FEFF 2010 Diario di bordo: 26 Aprile

HaeundaeQuarta giornata per il FEFF all’insegna dei disaster movie e del thriller di vecchia e nuova concezione. Tra gli appuntamenti del 26 aprile da non perdere assolutamente gli apocalittici Haeundae di Je-gyun Youn e il censuratissimo Yesterday Today Tomorrow di Patrick Lung Kong, ma soprattutto il thriller dalle atmosfere hitchcockiane Zero Focus di Isshin Inudo

di Francesco Del Grosso
francescodelgrosso@yahoo.it

Due visioni apocalittiche, così lontane per stile e periodo storico nel quale sono state concepite, ma accomunate dalla stesso devastante e tragico epilogo, aprono questa quarta giornata del Far East Film Fest. Purtroppo la concomitanza delle due proiezioni costringerà lo spettattore, desideroso più che mai di ricorrere al dono dell’obiquità, a dover a malincuore fare una dolorosa scelta tra il recentissimo disaster movie alla Roland Emmerich firmato dal sudcoreano Je-gyun Youn dal titolo Haeundae (Teatro Nuovo ore 8:55) e il censuratissimo Yesterday Today Tomorrow (Visionario ore 8:55) di Patrick Lung Kong, una delle pellicole più controverse della filmografia del maestro hongkonghese. Se nel blockbuster coreano i protagonisti se la dovranno vedere con una gigantesca onda anomala che mira dritta verso una delle più famose spiagge del Paese, nel film del 1970 un’intera città farà i conti con una letale epidemia causata da un’infestazione di ratti nei bassifondi, un morbo terribile che metterà in ginocchio il governo locale gettando la popolazione nel panico totale. La mattina del 26 aprile prosegue cambiando decisamente tono e registro; si passa infatti al minimalismo di Teddy Girls (Visionario ore 10:20), nel quale Lung Kong si confronta con un tema a lui caro, ossia quello della ribellione giovanile, attraverso la storia dell’adolescente arrabbiata Josephine Hsu, che dopo aver ingaggiato una furiosa rissa in una sala da ballo, finisce in tribunale dove le viene concessa l’opportunità di rimettersi in carreggiata trascorrendo un anno in riformatorio. La mattinata del Teatro Nuovo si chiude, invece, all’insegna della commedia demenziale made in Japan con Wig (ore 11:05) dell’apprezzato regista televisivo Tsukamoto Renpei. Tratta da una raccolta di saggi di Kobayashi Shinya, la pellicola ci porta alla scoperta delle ansie, delle paure e delle insicurezze di Moriyama, un impiegato sfigato alla quale viene concessa la chance della vita.

La fascia pomeridiana del Teatro Nuovo ha come comun denominatore il filone gangsteristico. Due le proposte in tal senso: il tentativo chiaro e lampante d’importare i modelli del filone a stelle e strisce da parte della cinematografia indonesiana con The Last Wolf (ore 14:10) del poliedrico regista e sceneggiatore Upi e il capolavoro firmato da Patrick Lung Kong, Story of A Discharged Prisoner (ore 16:40), dal quale John Woo ha partorito il suo A Better Tomorrow del 1986. Entrambi i film fanno della potenza dei rispettivi script a incastro e della bravura degli interpreti i punti di forza. Si tratta di autentiche ibridazioni che mettono lo spettatore al cospetto di repentini cambi di generi e registri, dal noir vecchio stampo al gangster alla Scorsese e alla De Palma, attraverso storie di tradimento e vendetta.

Con la commedia d’azione hongkonghese Little Big Soldier (ore 20:00) diretta da Sheng Ding e interpretata da un attempato ma ancora energico Jackie Chan e con il thriller dalle atmosfere hitchcockiane proveniente dal Sol Levante Zero Focus (ore 21:45) di Isshin Inudo, si chiude il programma della serata del Teatro Nuovo. Nel primo caso si tratta di un film in costume che teletrasporta il pubblico in sala nella Cina del periodo dei Regni Combattenti. Grande Soldato, interpretato proprio da Chan, combatte per il regno di Liang, ma è un codardo pragmatico che di solito in battaglia si finge morto, ma le cose sono destinate a cambiare. Tutt’altra storia, invece, per il thriller claustrofobico di Inudo, versione modernizzata dedll’ominimo racconto giallo del compianto scrittore Matsumoto Seicho, già portato sul grande schermo nel lontano 1961 da Nomura Yoshitaro.

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