FEFF 2010 Diario di bordo: 24 Aprile
Se con l’inaugurazione il Far East Film Fest ha solo scaldato i motori, nella seconda giornata la kermesse friulana schiaccia il pedale sull’acceleratore portando sugli schermi del Teatro Nuovo Giovanni da Udine e del Cinema Visionario ben dieci pellicole, suddivise tra competizione e retrospettive. Palinsesto, quello di sabato 24 aprile, all’insegna dell’azione e del romanticismo, con un pizzico di noir e thriller che non guasta mai
di Francesco Del Grosso
francescodelgrosso@yahoo.it
La fascia mattutina offre al pubblico del Festival un buongiorno con i fiocchi. Scende subito in campo il primo dei quindici titoli della retrospettiva dedicata alla celeberrima casa di produzione nipponica Shin-Toho. Il battesimo tocca al bellico Female Slave Ship (Visionario ore 8:55) di Yoshiki Onoda datato 1960, al quale seguono in successione il torbido noir del 1958 Flesh Pier (Visionario ore 10:30) di Teruo Ishii e il melodramma Death Row Woman (Visionario ore 11:55) di Nobuo Nakagawa. Tre pellicole diametralmente opposte per stile, concezione e genere, ma capaci di mettere in evidenza l’estrema versatilità e apertura creativa che hanno caratterizzato la storica “factory” del Sol Levante, almeno quanto quella a stelle e strisce griffata Roger Corman. Il primo titolo ci trascina nel nel 1945, quando la situazione bellica del Giappone era sì disperata, ma non del tutto priva di speranze. Il film di Onoda, classico War Movie di stampo hollywoodiano, tra un conflitto a fuoco e l’altro scava nella Storia per far emergere la piaga del commercio sessuale dell’epoca. Donne e rivendicazione dei propri diritti al centro anche del film di Nobuo Nakagawa, che attraverso una mescolanza imprevedibile di generi (giallo, dramma e azione), regala allo spettatore una buona dose di emozioni. Suspense e morbosa ossesione sono, invece, la linfa vitale che anima il noir del 1958, realizzato con uno stile quasi documentaristico di puro pedinamento.
Non è da meno la mattinata del Teatro Nuovo con Hot Summer Days (ore 8:55) e Whet (Teatro Nuovo ore 10:40). Da Hong Kong arriva una piacevole teen-comedy diretta dal duo formato da Tony Chan e Wing Shya, un film corale sulle disavventure amorose di un gruppo di estranei destinati a incrociare i loro cuori in una caldissima estate come tante. Monumentale ed epico, Whet, wuxia pian che segna il ritorno dietro la macchina da presa dopo una lunga assenza di He Ping, mostra la fuga disperata di sue disertori sullo sfondo della battaglia di Changping (260 a.C.), che si svolse durante il cruento periodo degli Stati Combattenti e nella quale 500.000 soldati dell’esercito dello Stato di Zhao furono uccisi dall’esercito dei Qin, che avrebbe poi unificato tutta la Cina.
La fascia pomeridiana presenta due film targati Filippine e Taiwan: la commedia raffinata Kimmy Dora (ore 14:15) e il gangster giovanilistico incentrato sulla bande malavitose taiwanesi firmato da Doze Niu dal titolo Monga (Teatro Nuovo ore 16:10). Con la sua ultima fatica, il regista filippino Joyce Bernal dimostra ancora una volta di saperci fare con le commedie romantiche. Senza scivolare nella melassa e nel clichè, Bernal narra le vicende sentimentali di due sorelle gemelle che più diverse di così si muore. Bullismo e affari sporchi per un ritratto desolante e marcio della Taiwan degli anni Ottanta, invece, per il film di Doze Niu.
Un frullato di emozioni nella serata del Teatro Nuovo che in una carrellata di immagini e suoni ci porta in rapida successione dall’action-thriller giapponese Golden Slumber (ore 20:00) di Nakamura Yoshihiro al poliziesco ad alta tensione made in Hong Kong di Dante Lam Fire of Conscience (ore 22:25), per chiudere in tarda nottata con la divertente action-comedy One Night In The Supermarket (ore 00:25) del regista cinese Qing Yang. Serata al vetriolo tra una pallottola e una fuga spericolata grazie a questi tre titoli, che hanno nella spettacolarità delle coreografie e non solo le carte vincenti. Nakamura Yoshihiro ci trascina in un’autentica caccia all’uomo senza esclusione di colpi, Lam confeziona un buddy movie pirotecnico ed esplosivo, mentre Qing Yang tra una gag e l’altra non disdegna qualche riuscita sequenza d’azione.





