Il brigadiere Leonardi

Il personaggio creato da Carlo Lucarelli nel ‘92 diventa un fumetto che le edizioni bd arricchiscono con il contributo di sette disegnatori con sette stili diversi. Storie noir e drammatiche piene di azione
di Massimiliano Pistonesi
m.pistonesi@gmail.com
Nel 1992, d’estate per l’esattezza, dalla penna di Carlo Lucarelli è nato Il brigadiere Leonardi (edizioni bd), per il settimanale ravennate Qui, sette racconti con protagonista questo carabiniere, giovane, che attraversa la quotidianità di un mondo che è rimasto senza bussola e senza regole.
Personaggio accattivante e molto noir questo Leonardi che adesso le edizioni bd trasforma in un fumetto con la partecipazioni di cinque sceneggiatori – Stefano Ascrai, Diego Cajelli, Giuseppe Di Bernardo, Mauro Smocovich – e sette disegnatori – Vanessa Belardo, Giacomo Bevilacqua, Matteo Cremona, Federico Giretti, Giorgio Pontrelli, Andrea Riccadonna, Toni Viceconti – che insieme hanno dato un volto e un’esistenza a Leonardi.
I primi anni novanta furono un periodo seminale per il nostro Lucarelli, infatti in quegli anni vedono la luce il commissario De Luca, debutta l’ispettore Coliandro e il brigadiere Leonardi, con i primi due che hanno già avuto una fortunata trasposizione televisiva quindi non si può che sperare bene per il terzo. E proprio con Coliandro che Leonardi condivide molte cose, tante, ma tutte all’opposto del divertente e impacciato poliziotto. Leonardi è un carabiniere in borghese, infilato dentro una realtà viscida, in continuo movimento su un territorio sismico (alcune storie che compongo questo libro richiamano alla memoria fatti di cronaca realmente accaduti), ma a differenza di Coliandro, Leonardi rimane profondamente colpito da ciò che vede intorno, e si muove come se cercasse di difendersi dalla realtà piuttosto che affrontarla.
Poi c’è il grande lavoro degli artisti che hanno saputo dare un volto a questo nuovo personaggio, tanti disegnatori vuol dire tanti stili ma è qui la ricchezza di questi libro, un continuo cambio di registro che trasforma e adatta ogni storia.
Non aspettatevi quindi una linea rossa che accompagni tutte le storie comprese nel volume, anzi, gustatevi queste schegge impazzite, brandelli di realtà che si costituiscono di tessuto urbano che sembra un disegno tribale, dove tutto corre ma non si riesce mai ad arrivare in tempo. Pezzi di storia che in alcuni momenti ricordano anche il poliziesco anni settanta, dove certe volte le vittime non sono tanto meglio dei carnefici. E Leonardi sembra capirlo molto bene.
Buona lettura.





