Oltre i Festival: gli operatori a confronto

All’ultima edizione del Torino Film Festival, tavola rotonda con produttori, distributori e finanziatori per la creazione di un network di sostegno alle nuove cinematografie
di Laura Giacalone
laura.giacalone@gmail.com
Da “vetrina” a “laboratorio permanente”: questa la transizione che i festival sono chiamati oggi a compiere per rispondere ai mutamenti che hanno cambiato il profilo della cinematografia internazionale degli ultimi dieci anni. E in questo processo di trasformazione il Torino Film Festival è sicuramente all’avanguardia, date le numerose iniziative che ne hanno da sempre accompagnato l’attività, godendo peraltro di un forte radicamento sul territorio e di un considerevole prestigio internazionale: dalle Giornate Europee dell’Audiovisivo agli Script&Pitch Workshop, co-finanziati dal Programma Media della UE, al progetto Work in Progress dell’Alba International Film Festival. Alla creazione di un laboratorio permanente che affianchi i lavori del TFF è dedicato il convegno “Oltre i Festival. Strategie per lo sviluppo del nuovo cinema”. Alla tavola rotonda partecipano i principali operatori del settore: produttori, distributori e finanziatori.
Un’occasione importante per distogliere finalmente lo sguardo dalle passerelle e dare il via a un “sistema cinema” sempre più solido e innovativo.
Come ha commentato Riccardo Tozzi, presidente di Cattleya, «I festival sono i luoghi più adatti per far nascere e crescere progetti così, per lavorare sul nuovo, su quello che ancora non c’è». Il presidente di Cinecittà Holding Alessandro Battisti ha invece sottolineato che «bisogna evitare il rischio della eccessiva regionalizzazione, che potrebbe portare alla frammentazione della produzione culturale. Il nostro compito non è, comunque, quello di mortificare le iniziative regionali, quanto di coordinarle».
Ad auspicare la creazione di un network stabile di sostegno alle nuove cinematografie è il dg Cinema Gaetano Blandini: «Si può lavorare a un contenitore con regole flessibili, che sostenga giovani registi e produttori, ma non necessariamente solo le opere prime e seconde».





