A-team
Il passaggio dal piccolo al grande schermo non giova a una delle serie più popolari degli anni Ottanta. Tanta azione, ma tutto già visto
di Giacomo Visco Comandini
gviscocomandini@yahoo.it
Francamente non si sentiva il bisogno di una nuova edizione di A-Team, serie culto statunitense trasmessa dal 1979 al 1983. L’originale era perfetta tra sane scazzottate e la faccia sorniona di George Peppard. Alzi la mano chi non se la ricordi. Eppure gli incassi degli ultimi anni, con la conseguente corsa all’oro delle Majors sui remake delle serie Settanta e Ottanta, hanno fatto tristemente il resto. Ed ecco, che dopo Starsky & Hutch, un altro pollo ben spennato è servito sul piatto.
Stessi nomi ma visi nuovi. Il gruppo è capitanato da Liam Neeson, nei panni del fumatore e sergente Hannibal Smith; Bradley Cooper, già visto ne Una notte da Leoni, è Sberla; Quinton “Rampage” Jackson, un wrestler professionista, nei panni ostici di Mr. T; e infine la vera sorpresa è Sharlto Copley, bravissimo protagonista di District 9, qui in quelli del pilota di elicotteri Murdoch. E’ l’unico che tenta di dare al proprio personaggio una impronta di originalità.
E nel solito gioco delle tre carte tra Casa Bianca ed Esercito, neanche la CIA ci va una bella figura (vedete anche il prossimo A Fair Game di Doug Liman, presentato all’ultimo festival di Cannes).
La regia è di Joe Carnhan, apprezzato mestierante, autore di Narc e Smokin’ Aces, che cerca di dare una spruzzata di modernità alla storia. Dal Vietnam dell’originale, i protagonisti sono reduci da Desert Storm, dalla prima guerra del Golfo. Ed ecco che allora si assiste ad un turbinio di cellulari, gps, droni e altre diavolerie elettroniche
Eppure gli sforzi finiscono qua. Il film ha enormi problemi di sceneggiatura. Sa tutto di già visto e sentito, forse con due battute, due, che si salvano dalla noia generale (del tipo: “sudo come una puttana in chiesa”). C’è da sottolineare che comunque Carnhan fa il suo sporco lavoro: gira delle discrete scene di azione, soprattutto quelle aeree, come un pupillo di Michael Bay. Ma è tutto il resto a mancare. In primis Liam Neeson che, nonostante i capelli brizzolati, fa veramente poco almeno per omaggiare il mitico Peppard. Non basta certamente tingersi i capelli (o forse no?) e aspirare qualche boccata di sigaro.






[...] egregiamente scene d’azione di pura adrenalina a toni leggeri dal sapore irriverente. Se infatti A-Team (uscito in Italia lo scorso 18 giugno con un incasso di più di 2 milioni di euro), quale [...]
[...] dispiegato talento di Cooper (niente a confronto la prova data in Una notte da leoni e il recente A-Team), che si dimostra all’altezza di un mostro sacro come De Niro, interpretando magistralmente i [...]