Iron Man 2
Il cast è d’eccezione e i momenti di divertimento non mancano, ma il ritorno del supereroe della Marvel non è all’altezza delle aspettative
di Federico Capitoni
federico.capitoni@gmail.com
Iron Man 2 è una partita che finisce così: Usa 1 – Russia 0. Evidentemente c’è ancora un po’ di guerra fredda da raccontare, ma il clima si è surriscaldato parecchio. Dopo aver dichiarato al mondo di essere Iron Man, Tony Stark se la deve vedere con il suo stato di salute in peggioramento (dovuto al palladio del congegno che lo tiene in vita e che gli sta riducendo il corpo come un quadro antico) e un nemico geniale almeno quanto lui, proveniente dalla Russia, il quale vuole vendicare il padre (ex socio di Howard Stark, morto senza prendersi i meriti del suo lavoro). Lo schema è sempre lo stesso: il protagonista è un super eroe; a qualcuno piace (i “buoni”) a qualcun altro no (quindi categoria “cattivi”); uno di quelli appartenenti a quest’ultimo gruppo lo sfida ma poi soccombe. Il che funziona anche in questo caso, anche se tutta la preparazione, lenta, del piano del vendicatore (che poi deve essere il vero Iron Man visto che un’automobile si schianta su di lui schiacciandolo contro un muro e facendogli il solletico) si risolve in uno scontro finale con una capitolazione troppo rapida. Insomma si aspetta molto (quasi due ore) per vedere poco. Il divertimento comunque c’è; la storia invece un po’ meno, e per darle vigore non servono certo inserti sentimentali come il filmino di papà Stark o il bacio scambiato con la segretaria (che nel precedente film era chiaramente soltanto rimandato). Ma se è vero che questo episodio non è all’altezza del primo, è anche vero che il problema è limitato al piano narrativo, poiché gli attori sono tutti superbi: Robert Downey Jr. è l’unico cialtrone a cui daresti retta; Gwyneth Paltrow è – se possibile – una donna più desiderabile di quanto già fosse nel primo episodio; Scarlett Johansson riesce a essere incredibilmente imperscrutabile, mantenendo un’unica ed ermetica espressione per tutto il film; infine Mickey Rourke è la vera star, il cattivo per il quale necessariamente fare il tifo.






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