Christine Cristina

Christine Cristina

Al suo debutto come regista, Stefania Sandrelli racconta la storia di una poetessa italiana vissuta in Francia nel Trecento e lo fa con garbo e intelligenza

di Stefania Pala
stefania.pala@gmail.com

A quanto pare negli ultimi tempi il cinema ama raccontare le eroine dimenticate, nascoste nelle pieghe della storia. Nelle sale infatti è tutto un proliferare di figure femminili “scomode”. Dopo la storia di Ipazia, filosofa greca trucidata dai cristiani integralisti nel V secolo, portata sugli schermi da Amenabar con il suo Agorà, sono in arrivo altri due film ispirati rispettivamente alla papessa Giovanna e a Cristina da Pizzano, poetessa italiana vissuta in Francia nel 1300, invisa ai dotti universitari di Parigi cui ebbe il coraggio di ribellarsi con le armi dell’intelletto nella celebre disputa sul Roman de la Rose, troppo misogino per i suoi gusti.

Candidata al David di Donatello per la sua interpretazione di La prima cosa bella di Virzì, Stefania Sandrelli con Christine Cristina, presentato in anteprima fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma, firma la sua prima opera da regista. «Quando ho letto per caso la storia di Cristina, la sua forza piena di femminilità e di grazia mi toccò il cuore e provai un senso di vicinanza con una donna così lontana che mi fece pensare subito quanto fosse necessario raccontare la sua conquista avventurosa e il suo desiderio di pace, di serenità, di dignità», spiega la Sandrelli. «E ora dedico il film a tutte le donne di ieri e di oggi. Cristina non si risparmia, la sua immensa forza propositiva e il suo coraggio sono doti tipicamente femminili diventate sempre più rare in un mondo che sembra tornare indietro nel tempo dove le donne sono considerate solo merce di scambio».

Nell’epoca degli scandali legati alle escort e dei documentari che fanno il giro del web invitando alla riflessione, come quello raccontato dalla Zanardo ne Il corpo delle donne, Stefania Sandrelli è riuscita a raccontare attraverso la figura esemplare di una femminista ante litteram, la prima donna a vivere grazie alla sua penna e al suo talento, una storia quanto mai attuale. Un film magari non perfetto ma molto garbato, intelligente e ben girato oltre che coraggioso. E che esce in sole 20 copie e, come ha confessato la regista, conta molto sul passaparola. Andatelo a vedere dunque e se vi piace passate parola.

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