La Papessa

La papessaDopo Agora, un’altra rivisitazione storica di un forte personaggio femminile. Una storia a metà tra realtà e leggenda tratta dal romanzo di Donna Woolfolk Cross

di Lorenzo Lamperti
lampe83@tiscali.it

Negli ultimi tempi al cinema abbondano le protagoniste femminili forti; si assiste sempre più spesso alla rivisitazione di eventi storici e alla riscoperta di personaggi femminili dimenticati, donne che hanno fatto la storia ma che sono state fino a ora tralasciate: ne è un esempio la filosofa Ipazia del film Agora, interpretata dal premio Oscar Rachel Weisz. Molte volte si provvede a rileggere le vicende di un’eroina già conosciuta, come è il caso dell’Elizabeth con Cate Blanchett. Talvolta i personaggi femminili rappresentati al cinema si trovano al confine tra realtà storica e mito, e hanno un’aura leggendaria. È questo il caso di Johanna, la protagonista del film La papessa di Sonke Wortmann.

Il film, prodotto dalla Constantin Film in collaborazione con la UFA, è tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice americana Donna Worfolk Cross e racconta un episodio leggendario riguardo all’unico papa donna che avrebbe governato la Chiesa cattolica dall’853 all’855 d.C. In realtà, la maggior parte degli storici sostiene che il papa donna sia una figura immaginaria, derivante da un mito nato molto probabilmente in età medievale ma il film, e il romanzo, partono da quegli elementi che potrebbero suffragare l’ipotesi che la papessa sia realmente esistita.

Wortmann si propone di raccontare tutta la vita della papessa, Johanna, sin dalla sua infanzia, realizzando un affresco storico piuttosto elaborato. Il personaggio è incarnato da tre diverse attrici che impersonano Johanna nelle diverse fasi della sua vita, a partire dalla difficile adolescenza, nella quale un padre violento e retrogrado le impedisce di frequentare la scuola cattolica nella cattedrale di Dorstadt, favorendo invece il fratello che ha molta meno predisposizione allo studio del greco e dei testi sacri. Johanna però non si arrende, fugge di casa e arriva a Dorstadt. Qui dovrà scontrarsi con le resistenze maschiliste dei prelati e di tutto l’ambiente sociale, ma troverà anche l’amore di Gerold, un generoso cavaliere che la accoglie nella sua casa. Via via in un cammino fatto di pericoli e scelte dolorose, Johanna arriva fino a Roma travestita da uomo, e qui dovrà decidere la sua strada tra fede e amore.

La papessa si inserisce in un contesto molto florido nel cinema e nella letteratura degli ultimi anni, quello appunto della rivisitazione storica mista allo svelamento del mito, filone inaugurato da Dan Brown e il suo bestseller Il codice da Vinci. Nel film di Wortmann, comunque non ci sono misteri o complotti, solo la storia di una ragazza prima e di una donna poi, che segue il suo destino e cerca di forzare le porte che le sono sbarrate davanti a causa dei tempi e delle resistenze sociali al vedere una donna emancipata e intellettualmente attiva. Manca la componente mistica, prevale quella storica, cosa che agli spettatori tedeschi, da sempre inclini al cinema storico, piace molto. Ma il film di Wortmann è privo non solo di pathos, elemento non sempre necessario al cinema, ma anche di empatia. Il personaggio di Johanna non è sviluppato a fondo; le sue azioni, così come la sua vocazione, non sono problematizzate: insomma, sembra di assistere alla traduzione in immagini di un libro di storia. L’ambientazione riuscita, grazie anche ai mezzi di produzione che sono di tutto rispetto, non riesce a salvare un’operazione che sa molto di film televisivo, nonostante le interpretazioni di attori internazionali come Ian Glen e John Goodman. Perlomeno, rispetto alle fiction italiane, non si assiste alla descrizione della vita già conosciuta di un personaggio celebre, ma a quella di una donna leggendaria. Ma il piattume è quasi lo stesso.

One Response to “ La Papessa ”

  1. [...] di Giovanna, la donna che nel nono secolo fu eletta papa nascondendo la propria identità di donna. La papessa è anche il romanzo che ha ispirato il recente film del regista tedesco Sönke Wortmann, [...]