La versione di Barney diventa un film

Il celebre libro di Mordecai Richler arriverà sul grande schermo, diretto dal regista di C.S.I e interpretato da Paul Giamatti e Dustin Hoffman
di Luca Adami
lucadami@hotmail.it
Il celebre scrittore canadese Mordecai Richler durante un’intervista rilasciata nel 2000, un anno prima della sua morte, commentò così l’uscita italiana della sua ultima opera, La versione di Barney:
«Probabilmente questo libro sarebbe venuto meglio senza la mia fotografia [...]. La versione di Barney non è autobiografico: mio padre non era un poliziotto, non sono stato accusato di omicidio e non sono stato sposato tre volte, ma mentre lo scrivevo mi identificavo con il protagonista».
Molte volte, infatti, questo libro era stato considerato un’autobiografia (a causa anche dell’uso perenne della prima persona): le situazioni, i sentimenti del protagonista Barney Panofsky, le avventure extraconiugali, perfino i capitoli dedicati al processo di omicidio sono descritti con tale trasporto e consapevolezza da dare adito anche nei lettori più restii a pensieri dubbiosi circa la paternità delle azioni narrate. A chiudere questo splendido cerchio d’immaginazione c’è addirittura un poscritto di Michael Panofsky, figlio di Barney, che racconta gli ultimi momenti di lucidità del padre, sofferente portatore del morbo di Alzheimer.
Insomma, tutto in questo libro porta a pensare che Richler abbia tratto spunto dalla sua vita reale ma, ad ogni modo, anche se non si può considerare un’autobiografia, di sicuro Hollywood non se l’è fatto scappare.
Questo romanzo cult, infatti, ha già cominciato il lento processo che lo vedrà trasformarsi in pellicola, con due attori d’eccezione come protagonisti: Paul Giamatti nel ruolo di Barney e Dustin Hoffman nella parte di Izzy Panofsky, suo padre.
Si conosce già il nome del regista, Richard J. Lewis, stimato regista nell’ambiente prettamente televisivo grazie alla serie C.S.I. di cui si è occupato in ben 33 episodi fra il 2000 e il 2006.
Le riprese si divideranno fra Roma, Montreal, New York e le Laurentian Mountains in Quebec: tutti luoghi cari a Richler e, neanche a dirlo, a Barney Panofsky.
La versione di Barney sarà il terzo romanzo dello scrittore canadese ad essere trasportato sul grande schermo, dopo Joshua allora e ora e L’apprendistato di Duddy Kravitz, per cui fu anche candidato agli Oscar. Restando, si spera, il più fedeli possibili alle descrizioni del libro, il film avrà l’arduo compito di mostrare in primissimo piano la storia intrecciata di Barney con gli eventi che lo circondano: gli amici, i suoi tre matrimoni, i figli, il difficile distacco dall’amico Boogie e la conseguente accusa infamante di omicidio… fino al sopraggiungere sempre più evidente della malattia cerebrale.
Paul Giamatti sarà, quindi, portato all’estremità più complessa del suo mestiere d’attore anche se, fino ad oggi, ha sempre dato ottime dimostrazioni di professionalità: quasi sempre in ruoli da caratterista ha recitato in film-capolavori quali Donnie Brasco, Il matrimonio del mio miglior amico, Harry a pezzi, Salvate il soldato Ryan, Man on the Moon e poi, ancora, in Duets, Cinderella Man e Duplicity.
Sul grande co-protagonista Dustin Hoffman, invece, si può esimersi da ulteriori presentazioni: dei mostri sacri basta il nome…
Tornando al film, sarà interessante notare come R. J. Lewis riuscirà a far trasparire nel personaggio protagonista quella sensazione di odio/amore che si evince così bene nel libro, quando il lettore è portato a provare sentimenti discordanti nei confronti del personaggio scomodo, burbero, politicamente e socialmente scorretto ma dal fondo decisamente zuccheroso che è Barney Panofsky. Un’impresa a cui, in ogni caso, vale la pena assistere!
I tempi previsti per girare le scene sono già trascorsi e l’appuntamento con la prima visione è quindi solamente rimandato, se verranno rispettate le scadenze, a dopo la post-produzione…

