The Karate Kid – La leggenda continua

902539 - KARATE KIDIl remake del famoso cult anni 80 alterna orgoglio made in USA e pennellate di misticismo orientale ma non sembra destinato a lasciare il segno

di Angelo Mozzetta
angelomozzetta@tiscali.it

Hollywood raschia il fondo del barile e realizza un remake del cult anni 80 Karate Kid – Per vincere domani. Stessa trama, ambientazioni diverse: novello Daniel-San il piccolo Dre (Jaden Smith, figlio di Will) che si trasferisce in Cina, incontri-scontri coi bullli del luogo, amicizia-amore con una coetanea (Meiyin, interpretata da Han Wen Wen) ostacolata dai ricchi genitori di lei, ruspante madre single, figura paterna colmata dal burbero insegnante di arti marziali Mr. Han (Jackie Chan) di cui scoprirà pian piano il buon cuore, pennellate di misticismo orientale e orgoglio “Made in U.S.A.”. Il Karate c’entra poco, Jaden imparerà il Kung Fu.

Il regista Zwart non lo considera un remake ma un film del tutto indipendente dal primo. Strana considerazione: in alcuni tratti il film sembra “ispirato alla storia vera” di Daniel e Miyagi, copiando il montaggio, la sostanza dei dialoghi, l’andamento del torneo, gli infortuni di Dre/Daniel o addirittura il tipo di fasciatura al fianco… in più un paio di citazioni di fasci di luce mucciniani (sigh…) de La ricerca della felicità su cui, forse, pesa la produzione. Carini gli esterni, anche se a volte un po’ da cartolina (d’altronde il regista è un pubblicitario): la Porta Tienanmen e la Città Proibita, la Grande Muraglia, il pellegrinaggio al Monte Wudang dove nasce il Kung Fu, il Qi Xi Festival o San Valentino cinese.
La verità è che questo non è un film ma una vetrina per attori, con parti cucite su misura. Primo su tutti l’undicenne Jaden Smith: bravo ballerino, discreto atleta, buffo quando tenta di recitare come un adulto, simpatico nel fare lo sbruffone. Valanga di “recita perché è bravo non per il padre” da parte del cast tecnico, ma non crediamo abbia sostenuto un provino per la parte. Molto bravo Jackie Chan a caratterizzare con ironia il suo personaggio con il linguaggio del corpo, di gran lunga il migliore fra gli interpreti. Brava anche Han Wen Wen (che di anni ne aveva 13 e vicino a Jaden si vede…) nei panni della dolce ragazzina prodigio, violinista di livello e in segreto ballerina di danza moderna. Qualche faccia azzeccata nel cast di contorno, ma nulla più.
Il film tutto sommato scorre, nonostante vada ben oltre le due ore. Potrà anche piacere, ma non è nulla di più di un medio film di cassetta e la vera speranza è che non sia il primo di una nuova serie che già fa rimpiangere quella vecchia.

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