Le quattro volte

Le quattro volteIn concorso alla Quinzaine des Realisateur, il film di Frammartino è una rivelazione. Un inno alla natura e alle tradizioni, con un linguaggio rivoluzionario

di Giacomo Visco Comandini
gviscocomandini@yahoo.it

Semplicemente straordinario. Il film di Michelangelo Frammartino è una rivelazione assoluta. Peccato che sia stato selezionato alla Quinzaine e non preso in un concorso ancora sonnacchioso e con poche idee. Il cinema di Frammartino, già regista de Il dono, vola alto. Raccontarne la sinossi sarebbe fargli un torto. Consigliamo di sedervi in poltrona (il film è in uscita in 25 copie il 28 maggio), e tuffarvi in un viaggio unico in un borgo calabrese, in cui tradizioni secolari si incastonano nello spettacolo della ciclicità della natura. Qui è rivoluzionato soprattutto il linguaggio cinematografico. Frammartino realizzando un film di fiction sotto la maschera del documentario. La scommessa vinta dal regista è soprattutto quella di annullare la dittatura dell’essere umano come protagonista di un film. La sua macchina da presa si sofferma allora su un cane che abbaia, un gruppo di capre che pascolano o addirittura un albero che viene issato da alcuni tagliaboschi.

Un inno agli elementi della natura ma soprattutto un omaggio alla Calabria, terra arcaica e ancestrale, ricca di straordinarie tradizioni. “Questa terra mi ha insegnato a relativizzare lo spazio dell’uomo, e girare il mio sguardo al fuori” afferma il regista. Con la forza del montaggio, del suono, Frammartino dà quindi vita a uno spettacolo indimenticabile. Un film prezioso. Andatelo a vedere.

One Response to “ Le quattro volte ”

  1. [...] festival di Cannes le frecce del cinema italiano fanno nuovamente centro. Dopo il sorprendente Le quattro volte di Michelangelo Frammartino, ecco La nostra vita di Daniele Luchetti, selezionato in concorso. [...]