Tamara Drew
Fuori concorso a Cannes, Stephen Frears si conferma un grande direttore di attori con una commedia brillante e grottesca, ambientata nella campagna inglese
di Giacomo Visco Comandini
gviscocomandini@yahoo.it
Tra noiosi film d’autore e sbadigli a ripetizione, un premio il film lo vince come quello più divertente del festival. Il regista inglese, invitato Fuori Concorso, poi è l’unico grande maestro a non deludere le aspettative. Dopo il delizioso Piccoli affari sporchi del 2002, Frears ritorna a un film corale, non più nei sordidi bassifondi di Londra, ma nella placida e tranquilla campagna del Dorsey. La protagonista è Tamara, una ragazzona borderline: senza peli sulla lingua, giornalista ultra sexy con due gambe chilometriche, è definita “un’amazzone del XXI secolo”. Tamara fa ritorno al suo villaggio, ed qui che sconvolgerà la placida vita di un gruppo di scrittori, che cercano la loro ispirazione artistica in un’enorme casa.
Non sarà un capolavoro, ma Frears fa qui, ancora una volta, il suo “sporco lavoro”, con una black comedy agreste, tratta dalla graphic novel di Poisy Simmonds. Frizzante, colorato, “bigger than life”, Tamara Drewe funziona, trainato soprattutto dalla bravura e dalla “sexytudine” della protagonista Gemma Arterton (per lei il 2010 un anno fantastico tra Scontro fra titani, e Prince of Persia). Proprio come lei, Tamara Drewe è un frullato di vari elementi , tra riferimenti letterari alla Thomas Hardy, rock star tampinate da fan adolescenti, e scappatelle amorose di vari personaggi.
Segnatevelo.





