Nine

NineRob Marshall porta sullo schermo il musical di Broadway ispirato a di Fellini e mette in scena in un surreale circo musicale il tormento e l’estasi del processo creativo

di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com

Il regista Rob Marshall ci tiene subito a precisarlo: «Nine non è il remake di di Fellini, non può esistere il remake di un capolavoro: il film è tratto piuttosto dal musical di Broadway liberamente ispirato all’opera di Fellini». Arriva così in Italia, con un cast d’eccezione e il suo carrozzone di lustrini e pailettes, Nine, un omaggio al grande regista italiano e all’age d’or del cinema nostrano, condito da un trionfo lussureggiante di musiche appassionate, balletti femminili all’insegna della sensualità e ricostruzioni superpatinate – e un po’ stereotipate – di un’epoca che fu.

1964, siamo negli Studios di Cinecittà. Guido Contini (Daniel Day-Lewis), acclamato regista di fama mondiale è alle prese con la produzione del suo attesissimo nono film, Italia, di cui critici e pubblico aspettano ansiosi qualche rivelazione. Ma Guido schiva la curiosità dei cronisti in conferenza stampa e le pressanti richieste della fidata costumista (Judi Dench), del produttore (Ricky Tognazzi) e della sua attrice principale nonché musa ispiratrice Carla Jenssen (Nicole Kidman), che insistono per avere quantomeno il copione. Peccato che il copione non esista neanche nella mente del regista: Guido è in preda alla più profonda crisi creativa mai attraversata, e nella dolorosa ricerca d’ispirazione che tormenta il suo spirito non può fare a meno di trasfigurare in forma di musical la realtà che lo circonda. È così che Carla (Penélope Cruz), la sua focosa amante, si traforma nella regina dei suoi strip tease più bollenti, mentre Luisa (Marion Cotillard), moglie devota e fedele, canta le ferite del suo amore tradito in una performance accorata e struggente. Anche la madre di Guido (Sophia Loren) apparirà nella sua mente visionaria per portare in scena le sue memorie di bambino, mentre la giornalista di Vogue Stephanie (Kate Hudson) tenterà di sedurlo in coreografie scatenate e Saraghina (Stacy Ferguson), al ritmo sfrenato dei tamburelli, lo riporterà ai suoi primi turbamenti amorosi di bambino. È in questo circo impazzito di donne bellissime, sublimato in una folgorante composizione di danza e musica, che Guido dovrà confrontarsi con i suoi demoni e trovare il coraggio di gridare: «Azione!».

Nei panni che furono di Marcello Mastroianni, Daniel Day-Lewis si muove con abile maestria, portando in scena il tormento e l’estasi di un grande artista e seduttore. Al suo fianco una rosa di attrici d’eccezione, ognuna incarnazione di una idea di femminilità. Per entrare nel suo personaggio di moglie devota e afflitta, Marion Cotillard dichiara di essersi ispirata alla figura di Giulietta Masina e al documentario su Apocalypse Now girato dalla moglie di Francis Ford Coppola, altro esempio di donna straordinariamente presente a fianco – o all’ombra – di un marito intrappolato in un incessante processo creativo.
Anche Penélope Cruz rivela di essersi ispirata direttamente al personaggio felliniano: «oltre all’interpretazione di Sandra Milo in mi sono servite tantissimo le ore di interviste concesse dalla stessa Milo, in cui ha spiegato nei dettagli il suo amore per Fellini».
Accanto alle grandi star internazionali, compaiono in piccole parti anche i nostri Valerio Mastandrea (nei panni del receptionist di un grande hotel), Martina Stella (l’attricetta rampante), Remo Remotti (il cardinale), Roberto Citran (il medico), Monica Scattini (la direttrice di una pensione), Elio Germano (l’assistente alla regia).
Prese le dovute distanze dalla dolce vita felliniana (giocare sui paragoni è inutile e inopportuno) e dal tripudio di stereotipi con cui gli americani sognano il Bel Paese, Nine è un musical in grande stile da godersi con leggerezza e senza porsi troppe domande, cercando di non lasciarsi condizionare da sterili intellettualismi. Preso con il giusto spirito, il film è un godibile sfoggio di grandeur, da cui sarà difficile non lasciarsi travolgere: riuscirete a resistere alla tentazione di salire sulle poltroncine improvvisando un can can sulle note di Be Italian?

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