Una canzone per te

Una canzone per teAlla sua prima prova cinematografica Herbert Simone Paragnani propone un film per adolescenti fuori dagli schemi, tra hit musicali e buoni insegnamenti

di Elena Mandolini
mand.mae@libero.it

Davide è all’ultimo anno di liceo. La sua preoccupazione, però, non è superare la maturità a pieni voti, ma vincere col suo gruppo musicale Nais Nois il concorso per nuove band indetto da Mtv. Bello e desiderato, Davide maltratta la compagna Lisa, tradisce la fidanzata Silvia e non rispetta nemmeno i suoi più cari amici. Quando i suoi continui sbagli lo porteranno a perdere ogni cosa bella della sua vita, sarà un magico guru a ridargli la giusta spinta.

Una bella sorpresa. Il film di Herbert Simone Paragnani, qui al suo primo lungometraggio, potrebbe sorprendere anche lo spettatore più scettico. Non bisogna lasciarsi ingannare né dalla locandina, né dal titolo: Una canzone per te è una ventata di freschezza fra i film adolescenziali di stampo italiano. Si potrebbe cominciare descrivendo i luoghi del film: un liceo che sembra più un college americano, con palestre adibite a sale per concerti rock stile High School Band, oppure il locale underground stile British in cui suona e lavora Lisa. Così pure la regia che durante le esibizioni dei Nais Nois assume i connotati di un videoclip, oppure l’utilizzo di zoom e rallenti per enfatizzare lo stato d’animo di Davide. C’è anche un bel guizzo nella storia, così anche un bel colpo di scena, che per non rovinare la trama qui non verranno svelati, ma che contribuiscono a rendere il film una novità nel suo genere.

Il personaggio di Davide è il tipico ragazzo che deve compiere una scelta per poter crescere e migliorarsi; forse dipenderà dall’interpretazione di Emanuele Bosi, che ancora tanto ha da imparare, ma non riesce a restare impresso come dovrebbe un protagonista. I personaggi meglio descritti restano quelli femminili, ognuno caratterizzato da una propria peculiarità che potrà farle amare, odiare oppure, ahimé, farle restare indifferenti; c’è chi ama il tantra, chi sembra una bella persona ma poi deluderà le aspettative e chi si chiude in sé per non provare più dolore. Fra tutte le attrici primeggia Agnese Claisse. Da non sottovalutare neanche il personaggio del secchione Gino, interpretato dall’esordiente Guglielmo Scilla, che dà vita a una nostrana e divertente versione de La rivincita dei nerd; così anche i genitori di Davide che ricordano, in maniera più blanda, una versione invertita della coppia televisiva Dharma&Greg.
Una bella e ricca colonna sonora che comprende successi sempreverdi di grandi artisti come la Pfm, Cat Stevens e i Ramones, con in più la partecipazione di giovani talenti italiani quali L’Aura e i Lost, chiude il cerchio.

Il film lancia anche una perla di saggezza: il rispetto, la passione e l’onestà sono il giusto mezzo per raggiungere i propri obiettivi. Crescere non è mai stata cosa facile, specialmente se comporta un forte cambiamento caratteriale.

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