Il mare arriva a mezzanotte
Vertiginoso e debordante, l’epocale romanzo di Steve Erickson viene riproposto da Bompiani dopo dieci anni, e nulla sembra cambiato
di Massimiliano Pistonesi
m.pistonesi@gmail.com
Il mare arriva a mezzanotte di Steve Erickson viene ora riproposto dall’editore Bompiani (tascabili Bompiani) a dieci anni di distanza dalla sua prima pubblicazione in Italia e verrebbe da dire che questo sia quasi un romanzo epocale. Epocale perché marca un passaggio preciso: quello dell’umanità. Se il momento di rottura è l’arrivo del nuovo millennio, così come è raccontato dentro questo romanzo, allora Steve Erickson non è solo un visionario ma anche un profeta della vita che sa penetrare negli anfratti dell’esistenza.
Il mare arriva a mezzanotte è un romanzo vertiginoso e debordante, ci parla di un mondo alieno ma che, pagina dopo pagina, ci accorgiamo di come sia intimamente nostro, un mondo onirico e surreale, dove immaginazione e realtà si confondono, dove verità e realtà non corrispondono mai, dove il passato invade il presente e assedia il futuro. “Dopotutto un sogno è soltanto un ricordo del futuro” dice Kristin, la protagonista diciassettenne del racconto, a un suo cliente in un hotel della memoria, in una Tokyo fuori dal tempo, un bordello dove le ragazze commerciano in ricordi e non in sesso e dove Kristin è la più richiesta perché americana. Così Kristin comincia a narrare la sua storia.
Sfuggita all’ultimo istante al ruolo di duemillesima partecipante a un suicidio di massa alla mezzanotte dell’ultimo giorno del 1999, Kristin giunge dopo un viaggio picaresco a Los Angeles dove sola e affamata risponde a un annuncio sul giornale, un annuncio strano e disperato.
L’uomo dell’annuncio non verrà mai nominato, per Kristin è solo l’Occupante, così la ragazza si ritrova nella casa dell’uomo, sempre nuda e a sua disposizione. Da qui vede il mondo da dietro un vetro, la loro relazione non è solo un bisogno di possessione ma diventa anche amore vero. La notte le antenne paraboliche delle case vicine si tingono di nero come fossero marchiate, ma la casa dove Kristin è rinchiusa nasconde una stanza, la stanza dell’Apocalisse dove l’Occupante segna le date di tragedie che sembrano non avere senso, soprattutto per la storia. E così il corpo nudo di Kristin diventa il nuovo perimetro su cui queste date vengono segnate. Lei diventa la catalizzatrice delle decine di storie che cominciano a prendere vita e si passa dalla Parigi del sessantotto alla scena punk della New York dei fine anni settanta e poi indietro al Giappone del secondo dopoguerra. Storie che si impigliano nelle maglie del tempo divenendo simultanee e continue, ora sovrapponendosi, in un crescendo misterioso e frammentario dove a un certo punto (tema ricorrente in Erickson) inizia a farla da padrone il cinema.
Romanzo struggente e romantico, Il mare arriva a mezzanotte è fatto di sensazioni e speranze, carico del dolore di tutti coloro che cercando un momento di redenzione.
Sono passati dieci anni, e tutto sembra oggi, perché quel calendario dell’Apocalisse sembra essere senza fine, perché quante date gli si potrebbero aggiungere ancora, ancora e ancora, quante cose successe che sembrano non avere senso eppure toccano milioni di persone, quante?
Steve Erickson è un visionario e un irregolare, leggetevi il suo Zeroville e se non lo avete fatto correte a procurarvelo, speriamo solo che l’editore continui nella pubblicazione dei suoi romanzi ancora inediti qui da noi. Poi, lasciatemelo dire, Steve Erickson è uno di quegli scrittori che vorresti fosse tuo amico, da chiamare quando vuoi, magari solo per fare due chiacchiere e bere insieme un bicchiere.
Buona lettura.





