Queer in Action: il rettore della Sapienza dice no al cinema gay

Queer in actionStop del rettore della Sapienza Luigi Frati alla rassegna di cinema gay e transgender “Queer in Action”, in programma dall’8 al 24 giugno al Pratone della Sapienza di Roma, pare per evitare possibili disordini da parte dei gruppi universitari di estrema destra. Le associazioni organizzatrici hanno lanciato una raccolta di firme contro quello che viene ritenuto un atto discriminatorio e omofobo, soprattutto alla luce dei recenti episodi di violenza avvenuti a Roma ai danni di giovani omosessuali.

Il rettore smentisce le accuse e afferma che la rassegna non era mai stata autorizzata: «Se vado a casa di qualcuno chiedo il permesso. Io non ho mai autorizzato questa manifestazione, non ho cambiato idea. Oltretutto è un’associazione non universitaria e mi pongono un problema: aprire l’ateneo anche agli estranei, ma per fare ciò il Senato Accademico si deve esprimere. Visto che è una rassegna cinematografica chiedano la Casa del Cinema».

«Siamo allibiti – affermano gli organizzatori – poiché oltretutto la nostra rassegna è stata organizzata in modo ineccepibile, con il patrocinio della Provincia di Roma, in collaborazione con LINK – Sindacato Universitario e il Coordinamento dei Collettivi». In risposta alla decisione del rettore, “Queer in action” ha organizzato una proiezione di protesta presso il porticato del servizio C.I.A.O. dell’università. A partire dalle 21 di ieri sera, infatti, l’associazione è riuscita a riunire un gruppo di manifestanti e a proiettare il film previsto per la serata, A dirty shame (2004) di John Waters. Tra gli altri film previsti dalla rassegna: A Soap (2006) di Pernille Fischer Christensen, L’amore e basta (2009) di Stefano Consiglio, Butterfly (2004) di Yan Yan Mak, Glue (2006) di Alexis Dos Santos e Iran trans – Cambiare sesso non è reato (2008) di Tanaz Eshaghian. Info: www.queerinaction.org (L.G.)

Comments are closed.