unì ai lavoratori del sindacato autonomo di Solidarnosc, contrario al regime comunista. Le sue omelie venivano trasmesse da Radio Free Europe, che gli diede popolarità anche all’estero. Ma presto venne rapito, torturato e ucciso dai servizi segreti. Film toccante e sicuramente celebrativo, non arriva allo spettatore in toni pesanti: il racconto biografico commovente è guidato da  una regia asciutta, di ampio respiro e attenta a unire dettagli cronologici e vero sentire.
«Il mio primo film l’ho fatto per amore del cinema. Il secondo, Popieluszko, l’ho fatto perché era necessario. Sono passati vent’anni dalla conquista della nostra libertà ma nessun film ha raccontato la battaglia contro il regime. La generazione più giovane non conosce quelle lotte, non immagina nemmeno cosa hanno significato per noi polacchi quei mutamenti radicali», racconta Rafael. «Popieluszko è la storia vera, e insieme romantica, delle radici della libertà di cui oggi gode tutta l’Europa Centrale. È la storia del fantastico periodo di Solidarnosc, della vergogna della legge marziale e dei crimini del regime nella Polonia degli anni 80». Rafael Wieczynski aveva già realizzato il documentario I vincitori non muoiono. Documento su padre Popieluszko, inedito in Italia.
«Non ho mai conosciuto direttamente Padre Popieluszko, ma all’età di sedici anni, come molti miei coetanei, a dispetto dei divieti, mi assentai da scuola per partecipare ai suoi funerali. Mi chiedevo se sarei stato capace come lui di sacrificare la mia vita per la Verità».

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