Agora

AgoraIl kolossal di Amenábar riporta in vita la figura dell’astronoma illuminata Ipazia e punta il dito contro la violenta ascesa della cristianità nel IV secolo d.C.

di Marcello Giacalone
marcello.giacalone@gmail.com

Vincitore di sette premi Goya, il film Agora del regista e sceneggiatore Alejandro Amenábar (The Others, Il mare dentro), presentato Fuori concorso a Cannes nel 2009, arriva anche nelle sale italiane, preceduto dalle polemiche sul ritardo dell’uscita in Italia che aveva fatto scattare l’allarme censura.

Quarto secolo dopo Cristo, Alessandria d’Egitto prende prepotentemente coscienza del fenomeno cristianesimo sotto l’impero romano. Il vortice di intolleranza e violenza con cui i cristiani stanno uscendo alla luce del sole travolge equilibri politici e la ancora esistente cultura secolare figlia dei filosofi greci.
L’astronoma, matematica e filosofa Ipazia (Rachel Weisz) vive in prima persona  questa turbolenta fase di transizione storica. Figlia dell’ultimo responsabile della leggendaria biblioteca di Alessandria, dedica la sua intera esistenza alla ricerca della verità, avvalendosi come unico strumento di ricerca del faro della ragione. Prima gli scontri tra cristiani e pagani, poi quelli con gli ebrei, arrivano fino alla biblioteca, fulcro della cultura e della memoria dei grandi pensatori del passato. La brillante astronoma oltre ad aver mostrato ai suoi discepoli come gira il cielo e aver inculcato il seme del dubbio, ha insegnato loro a sentirsi fratelli nelle loro differenze. Ora, intrappolati nelle mura della biblioteca, combattono ad armi impari per salvare ciò che resta della cultura del mondo antico. All’interno di questo scontro, più grande dei singoli, più grande della forza di volontà, che poco può contro la marea crescente e inesorabile della cecità umana, c’è ancora spazio per quello che sono i sentimenti semplici e imperituri dell’animo umano. C’è quindi posto per l’amore nascosto e impossibile di Devo (Max Minghella), schiavo di Ipazia, nei confronti della sua padrona e per quello acerbo ed arrogante del rampollo Oreste (Oscar Isaac) per l’affascinante maestra. La passione per la ricerca, la fermezza e l’incorruttibilità dello spirito di Ipazia sono più forti di ogni gesto che potrebbe minare la sua libertà, da ogni punto di vista. E libera resterà fino alla fine.

Nel lavoro di ricostruzione storica Amenábar si è avvalso dell’apporto di numerosi studiosi per restare fedele (ove possibile, vista la scarsità di documenti su Ipazia) agli eventi storici e alla figura dell’astronoma. Le lacune storiche sono state infatti colmate con riferimenti alle teorie di Keplero sulle orbite planetarie. Nonostante l’attenzione alla realtà dei fatti, tuttavia, il risultato finale non si distacca dai cliché epici tipici dei kolossal hollywoodiani. Ed è un peccato, visto che non capita tutti i giorni che il cinema affronti certi temi anticlericali che potrebbero risultare “scomodi”. I personaggi messi in scena risultano così stereotipati e l’indagine psicologica che li dovrebbe far distaccare dalla massa che li circonda è soffocata dalle insistenti e manieristiche scene di scontri, già viste in Braveheart o Il gladiatore. Il risultato tecnico è comunque notevole, i 50 milioni di euro spesi per le riprese sul set di Malta sono evidenti fino all’ultimo centesimo. Indipendentemente dalle scelte commerciali di forma, il merito di Amenábar resta nell’aver portato sul grande schermo la vita di una figura eccezionale, sconosciuta ai più, simbolo fragile ma estremamente forte di una tolleranza e ragione illuminata di cui avremmo sicuramente bisogno anche a 1600 anni di distanza.

3 Responses to “ Agora ”

  1. [...] commedia italiana, dal titolo furbo e gli attori di sicuro richiamo (Volo, Littizzetto) e Agorà proposto come il film della polemica alla Chiesa e al cristianesimo, entrambi sono in realtà una [...]

  2. [...] trucidata dai cristiani integralisti nel V secolo, portata sugli schermi da Amenabar con il suo Agorà, sono in arrivo altri due film ispirati rispettivamente alla papessa Giovanna e a Cristina da [...]

  3. [...] la storia ma che sono state fino a ora tralasciate: ne è un esempio la filosofa Ipazia del film Agora, interpretata dal premio Oscar Rachel Weisz. Molte volte si provvede a rileggere le vicende di [...]