Tata Matilda e il grande botto

La tata magica è tornata. Con le sue cinque lezioni, per riportare la fede e la bellezza. Perché chi è amato è sempre bello
di Dafne Foderà
dafne.fodera@libero.it
«Ora le spiegherò come lavoro. Quando avrà bisogno di me, ma non mi vorrà, io resterò. Quando mi vorrà, ma non avrà più bisogno di me, io me ne andrò». La tata con il bastone magico entra nella vita di una nuova famiglia. Per ricordare a una madre sola e ai suoi figli che bisogna continuare ad avere fiducia, anche quando tutto sembra perduto.
«Basta un poco di zucchero e la pillola va giù», cantava Julie Andrews in Mary Poppins. A differenza del personaggio di Pamela Lindon Travers, la protagonista del secondo film dedicato a Tata Matilda, diretto da Susanna White e ideato dalla stessa Emma Thompson, che ne interpreta il ruolo della protagonista, la tata dai poteri magici, quando arriva dai bambini, mette paura non solo a loro. Appare di notte, alla porta, come un’ombra dietro di essa, alla casa di chi ha bisogno di lei. Appare senza essere chiamata. Appare all’uscio della signora Green per aiutarla a continuare a credere.
La donna, rimasta sola per la partenza del marito in guerra, deve badare ai suoi tre figli, Norman, Megsie e Vincent, che litigano in continuazione, e deve fronteggiare un cognato insistente che vuole vendere la sua fattoria, la sua casa, il suo rifugio. Come se non bastasse, a turbare il loro equilibrio arrivano i due altezzosi nipoti londinesi, Celia e Cyril Gray. Inoltre, il guardiano del villaggio continua a spaventarla con discorsi su una bomba che potrebbe cadere su di loro.
Tata Matilda sa che è il momento di arrivare, per impartire le sue cinque lezioni, valori universali in cui spesso smettiamo di credere a causa delle circostanze. Una serie di disavventure e di magie metteranno i cinque ragazzi davanti alle loro responsabilità, portandoli a crescere e a scegliere. E, perché no, ad amare quella donna così strana, che diventa più bella a ogni lezione imparata. L’aspetto della tata, infatti, migliora ogni volta che comincia a ricevere attenzioni, secondo il proverbio norvegese per cui «chi è amato è sempre bello».
A proposito della scelta del contesto, Emma Thompson ha dichiarato: «Tata Matilda è senza tempo e senza età. Chi potrebbe mai dire quante famiglie abbia visitato e per quanto tempo? Quando decidemmo di farle fare un viaggio spazio-temporale, capii subito in che periodo avrei voluto collocarla: in un periodo di guerra. Volevo che la famiglia che l’avrebbe ospitata fosse composta da un padre impegnato al fronte e da una madre occupata a mandare avanti la famiglia. Nuovi problemi per i bambini. Nuovi problemi per i genitori e cinque nuove lezioni che Tata Matilda cerca di impartire ai ragazzini».
Quando il bene torna a trionfare, la tata può andare via. Ognuno ha imparato qualcosa. Il viaggio è finito. Si torna a casa. O a casa di qualcun altro.





