Amabili resti

Amabili_restiDall’oltre-mondo kitsch al dramma familiare via thriller: il nuovo e insolito Peter Jackson dall’omonimo best-seller di Alice Sebold

di Vincenzo Ianni
vincenzoianni@yahoo.it

Arriva finalmente in sala anche in Italia, dopo l’ennesimo rinvio, l’attesissimo nuovo film di Peter Jackson: forse “attesissimo” è un po’ troppo, anche perché la lunga e paziente attesa (negli USA il film è nelle sale dall’11 dicembre 2009) non è caratteristica essenziale dei fan accaniti del neozelandese, i quali, benché abituati ai ritmi della faraonica trilogia de Il signore degli anelli, non avranno esitato o avuto troppi problemi a procurarsi una copia, per così dire, “in anteprima”…
Il cuore del film è Susie Salmon (Saoirse Ronan, nominata agli Oscar), la quattordicenne protagonista dell’omonimo best seller di Alice Sebold (edizioni e/o). Susie viene brutalmente assassinata mentre torna a casa dalla scuola in un pomeriggio di dicembre del 1973. Dopo la morte si ritrova sospesa in un mondo onirico, personale, che cambia in funzione di ciò che accade nel mondo che Susie ha lasciato. Susie continua a vegliare sul padre (Mark Wahlberg ) e su tutta la sua famiglia, sospesa tra la sete di vendetta sul suo assassino ancora a piede libero e il desiderio di attenuare la sofferenza indicibile dei suoi cari, come la propria per tutto ciò che non ha potuto fare e tutto ciò che non farà mai più: un bacio mai dato, un compagno di scuola lasciato ad aspettare nel luogo dell’appuntamento che non ci sarà.

Sembra tutto sommato vinta la sfida di adattare per il grande schermo un romanzo poco “cinematografico” e complesso, attraverso i generi (il thriller – perché dopo tutto si tratta proprio di un questo, un “thriller emotivo”, come dice Jackson –  il   dramma “familiare” e intimo)  e la volontà di rappresentare la vita oltre la vita in maniera da prescindere da triti tòpoi di derivazione religiosa in senso lato, cosa su cui è facile inciampare, se non precipitare, trattando argomenti come questi. Appaiono vagamente artificiosi (ma come potrebbero non esserlo?) i passaggi dall’oltre-mondo kitsch tutto effetti digitali al mondo reale del padre, della madre (Rachel Weisz che intepreta un personaggio lasciato – peccato – appena in superficie) e della sorella di Susie, un mondo che sembra tendere ad aggrovigliare gli eventi in modo tale da lasciare impuniti orribili gesti come quello compiuto dal “normalissimo” mostro, il nostro vicino di casa.

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