Saw VI

Il sesto capito della saga horror scioglie i misteri dei precedenti episodi e tende allo spettatore nuove diaboliche trappole
di Dafne Foderà
dafne.fodera@libero.it
L’Enigmista dice all’uomo: svegliati e scegli. E fallo subito, perché la tua vita dipende da questo. Il sangue e la carne sono quello che possiedi. Usali. Per salvarti. Durante le scene iniziali del sesto capitolo della saga è lo spettatore a chiedersi: «Che diavolo sta succedendo? Dove sono?». E si pone subito davanti a una scelta, a decidere cosa sacrificare.
Il gioco è ricominciato. Un gioco partito nel 2004, a opera di John, l’Enigmista (Tobin Bell), un malato terminale di cancro con uno scopo morale e un’abilità nell’ideare sanguinose macchinazioni di sopravvivenza, che hanno come protagonisti coloro che hanno smesso di apprezzare la vita.
La regia del sesto capitolo è stata affidata allo storico montatore della serie, Kevin Greutert. Un capitolo che cambia punto di vista, rispetto agli altri, mettendo al centro il percorso morale e personale di un nuovo personaggio, William (Peter Outerbridge), e costringendo lo spettatore a identificarsi con lui piuttosto che con le sue vittime. Vittima egli stesso, lui, però, può scegliere. Può decidere se vivere o morire, se far vivere o uccidere. Nel suo percorso di prove, incontra le trappole diaboliche dell’Enigmista, o meglio del suo erede, il detective Hoffman (Costas Mandylor). Giostre mortali, terribili corridoi, scale, chiavi nascoste in posti impossibili, gabbie. Il gioco è ricominciato. Il gioco dipende, adesso, da William.
«Arrivando per la prima volta dietro la macchina da presa – ha spiegato il regista – volevo assolutamente che Saw VI fosse il viaggio personale di un uomo e ho pensato che l’approccio migliore, per raggiungere questo obiettivo, fosse di inserire un nuovo personaggio nella serie. Amo tutti gli altri, ma ormai conosciamo bene le loro storie. Inoltre, arrivati a questo punto è difficile sorprendere il pubblico, che è preparatissimo. Io desideravo che la pellicola fosse un viaggio emotivo, in modo che gli spettatori fossero interessati a seguirla come una storia indipendente, piuttosto che chiedersi quale sarà la prossima trappola. Penso che Saw offra il meglio quando parla di una persona che affronta una serie di sfide nella sua vita».
In Saw VI trovano soluzione alcuni dei misteri in sospeso degli altri capitoli, la linea narrativa principale continua, ma l’attenzione è più sul gioco di William e di tutti coloro a lui legati. Coloro che devono decidere, abbassare o meno una leva, smettere di respirare, infliggere punizioni tremende, pur di salvarsi la vita. O salvarla a coloro che amano.
Vivere o morire. Una decisione che non è mai la stessa.


[...] a oggi), Prince of Persia (6°, con 6 milioni in 5 settimane); Robin Hood (7°, con 10 milioni) e Saw VI (8°, con quasi 2 [...]