Uomini si diventa

Michael Chabon racconta cosa significa essere uomo, nella triplice accezione di padre, marito e figlio, in un romanzo avvincente edito da Rizzoli
di Massimiliano Pistonesi
m.pistonesi@gmail.com
Michael Chabon appartiene a quell’ultima generazione di scrittori americani che hanno saputo rimescolare le carte dopo la sbornia minimalista degli anni Ottanta e che hanno spostato il confine del racconto in territori poco consueti per la letteratura mainstream. I vari Chabon, Lethem, Foster Wallace (che ci mancherà veramente), Steve Erickson, hanno saputo offrire visioni nuove ma che affondano le radici nella cultura pop, quindi cinema, fantascienza, fumetti e rock, rendendo tutto ciò vita quotidiana.
Michael Chabon ha una storia tutta sua, esordisce a ventiquattro anni con I misteri di Pittsburgh (presto sugli schermi) alla fine degli Ottanta, grande successo a cui fa seguito una fenomenale crisi nel tentativo di portare a termine il suo secondo romanzo, Fountain City, cinque anni per arrivare a niente, nel frattempo divorzia e si risposa e decide di raccontare quella fenomenale crisi che diventa un romanzo, Wonder Boy, da cui Hanson ha tratto un bel film con Michael Douglas e Tobey Maguire. Inizia per Chabon una liason con il cinema che ancora dura, fra alti e bassi. C’è lui dietro la storia di Spider-man 2, e c’è la sua mano nel prossimo kolossal in 3D della Pixar/Disney John Carter di Marte. E sempre la sua penna ha scritto la sceneggiatura per il remake in 3D (ormai non ne usciremo più) di Ventimila leghe sotto i mari. In più i fratelli Coen hanno comprato i diritti del suo ultimo romanzo Il sindacato dei poliziotti Yiddish.
Ma adesso abbiamo a che fare con il suo quasi romanzo Uomini si diventa (Rizzoli), una raccolta di impressioni e aneddoti sul significato di essere uomo, sia come figlio che come marito e padre. Il titolo originale sicuramente è più esplicativo dove quel Uomini è Manhood, mascolo, e il resto è For Amateurs, principianti. Non siamo di fronte a un manuale o a un prontuario per essere uomo nella vita ma davanti a una finestra aperta sulla vita e a tutto quello che c’è dietro alle cose che si fanno tutti i giorni nel bene o nel male. Così Chabon ripercorre la sua vita ricordando i suoi genitori, le prime esperienze amorose e con le droghe, il rapporto con la moglie e con i figli (per la cronaca ne ha quattro). Il bello di tutto questo è che Chabon non tira mai le somme, non si ferma a fare un bilancio che, come lui fa intendere bene, sarebbe comunque disastroso e poi non avrebbe senso perché la vita si muove sempre e per fortuna sempre avanti. Tra ricordi intimi e scene esilaranti (i figli che gli domandano degli spinelli e del sesso), la conoscenza dei suoi colleghi, le sue storie e tanti, tanti fumetti, Chabon ci avvolge in un fuoco d’artificio mirabolante e avvincente. Perché è difficile essere uomini ma anche donne, padri e madri senza parlare di quell’inferno che è l’adolescenza. Insomma la vita accade e accade adesso. Per chi poi volesse leggere qualcosa in più di Michael Chabon prendetevi Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, e poi ne riparleremo.
Buona lettura.

