Sherlock Holmes
Ritchie riporta in auge uno dei classici della letteratura mondiale, condendolo con scazzottate alla Fight Club, fughe alla Indiana Jones e scene adrenaliniche alla 007
di Elena Mandolini
Il geniale investigatore privato Sherlock Holmes ed il suo fidato amico, il Dottor Watson, hanno appena arrestato lo spietato killer Lord Blackwood. Dedito alle arti oscure, l’assassino viene condannato a morte; poco prima dell’esecuzione promette di ritornare dall’oltretomba per vendicarsi. Quando effettivamente sembra essere risorto dalla morte, toccherà ancora una volta a Holmes fermare l’assassino. Per complicare ancora di più la vita dell’investigatore, entrerà in scena anche la sua ex fiamma Irene Adler. Un po’ gotico, un po’ horror con un pizzico d’ironia. Il regista Guy Ritchie tenta di riportare in auge uno dei personaggi più classici della letteratura mondiale: Sherlock Holmes. La giusta chiave di lettura del film sarebbe annullare ogni conoscenza regressa sull’investigatore per meglio apprezzarne ogni sfumatura. Il regista compie un lavoro di svecchiamento così potente da togliere a Holmes l’icona stessa del suo personaggio, ossia il cappello, dandogli in cambio una scapigliatura degna di un folle; mentre Watson perde diversi chili di troppo sostituiti da prestanza fisica ed agilità. In compenso sono state aggiunte scazzottate alla Fight Club, fughe che ricalcano quelle di Indiana Jones e scene adrenaliniche degne di 007. Fatto sta che in questa versione rimodernata, Robert Downey Jr e Jude Law calzano alla perfezione. Immancabili i dialoghi siparietto fra i due protagonisti, che sono il punto di forza comico del film, alternati a maestosi effetti speciali, compresa una riproduzione dark della Londra ottocentesca. Se Ritchie avesse osato anche solo un grado in più sarebbe stato veramente eccessivo. In più di due ore di film, che in alcuni momenti si fanno sentire, tutto scorre come un ingranaggio ben oliato tranne alcuni passaggi della sceneggiatura che risultano decisamente poco chiari. Ottime, come sempre del resto, le musiche di Hans Zimmer che fondono violini per le sequenze più drammatiche e composizioni stile western per le sequenze di lotta. Già in questo film, viene dato il là per il seguito. Forse, l’inizio di una nuova saga.






[...] Holmes dal titolo Gioco di ombre, con la sceneggiatura firmata dai coniugi Mulroney. Se nel primo episodio poteva esserci qualche lacuna, qualche momento di noia, qui non succede nulla del genere. La trama [...]