FEFF 2010 Diario di bordo: 27 Aprile

The MessageCina e Hong Kong sono le vere protagoniste della quinta giornata del Far East Film. Arrivano sullo schermo del Teatro Nuovo due pellicole sbanca botteghini: il dramma storico dalle venature gialle The Message e lo spettacolare kung fu movie vecchio stampo Gallants. Nella fascia mattutina da tenere d’occhio il dramma giovanile Bandage, l’ultima fatica di Kobayashi Takeshi, scritto e prodotto da uno degli esponenti della New Wave nipponica degli anni Novanta, Iwai Shunji

di Francesco Del Grosso
francescodelgrosso@yahoo.it

Siamo giunti a metà strada, al giro di boa di questa dodicesima edizione del Far East Film Fest. La quinta giornata regalerà al pubblico serale del Teatro Nuovo Giovanni da Udine due dei titoli più attesi, il dramma storico dalle venature gialle The Message (ore 20:00) e lo spettacolare kung fu movie vecchio stampo Gallants (ore 22:10). Capaci di strappare consensi e un notevole riscontro ai rispettivi box office nazionali, entrambi i film si caratterizzano per una messa in scena sontuosa, per script solidi e per la spettacolarità della resa stilistica. Il kolossal diretto dalla coppia formata dal taiwanese Chen Kuofu e dall’emergente Qunshu Gao, uno dei più costosi della storia della cinematografia cinese, si appoggia su un’intrigata storia di depistaggio e complotti vari ambientata all’epoca della seconda guerra mondiale, in un castello lussuosamente arredato percorso in lungo e in largo da sinistri agenti governativi che cercano di smascherare una spia della resistenza. Sulla scia di un cervellotico gioco a incastro alla Agatha Christie, la pellicola cinese riesce a tenere incollato alla poltrona lo spettatore fino all’epilogo chiarificatore come in una complicata e imprevedibile partita a scacchi. Gli amanti del kung fu movie vecchio stampo, nel quale la spettacolarità delle coreografie è un elemento imprescindibile, non possono perdere assolutamente il martial arts action direttoda Derek Kwok e Clement Cheng, Gallants, un vero e proprio omaggio alla tradizione del filone marziale hongkonghese del passato. Non mancheranno il solito humor e naturalmente una lunga sequela di combattimenti corpo a corpo dal forte impatto visivo, che daranno al pubblico una bella scarica di adrenalina.

Ma facciamo un salto temporale e torniamo alla mattinata del 27 aprile per presentare il resto del programma. Si parte alle 8:55 con il palinsesto del Cinema Visionario che in rapida successione propone un’altra delle pellicole più censurate della filmografia di Patrick Lung Kong, quel The Call Girls del 1972, nel quale il maestro hongkonghese confeziona una storia incentrata su alcune lavoratrici del sesso che vendono il proprio corpo attraverso tutti gli strati sociali. Sesso e implicazioni sentimentali sono al centro anche della pellicola d’esordio di Lung Kong dal titolo Prince of Broadcasters (ore 10:30), che già nel 1966 lo fece iscrivere nel libro nero della censura. Qui è alle prese con la storia di un aitante narratore radiofonico che da buon playboy conquista indistintamente studentesse e donne mature, fino a quando una donna riuscirà a fare breccia nel suo cuore. La mattinata del Teatro Nuovo, invece, parte con il pluri-premiato melodramma October Sonata (ore 8:55) di Somkiat Withuranij, sorta di mini compendio dei quindici anni chiave della storia thailandese che si intreccia abilmente con il vissuto privato di una donna. Un film intenso, esteticamente pregevole, che scivola sulle corde della passione e di accompagnamenti musicali avvolgenti. Segue alle 10:40 un film da tenere d’occhio, il dramma giovanile Bandage, l’ultima fatica di Kobayashi Takeshi, scritto e prodotto da uno degli esponenti della New Wave nipponica degli anni Novanta, Iwai Shunji. Si tratta di un viaggio nelle sonorità indie locali, vissuto attraverso gli occhi di una liceale alle prese con gioie e dolori dell’adolescenza.

Il programma pomeridiano promette bene grazie a una delle pellicole più interessanti della retrospettiva dedicata alla Shin-Toho, la commedia nera di Doi Michiyoshi, basata su un racconto di Fujiwara Shinji, dal titolo The Horizon Glitters (Teatro Nuovo ore 14:10). Uscito subito prima del tracollo della compagnia, il film narra di un’evasione che finisce male, che per stile innovativo e tecnica narrativa si distacca totalmente, come un corpo estraneo, da tutti gli altri lungometraggi della casa di produzione nipponica dell’epoca. Il pomeriggio si chiude con la proiezione di The Actresses (Teatro Nuovo ore 15:50), pellicola sudcoreana low budget diretta da E.J-Yong, nel quale il regista firma un affresco sul divismo nel mondo del cinema attraverso il ritratto di sei attrici, che per la prima volta decidono di mettere a nudo la loro vera esistenza.

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