La nostra vita

La nostra vitaUna famiglia della periferia romana. Un Elio germanno ragazzo padre. Il ritratto dell’Italia contemporanea. Luchetti funziona

di Giacomo Visco Comandini
gviscocomandini@yahoo.it

Dimenticatevi le strutture a incastri altmaniane. Andatelo a vedere. In questo festival di Cannes le frecce del cinema italiano fanno nuovamente centro. Dopo il sorprendente Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, ecco La nostra vita di Daniele Luchetti, selezionato in concorso. Titolo evocativo come quello dell’ultimo Virzì, Luchetti si sofferma ancora su una famiglia. Non siamo nella Livorno toscanaccia, ma nella periferia romana, nei sobborghi vicino al Grande Raccordo Anulare, dentro i palazzoni costruiti accanto a Ikea. Il protagonista  è Elio Germano (interpretazione come al solito, immensa), operaio edile di trent’anni, ragazzo padre che si ritrova con tre figli a carico, dopo un lutto straziante. Un film che emoziona, in cui si piange, si ride. Un film che reinventa la geografia dell’Italia: se il bar e la piazza sono scomparsi, l’Italia del 2010 si dà appuntamento nei grandi centri commerciali di periferia, i “non luoghi” come li descriveva Marc Augè.

Il merito del regista è quellio di tratteggiare, senza cadere nella macchietta, un’Italia cinica e accecata dal denaro. Ecco allora che l’unico scoglio al quale aggrapparsi è la famiglia, non quella borghese metropolitana, ma quella caciarona e generona romana, quella dei pranzi domenicali a Ostia, quella che puzza di fritto di pesce. L’approccio di Luchetti è quasi documentaristico, alla Dardenne, camera a spalla, e un cast corale credibile. Su tutti il commissario Luca Zingaretti nei panni di uno spacciatore trucido sulla sedia a rotelle, e Raoul Bova in  quelli del fratello timido e riservato di Elio Germano. Un film che non dà giudizi ma ritrae l’altra Italia mai ritratta nei film, quella dei Multiplex, della playstation in salotto, e che campa anche di piccoli “strappi alle regole” per vivere. In fondo loro siamo tutti noi.

One Response to “ La nostra vita ”

  1. [...] male che Elio c’è. Origini molisane, classe 1980, il protagonista de La nostra vita di Daniele Luchetti, in smoking nero e perfetta dizione ci dedica il suo premio dalla costa [...]