Dal futuro alle foreste in 3D

Christopher Lloyd in Il richiamo della forestaLe sue passioni sono la natura e i viaggi nel tempo: protagonista del film di Richard Gabai ispirato al romanzo di Jack London, Christopher Lloyd si racconta a Filmaker’s

di Barbara Zorzoli
barbara.zorzoli@inwind.it

È un segno del destino; mentre sto scrivendo l’intervista, alla tv trasmettono il primo dei tre film della trilogia Ritorno al futuro. Sorrido quando sento Lloyd esclamare con quel suo tono unico: «Great Scott!» (in italiano reso con «Grande Giove!»). Non sarà giornalisticamente corretto ma devo dirlo: lo adoro! Sarà per il viso simpatico, la voce profonda o il curriculum zeppo di personaggi a dir poco strambi, come appunto il mitico Dottor Emmett Brown, l’autista ex-hippy Jim Ignatowski nella sitcom Taxi, il terrificante giudice Morton di Chi ha incastrato Roger Rabbit?, oppure lo zio Fester de La famiglia Addams… comunque sia Christopher Lloyd (71 anni) è un attore di talento, che ha sapientemente alternato il cinema a una florida carriera teatrale (ha preso parte a più di 200 pièce). Grande trasformista, Chris ha almeno due passioni in comune con questi suoi personaggi. Volete sapere quali? Come “Doc” ama l’idea andare a spasso nel tempo e soprattutto, come il suo nuovo personaggio in Il richiamo della foresta 3D di Richard Gabai (il primo film tutto live action in 3D, privo di effetti speciali o immagini create al computer), ama il Montana e la natura, ma sa che è bene averne rispetto. Lloyd, infatti, interpreta Bill, un nonno che vive sulle montagne innevate del Montana, a cui viene affidata la nipote Ryann (Ariel Gade) che vorrà tenere con sé un Husky incrociato con un lupo selvatico, nonostante gli avvertimenti sulla sua natura selvatica da lui elargiti ogni sera, attraverso la lettura del libro di Jack London Il richiamo della foresta (a cui si ispira la pellicola).
Chris ho letto che hai una casa nel Montana come il tuo personaggio. Significa che, come lui, ami la natura e le montagne?
«Sì avevo una casa, ma anni fa. Il Montana comunque è un luogo fantastico, ci si sente davvero in contatto con la natura. Ci sono splendidi panorami, foreste, laghi, la vita lì è tranquilla e la gente genuina».
Sei mai stato “spaventato” dalla natura?
«Mi è capitato di perdermi durante delle camminate in montagna e di non sapere più dove andare, ma poi per fortuna ne sono sempre uscito salvo. La natura va rispettata e, come sa il mio personaggio, adeguatamente temuta. Ma c’è qualcosa di magico in lei, la pace, la tranquillità, tutto si compie senza nessuno sforzo… in generale mi sento al sicuro nella natura, avvolto da una pace difficile da trovare altrove».
Che tipo di uomo è il tuo personaggio?
«È un uomo, vedovo da poco, che vive isolato sulle montagne, in un casa senza tv, internet e altro. La sua è una scelta radicale per vivere davvero in simbiosi con i ritmi della natura».
Hai letto il libro di Jack London?
«Sì, è una storia meravigliosa, non si parla solo di un cane, Buck, ma dell’essere umano in quanto tale e di tutto il complesso di emozioni umane».
Sono curiosa di sapere se hai dei nipoti a cui racconti o leggi delle storie come questa.
«No, non ho nipoti, ma ho un figlioccio, l’ho visto crescere ed è stato un processo davvero meraviglioso… e questo mi ha aiutato a comprendere il rapporto nonno-nipote del film».
Hai un ricordo particolare o un aneddoto dal set da raccontarmi?
«Abbiamo girato a Lincoln, un piccolo villaggio, e tutti si sono messi a diposizione della troupe tanto che il film è diventato è diventato un po’ di tutti una sorta di progetto della comunità!».
Per finire devi togliermi un’altra curiosità: come Dr. Emmett Brown anzi, “Doc”, di Ritorno al futuro, hai fatto sognare mezzo mondo con l’invenzione macchina del tempo. Ma tu, hai mai sognato di viaggiare nel tempo?
«Certo, andrei ovunque, specialmente nel passato, ad esempio in Gran Bretagna all’epoca dei primi celti nel 3000 A.C. per vedere con i miei occhi come è stata messa su Stonehenge! Ma anche i primi anni della comparsa dell’uomo sarebbero un viaggio affascinate…».
E il futuro?
«…stiamo facendo progressi straordinari in ogni campo, la tecnologia avanza senza sosta, per cui sì, non sarebbe male vedere come sarà il mondo tra cento anni!».

Comments are closed.