About Elly

About Elly

Orso d’argento per la migliore regia a Berlino 2009, l’iraniano Farhadi fotografa, attraverso una storia noir, le ferite di un paese lacerato tra modernità e tradizione

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Orso d’argento per la migliore regia al 59° Festival di Berlino, About Elly, del regista iraniano Asghar Farhadi, arriva finalmente nelle sale italiane, seguendo la fortunata scia di film come I gatti persiani di Barman Ghobadi e Donne senza uomini di Shirin Neshat, giusto per citare i più recenti.
E molti altri ancora sono i film iraniani che raccolgono consensi e riconoscimenti ai migliori festival internazionali, ma sembrano destinati a non raggiungere mai il grande pubblico. Basti pensare al bellissimo Shekarchi (The Hunter) di Rafi Pitts, in concorso all’ultimo festival di Berlino, o Shirin di Abbas Kiarostami (che pure è in sala con Copia conforme), fuori concorso a Venezia nel 2008.

Nella speranza che anche questi titoli trovino una distribuzione italiana, godiamoci intanto About Elly, un film che, pur incentrato su una storia in qualche modo noir, appare difficilmente riconducibile agli stereotipi di genere o a qualsivoglia rappresentazione “occidentalizzante” della condizione iraniana. La storia sembra un tributo all’Avventura di Michelangelo Antonioni. Anche qui la misteriosa scomparsa di una donna trasforma una rimpatriata fra amici in una villa sul Mar Caspio in un dramma in cui verità e bugia si confondono, e il sospetto prende il sopravvento sul dolore del lutto.

Nello sviluppo del racconto, le donne hanno un ruolo fondamentale: a loro sembra essere deputato il compito di rappresentare i vari volti della cultura iraniana contemporanea. Se la bellissima e vitale Sepideh (Golshifteh Farahani) è il volto, oseremmo dire femminista, dell’Iran moderno e culturalmente avanzato, le altre donne del gruppo sono invece la voce della tradizione repressiva e moralista, laddove Elly – l’insegnante scomparsa della figlia di Sepideh – è esattamente la vittima dello scontro fra queste due visioni contrapposte eppure coesistenti nell’Iran di oggi.

Straordinario è il modo in cui il film accompagna, quasi in maniera impercettibile, l’evolversi degli umori individuali e collettivi: dalla gioiosa e spensierata allegria degli inizi, al panico e alla immediata solidarietà di gruppo successiva alla scomparsa di Elly, fino alla disgregazione sociale finale, quando salvare Elly diventa, in fin dei conti, salvare la sua reputazione.
Lontano da ogni visione estetizzante dell’Iran contemporaneo, About Elly è una impeccabile e complessa fotografia di un paese lacerato tra modernità e tradizione, rivoluzione culturale e riproduzione di un sistema sociale repressivo. Assolutamente da non perdere.

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