L’estate e le pellicole assurde
Con l’arrivo della bella stagione, le sale si svuotano e arrivano i kolossal americani. E qualche bel film indipendente
di Sandra Capitano
sandracapitano@gmail.com
«In città d’estate danno solo pellicole assurde…», rifletteva Nanni Moretti, in giro sulla sua vespa per una Roma deserta, nella scena più cult di Caro Diario.
Non è ancora agosto e le città sono tutt’altro che deserte, ma nella programmazione cinematografica di questi giorni, così come in quell’Italia morettina del ’93, qualche stramberia in atto c’è già.
E non stiamo parlando solo de L’imbroglio nel lenzuolo, improbabile coproduzione italo-spagnola, uscita questo fine settimana (e meritatamente al 16° posto della classifica) con una Maria Grazia Cucinotta super ritoccata anche nel poster. Siamo anche ben lontani dagli incubi notturni da Henry pioggia di sangue, quelli in cui Moretti immaginava di interrogare fino allo stremo il critico che aveva suggerito la visione di quell’horror-splatter. È piuttosto la dirompente e quanto mai impetuosa invasione di titoli americani a stupirci davvero. Perché tra i primi 10 posti del box office di quest’ultimo weekend, ben otto sono made in Usa.
All’inutile rivisitazione del telefilm A-Team, al primo posto con 900.000 euro d’incasso, hanno fatto seguito infatti l’horror in 3d The Hole (l’originale era del 2001, diretto dal britannico Nick Hamm), la commediola romantica 5 appuntamenti per farla innamorare (fallito tentativo di Nia Vardalos di ottenere il medesimo successo de Il mio grosso grasso matrimonio greco ), Sex and the city 2 (4°, con quasi 6 milioni), Tata matilda e il grande botto (5°, con 1 milione a oggi), Prince of Persia (6°, con 6 milioni in 5 settimane); Robin Hood (7°, con 10 milioni) e Saw VI (8°, con quasi 2 milioni).
Tranne qualche eccezione, questo noioso elenco è composto da rifacimenti di titoli conosciuti, nonché da sequel, prosecuzioni e remake che, a volerla dire tutta, né intrattengono, né sbalordiscono.
La dinamica non è nuovissima e ha anche una sua spiegazione. Essendo, quella estiva, una fase notoriamente di calo delle presenze cinematografiche in Italia (un ventesimo dell’affluenza rispetto al periodo natalizio), sono solamente le case americane a potersi permettere di rischiare, considerato che i ricavi ottenuti nel territorio italiano rappresentano semplicemente una minuscola parte del totale mondiale realizzato. Come a dire: incassare poco in Italia non fa parecchia differenza nel conteggio dello sfruttamento globalizzato del prodotto. Del resto, un calo così vertiginoso delle presenze è riscontrabile solo nella nostra penisola e per motivi, oltre che di abitudine e mentalità, strettamente legati alla singolare configurazione geografica del paese (estendendosi per lungo, è possibile raggiungere il mare in poche ore).
Laddove Inghilterra, Germania o Svezia subiscono solo una lieve flessione dunque, il territorio statunitense non patisce addirittura alcuna alterazione: il cartone Toy Story 3 questo fine settimana ha incassato più di 109 milioni di dollari.
E se le medie-grandi distribuzioni col caldo non rischiano (la Medusa ci aveva provato lo scorso anno con Un’estate ai Carabi, ma i risultati furono alquanto discutibili) le piccole case indipendenti, al contrario, tentano la sorte. Avendo più spazio a disposizione e minore competizione rispetto al sovraffollamento delle stagioni più propriamente cinematografiche, provano a rappresentare con i loro piccoli prodotti la vera controproposta ai colossi americani.
È il caso dello spagnolo Il segreto dei suoi occhi (500.000 euro in 3 settimane), dell’iraniano About Elly (24.000 euro in 3 giorni) o dell’opera prima del catanese Daniele Gangemi Una notte blu cobalto, (27.000 euro in 3 giorni). Prodotti interessanti e di notevole stile, ma che purtroppo ottengono posizioni marginali nella classifica weekend.
Soluzioni al problema? Ahimè nessuna. Se non quella di procedere come Nanni Moretti e godere più spesso del refrigerio della sala cinematografica.
L’importante è vagliare le recensioni con prudenza e tenersi preparati ad eventuali probabili incubi notturni.





