La valigia sul letto

La valigia sul lettoTratto da una pièce teatrale, il film di Tartaglia mette in scena le contraddizioni di Napoli, tra camorristi pentiti e poveri diavoli alla ricerca di una svolta

di Stefano Papalia
stevenpap@hotmail.it

La nuova coppia di cinema e teatro, ma anche della vita, quella tra Eduardo Tartaglia e Veronica Mazza, dà vita al terzo lungometraggio: La valigia sul letto, dall’omonima commedia teatrale.
Il lavoro di trasposizione da teatro a cinema non è perfettamente riuscito. Sembra di assistere a una commedia teatrale, con i tempi e i ritmi del teatro, con una differenza sostanziale e cioè che gli attori non sono lì di fronte in carne e ossa, ma stanno proiettati su uno schermo. Anche se il film non entusiasma, la storia è molto piacevole e il regista è capace di trattare con allegria qualcosa che non ha nulla di allegro, e a questa sua capacità va dato senz’altro merito.
Sullo sfondo della storia c’è l’essenza stessa di Napoli e c’è tutta la sua “napoletanità”. I desideri, le speranze e le contraddizioni tipiche di una città bellissima e torturata. È una storia moderna, dei giorni nostri. Se si vuole andare oltre le risate, si riesce a scorgere una sensazione di disagio, di paura e di povertà. La Camorra non manca, sta ferma sulle sponde delle scene, fa quello che fa sempre e in fondo gestisce tutto quanto. La brava gente non ha alcun potere e se dice qualcosa che non dovrebbe mai dire, davanti a chi non dovrebbe mai ascoltare, ecco che la vita diventa una “schifezza”. È quello che accade ai due protagonisti Achille e Brigida, una coppia ben collaudata, ma non ancora sposata che in breve tempo si ritrova a vivere sotto terra, nei cantieri della nuova metropolitana. E poi c’è una piccola lettera “acca” che divide il cognome di Achille da quello di Antimo, un boss della Camorra, latitante da 25 anni pentitosi per non essere ammazzato. Così Achille inventa un piano quasi perfetto per sfuggire da quella città che non lo vuole più, da tutti i problemi che lo hanno sempre afflitto e poter iniziare tutto da capo, con la sua amata Brigida accanto. Ad aiutare i malcapitati e il boss pentito c’è l’ispettore di polizia interpretato da Maurizio Casagrande, dal cuore tenero e pieno di problemi con la moglie, poiché la trascura di continuo per il lavoro. Per arricchire ancor di più la storia c’è un’Alena Seredova in versione killer spietato… o quasi! e un Ernesto Mahieux amico del boss, ma neanche troppo!
«Prima di diventare un film La valigia sul letto è stato uno spettacolo teatrale che ha riscosso un buon successo, soprattutto nella zona partenopea, dal momento che i testi sono in napoletano, anche se si tratta di un napoletano esportabile – dice Tartaglia in conferenza stampa – soltanto alcune piccole battute esulano totalmente dall’italiano e sono quindi oscure, ma per il resto i dialoghi sono facilmente comprensibili. È difficile portare una commedia teatrale all’interno di uno schermo cinematografico – continua – ma credo che stavolta il lavoro sia pienamente riuscito». Poi ringrazia Medusa per averlo sostenuto e per aver creduto in lui e ringrazia gli attori su cui ha potuto contare per i ruoli principali come Biagio Izzo (il boss pentito), Maurizio Casagrande (l’ispettore), Alena Seredova (il killer) e Ernesto Mahieux (il braccio destro del boss).
Per quanto riguarda l’uscita in sala, per il settanta per cento il film verrà distribuito nelle sale del centro sud, le copie restanti arriveranno al nord.

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