La première étoile
Lucien Jean-Baptiste dirige una commedia per famiglie, affrontando i temi dell’integrazione razziale e del riscatto personale con intelligenza e ironia
di Elena Mandolini
mand.mae@libero.it
Gran Premio della giuria e Premio del pubblico al Festival International du Film de Comédie de L’Alpe d’Huez e Nomination al César 2010 come Miglior opera prima. Basterebbe solo questa presentazione per far capire quanto sia ben orchestrato, e quanto sia piacevole, il film La première étoile di Lucien Jean-Baptiste.
Jean Gabriel, di origine antillana, è sposato con la bianca Suzy con la quale ha avuto tre figli. Pur essendo ormai un uomo adulto, ancora insegue i suoi sogni a discapito della serenità economica e psicologica della sua famiglia. Infatti, è Suzy a portare tutto il peso sulle sue spalle e, pur amandolo, decide di prendersi una pausa di riflessione dal marito. Jean, pur di dimostrare che è in grado di prendersi cura della sua famiglia e che mantiene sempre le sue promesse, porterà i suoi figli e la cattolica madre sulla neve. I guai iniziano prima ancora della partenza.
Si sorride e si ride in un film per famiglie che regala novanta minuti di serenità, pur sfiorando una tematica impegnativa come il razzismo. E lo fa con uno stratagemma geniale: tramite lo sport. Sciare diventa un valore culturale per i soli bianchi, uno status symbol proibito ai neri; appena arrivati in montagna, vengono guardati con circospezione, derisi a volte per il modo goffo di sciare o allontanati da altri turisti. Nessuno pensa a loro come villeggianti, ma come addetti ai lavori. L’unico a rendersi veramente conto di ciò che accade è Yann, il figlio maggiore, che in più di un’occasione diventa la coscienza parlante del padre.
Una storia di crescita personale e riscatto familiare senza rappresentare eccessivi drammi, dove un padre deve dimostrare che maturare significa abbandonare i propri sogni, per non deludere moglie e figli. Ogni componente della famiglia affronterà la sua sfida personale per tentare di conquistare la propria “première étoile”. Il tutto contornato dalla strampalata e saggia nonna Bonne Maman, sempre pronta a bacchettare o consigliare a seconda dell’occorrenza; decisamente un personaggio che non si scorda facilmente, grazie anche all’ottima interpretazione dell’attrice Firmine Richard.
La bellezza del film è nella sua capacità di far riflettere con una sana risata e senza volgarità. Meglio di così…





