Bright Star

La regista Premio Oscar Jane Campion racconta gli ultimi anni di John Keats. Grazia ed eleganza per un film che diventa poesia
di Elena Mandolini
mand.mae@libero.it
Una poesia raccontata per immagini. Bright Star, diretto e scritto da Jane Campion, è uno di quei film che ti coinvolge, ti commuove e non dimentichi.
La storia si sofferma sugli ultimi anni della breve vita del poeta inglese John Keats. Ciò che ci viene raccontato non è solo la sua esistenza piena di difficoltà e la malattia che lo ha portato alla morte, ma anche la nascita di un amore. Fanny Brawne, vicina di casa e completamente all’oscuro di chi sia Keats, all’inizio non riesce a sopportarne la presenza: troppo diversi. Sarà un evento tragico a portarli ad avvicinarsi, conoscersi e amarsi. Come anche in Lezioni di piano con cui la Campion ha vinto sia il Premio Oscar che la Palma D’oro, qui si parla di amore, morte e malattia dal punto di vista femminile.
Una buona sceneggiatura, correlata dal corpus degli scritti di Keats, descrive un inno alla vita, raccontando l’elaborazione del lutto, la voglia di sopravvivere, il desiderio di amare. A una prima visione potrebbe sembrare, paradossalmente, una descrizione fredda dei sentimenti, come se la Campion non volesse scandagliare in profondità i personaggi e le loro emozioni. Proprio questa assenza è la forza del film: lo spettatore la colma con le proprie esperienze, entrando così nelle profondità della storia. Non è detto che si debba sempre far dire tutto ai propri personaggi per far emozionare, cadendo magari in mielismi o dialoghi banali.
Una regia elegante fatta di tempi, ritmi e parole che scandiscono il film come fosse una poesia di Keats. Rigida a volte in molte sequenze, quasi forzando il bell’andamento della storia, comunque la Campion resta una grande regista. Un lavoro considerevole anche da parte degli attori. La brava Abbie Cornish, già vista in Paradiso+Inferno e in Elisabeth: The Golden Age, ben si adatta al ruolo della frivola Fanny; complice la somiglianza con Nicole Kidman, ha già la strada spianata per il successo. Ben Winshaw, alias John Keats, riesce a giostrarsi ed imporsi sulla scena, grazie anche agli scritti dello stesso Keats. Vera Poesia.
Sicuramente per chi vuole lasciarsi andare e vivere una storia d’amore vecchio stampo.

