The Box

The-box

Il thriller ispirato al racconto di Matheson si pone interessanti interrogativi etici ma con una deriva fantascientifica finale non del tutto necessaria

di Federico Capitoni
federico.capitoni@gmail.com

È un’occasione non del tutto colta questa di The Box, film thriller ispirato all’omonimo racconto di Richard Matheson. Al regista di Donnie Darko, Richard Kelly, sfugge dalle mani la possibilità di fare un film veramente intenso e dalla morale profonda. Gli interrogativi etici posti all’inizio del film (e c’è un forte sbilanciamento tra la prima parte, curiosa e coinvolgente, e la seconda, eccessivamente orientata al fantastico e al fantascientifico) non vengono affrontati in maniera esaustiva esplorandone ogni sfaccettatura. Il quesito sostanziale è questo: cosa fareste se vi offrissero una strana scatola con un pulsante che, se premuto, vi dà all’istante un milione di dollari in contanti provocando al contempo la morte (altrettanto immediata) di una persona qualsiasi in un posto qualsiasi del mondo? Le risposte sono due, sì, ma le motivazioni che portano all’una e l’altra scelta sono ben di più. Si può decidere di non premere perché non si crede all’assurdità della faccenda (perché dovrebbero darmi dei soldi per premere un bottone?) ma si può decidere di premere proprio perché si crede all’assurdità della faccenda (come può morire una persona alla sola pressione di un bottone); si può scegliere di non premere perché non vorremmo mai che nessuno morisse a causa nostra ma si può scegliere di premere perché ce ne freghiamo di qualcuno che muore, abbiamo bisogno di soldi e siamo noi a non voler morire (di fame). A rifletterci davvero le possibilità si moltiplicano, ma dove il film – o, più in generale, la storia – risulta banale è nel non lasciare che il dilemma morale costituisca di per sé il racconto e invece nel puntare su tutta una questione di alieni, zombie e portali ultradimensionali. Sarebbe bastato – e sarebbe di certo stato più difficile – scrivere una storia normale, senza la fantascienza, la Nasa e gli ultracorpi di mezzo (ma gli americani non sanno rinunciare a certi modelli) in cui semplicemente venivano poste le persone di fronte alla sadica scelta e basta. Perché è ovvio che se si preme un bottone, come se si fa qualsiasi altra azione, così come se si sta immobili o se si dorme, qualcuno, da qualche parte, morirà; è il normale ciclo dell’esistenza. Non era importante creare la conseguenza (spingo, dunque uccido), era sufficiente mettere alla prova, senza che si sapesse se una sopraggiunta morte davvero fosse colpa di chi aveva egoisticamente scelto di ricevere in dono dei soldi. L’etica qui immaginata è – ed è esatta – di formulazione abelardiana: si pecca nell’intenzione, non nell’atto. Dunque non è fondamentale conoscere la conseguenza dell’atto; ciò che conta è la pulsione che ha spinto a pensare in un certo modo, ad agire in un certo modo. Nel film poi, per spettacolarizzare e dare un finale in pasto allo spettatore, le conseguenze (che nella filosofia scolastica si pagano più spesso davanti a Dio che nella vita) si fanno invece notare e sono disastrose per la coppia di coniugi Cameron Diaz e James  Marsden, due brave persone le quali cedono però alla tentazione del milione di dollari (puramente virtuali, come volevasi dimostrare, dacché non riusciranno a goderseli). Ovviamente la loro è una storia singolare, incastrata in mezzo a molte altre tutte connesse e che si passano la scatola come fosse in comodato d’uso. Curiosità da notare è che in tutti i casi raccontati è sempre la donna della coppia a schiacciare il pulsante. Cosa che forse in parte evidenzia anche la condizione spaurita del maschio odierno. È il mito di Adamo ed Eva che ritorna, solo che almeno in quel caso la donna seduceva, tentava, e l’uomo coglieva la mela. Qui fa tutto lei al cospetto di un maschio (non necessariamente più assennato, magari soltanto più spaventato) immobile con le mani incrociate sotto a un tavolo e che adesso non sembra neppure in grado di premere un bottone.

One Response to “ The Box ”

  1. [...] anche il racconto che dà il titolo a questa raccolta, The Box, fece parte. Oggi è diventato un film di Richard Kelly con Cameron Diaz. Ma tutti i racconti di Matheson sono permeati da un forte senso [...]