U23D

u2_3d_43La band irlandese capitanata da Bono Vox scopre il 3D e regala al pubblico un’esperienza visiva ed emotiva degna di un live in carne e ossa

di Raffaele Serinelli
raffaeleserinelli@hotmail.com

Il futuro è targato U2. La capacità della band di saper abbracciare le nuove tecnologie dando vita a forme espressive in grado di rinnovare costantemente l’arte che li ha resi celebri, la musica, apre ancora una volta nuove frontiere. Uno degli aspetti che più contraddistingue il gruppo irlandese è certamente la voglia, perpetuata negli anni, di sperimentare nuove sonorità, dal pop all’elettronica. Vantando più di 155 milioni di dischi venduti, con il maggior numero di Grammy Awards ricevuti, fin dal 1976, anno in cui la Band viene formata, il successo mondiale ha contribuito a renderli una delle realtà musicali che la rivista Rolling Stone ha posizionato al ventiduesimo posto della classifica di miglior gruppo della storia. Nel periodo in cui la capacità di saper sfruttare i vantaggi che la società intermediale ti offre/impone, sembra essere lo spartiacque tra coloro che “funzionano” e coloro che invece avranno vita breve in quanto fenomeno passeggero, Bono e i suoi ragazzi hanno sempre cavalcato l’onda del successo posizionandosi periodicamente nelle top 5 delle classifiche di tutto il mondo.

Evolutisi nel tempo, per il pubblico innamorato del loro Rock, la Band comincia un lento declino dopo il successo dell’album Achtung Baby del 1991 (con i successi One, Fly tra i più famosi), etichettato come simbolo del cambiamento radicale che la Band apporterà, negli anni a seguire, al loro modo di fare musica. Dopo svariati tentativi di commistione fra diverse musicalità più o meno riuscite a seconda del filone di pensiero, o più semplicemente al gusto personale, il gruppo nel 2000 con l’album All That You Can Leave Behind ritorna al rock che li aveva contraddistinti. U23D è il primo esperimento di Live-Action 3D Film. In realtà precedentemente la Disney, con Hannah Montana e i Jonas Brothers, aveva sperimentato il concerto in 3D, ma senza raggiungere le qualità espressive ed il livello di “immersione” che U23D sembra aver portato a questo nuovo modo di vivere il cinema, creando un vero e proprio genere emergente. Il pubblico si divide, tra gli amanti del cinema “classico” e coloro che invece credono in altre forme di spettacolarizzazione, la guerra è cominciata. Ciò che è sotto gli occhi di tutti rimane il fatto che ancora una volta la grande macchina delle illusioni tenta di ristabilire il dominio su tutti gli altri mezzi di comunicazione. Il cinema riaccende le polemiche che da sempre accompagnano l’evoluzione dell’arte dei Lumière, dall’introduzione del sonoro all’avvento del 3D, il paragone non sembra azzardato. La band irlandese introduce una nuova concezione di evento, che i fan più accaniti non possono assolutamente lasciarsi scappare. Nuova tecnologia, nuovi livelli di immersività, nuovo modo di intendere il cinema.

Abbandonando ogni preconcetto legato all’esperienza cinematografica classica, le sensazioni che si provano assumono livelli di altissimo profilo; sembra di essere realmente “dentro” il concerto. Paradossalmente potrebbe risultare un’esperienza più coinvolgente di una vera performance, data la situazione privilegiata che il cinema ci offre attraverso inquadrature sul palco e dal palco. Bono è lì, noi con lui insieme all’onda umana che ha invaso gli stadi del Tour in America Latina. Inizialmente perplesso sulla possibilità che le riprese avessero in qualche modo potuto intralciare la resa primaria delle performance del gruppo, il manager Paul McGuinness, si arrende alle spettacolari immagini che gli vengono proposte in anteprima. Bono, entusiasta all’idea che il concerto divenisse in questo modo accessibile a tutti coloro che non potessero permettersi il prezzo del biglietto, ci regala questa esperienza senza eguali. Numeri da capogiro, immagini perfettamente riunite ma provenienti da tutte le tappe del tour Vertigo (Messico, Brasile, Cile), sedici canzoni in scaletta e la bravura di un grande interprete come Bono, sono gli ingredienti di uno spettacolo unico che spesso provoca una voglia irrefrenabile di alzarsi sulla poltroncina del cinema e iniziare a cantare.

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