City Island

City IslandSegreti e bugie nella esilarante commedia indipendente di Raymond De Felitta, con una lettura critica della società della (non) comunicazione

di Raffaele Serinelli
raffaeleserinelli@hotmail.com

Vincitore dell’Audience Award al Tribeca film Festival, City Island è una esilarante commedia firmata dal regista Raymond De Felitta. Vince Rizzo (Andy Garcia) vive con la sua strampalata famiglia in una zona sconosciuta ma molto bella di New York. Sospettato dalla moglie (Julianna Margulies) di coltivare una relazione clandestina, la guardia carceraria Vince, nasconde in realtà un “imbarazzante” segreto, prende lezioni di recitazione. I segreti e le bugie che stanno per sconvolgere i precari equilibri della famiglia Rizzo non finiscono qui. La figlia maggiore, espulsa dal college all’insaputa dei genitori, arrotonda la paghetta mensile facendo la spogliarellista. Dal kaos generale non si salva neanche l’adolescente secondogenito, colto, nel pieno del suo sviluppo ormonale, da una irrefrenabile attrazione per le donne obese. A complicare il quadro già confusionario, ci pensa il giovane Tony Nardella (Steven Strait), galeotto uscito dal carcere e preso in custodia dallo stesso Vince perché figlio di un’avventura precedente al suo matrimonio. L’amicizia con una ragazza che segue le stesse lezioni teatrali, potrebbe aiutare il frastornato padre di famiglia a dire tutta la verità, ma come nelle migliori commedie anche quest’ultima ha un segreto difficile da confessare.

Prodotto indipendente del cinema di stampo USA, questa commedia all’insegna degli equivoci e del non detto, risulta essere veramente divertente. Riprendendo molti dei cliché del genere, a farla da padrone è proprio l’interpretazione volutamente italianizzata del bizzarro Andy Garcia. La tranquillità del quartiere Newyorkese fa da contraltare all’irrequietudine degli animi dei Rizzo, dando vita ad una serie di esilaranti momenti di salutare comicità. Nonostante il tema di fondo sia già stato riproposto in molti dei film che rispecchiano questa categoria, De Felitta riesce a costruire una storia leggera, ma che possiede alcuni elementi di riflessione da non sottovalutare. La frustrazione della moglie di Vince, l’ossessione per i siti pornografici con soggetti obesi del figlio Vince Jr, il lavoro poco edificante della figlia più grande e la moltitudine di silenzi fanno di questa commedia un potenziale sguardo critico nei confronti di una civiltà che soffre sempre di più la mancanza di comunicazione interpersonale “vera”. La famiglia, per antonomasia l’unico posto dove rifugiarsi quando le cose sembrando non andare per il verso giusto, perde il senso ontogenetico che la caratterizza e diviene luogo di deformanti fraintendimenti. Un barlume di speranza il regista lo ripone nell’unico aspetto che desta sempre qualche perplessità, l’amicizia tra uomo e donna. Proprio nelle mani della compagna di teatro di Vince, viene affidato il compito di moralizzare, disciplinando atteggiamenti controproducenti. Ma il segreto che si cela dietro la giovane attrice rende più complicato un quadro già di per sé confusionario. Nel complesso De Felitta diverte e centra il bersaglio, dando vita ad un film che senza grandi pretese riesce a divertire e a far ridere.

One Response to “ City Island ”

  1. [...] al di fuori del circuito degli studios hollywoodiani. Esempio lampante è il suo ultimo lavoro City Island, distribuito in Italia da Mikado, prodotto autonomamente per mancanza di investimenti da parte [...]