L’apprendista stregone
Niente di nuovo sul fronte Disney: ottimo cast per una moderna fiaba a lieto fine, firmata dalla premiata ditta Bruckheimer/Turteltaub
di Angelo Mozzetta
angelomozzetta@tiscali.it
La Disney gira il film per ragazzi dell’estate e si affida ad un duo di specialisti dell’intrattenimento leggero: il produttore Jerry Bruckheimer (che da Flashdance ai Pirati dei Caraibi ne ha sbagliate poche) e il regista Jon Turteltaub (Cool Runnings, Faccia a faccia), già insieme ne Il mistero delle pagine perdute. Nato da una costola di Fantasia (il famoso episodio con Topolino, citato a metà pellicola), il film presenta una struttura che più rodata e allineata alle esigenze di mercato non si può: Balthazar Blake (Cage), Maxim Horvath (Molina) e Veronica (Bellucci) sono nientemeno che tre ex allievi di Merlino; Balthazar e Veronica si amano, Horvath per gelosia passa con Morgana. Il conflitto, che durerà per secoli, potrà essere interrotto dal Sommo Merliniano ovvero l’erede di Merlino, che Balthazar troverà nel nerd Dave (Baruchel), innamorato della bellissima coetanea Becky Barnes (Palmer). Traduzione in filmese: il bene contro il male, il tradimento degli amici e dei valori per gelosia, il più classico dei triangoli ilbuonolabellailcattivo, maestro e allievo costretti a collaborare loro malgrado che pian piano imparano a stimarsi, l’ennesima leggenda liceale di Miss Popolarità che si innamora dello sfigato genio della Fisica perchè è sensibile e ha doti nascoste. Scommetto che nessuno di quelli che leggono riesce a immaginare il finale…
Alla fine della proiezione la storia del cinema non è cambiata di una virgola ma un’ora e cinquanta minuti tutto sommato sono scorsi sereni fra effetti speciali, gag non originalissime ma simpatiche e un cast azzeccato anche nei comprimari (Alfred Molina e Jay Baruchel con qualcosa in più degli altri). La Bellucci insiste a doppiare se stessa: peccato, ma dai Matrix è migliorata.
Dedicato al grande pubblico che (probabilmente) gradirà, la critica molto meno. Se la vostra idea di cinema è passare due ore serene, gettatevi fra le concilianti braccia di Bruckheimer e Turteltaub: in questo senso loro non sbagliano un colpo, e pazienza se il sottoscritto tutto ci trova fuorché un briciolo di passione per la settima arte.





