Noti blockbuster e capolavori nascosti

Zemeckis, Zalone e Oliver Parker continuano a fare il pieno di incassi, ma in fondo alla classifica si trovano anche delle piccole perle…
di Sandra Capitano
sandracapitano@gmail.com
Senza nessuna alterazione rispetto allo scorso fine settimana, il dark, panoramico e vertiginoso (ma solo indossando gli occhialetti in 3d) A Christmas Carol di Robert Zemeckis persiste mantenendo il primo posto della classifica di questo weekend con un incasso totale a oggi di 9 milioni di euro.
Si riconfermano anche Cado dalle nubi con Checco Zalone (10 milioni di euro a oggi) e Dorian Gray (5 milioni a oggi), rispettivamente al secondo e al terzo posto.
E tutti gli altri titoli in uscita? Turbati e forse anche un po’ in soggezione per l’imminente incursione dei consueti cinepanettoni nostrani (questo venerdì), solo tre sono stati i nuovi (e coraggiosi) film distribuiti questo fine settimana e con esiti d’incasso (ahimé) davvero scarsi.
Se infatti Jennifer’s Body, presente in 170 sale, ha realizzato solo 273.000 euro (probabilmente perché vietato ai minori di 18 anni), la tenerissima storia d’amore Dieci inverni, presente in 55 sale ne ha totalizzati appena 98.000.
Nessun miracolo neanche per l’ultimo capolavoro Philippe Lioret, l’ironico-ma-solo-nel-titolo, Welcome, che con 12 schermi ha incassato 51.000 euro. Nonostante l’ottima rassegna stampa, il dibattito provocato dal film in Francia e la eccellente interpretazione del protagonista Vincent Lindon, solo in settemila hanno infatti scelto di andarlo a vedere. Ed è davvero un peccato.
Politico e a tratti polemico, il fim è una denuncia esplicita all’articolo L622/1 della legge sull’immigrazione voluta da Sarkozy (che punisce con 5 anni di reclusione i cittadini francesi che prestano soccorso ai clandestini), nonché un’accusa alla giungla che si vive a Calais, cittadina del nord della Francia, da dove milioni di clandestini ogni giorno tentano invano di scappare. Ma Welcome è anche un’emozionante e intensa storia d’amore. È l’attesa di una vita migliore, l’incontro tra due uomini soli che, se pur in modalità differenti, sono stati entrambi rifiutati.
Il difetto di Welcome (non lo è, lo sappiamo) è probabilmente quello di non risolversi in un magnifico happy-end, quell’appagante sensazione di serenità e gratificazione con cui si lascia felici la sala durante i titoli di coda. Sebbene Simon e Bilal siano due anime sole tanto quanto l’esile e alto signor Scrooge, di A Christmas Carol, nessuno spirito con sembianze da candela comparirà per mettere i due in salvo. Nessun cattivo si redimerà perché i vicini razzisti seguiteranno ad esserlo e le leggi severe continueranno a richiedere adempimento. Laddove Ebenezer Scrooge, dopo aver incontrato i tre folletti, regalerà costosi tacchini dilettandosi in canti di Natale, Bilal verrà rimpatriato a Calais avvolto in un sacchetto di plastica, mentre Simon sarà ancora più solo di quanto non sia mai stato prima.
E se è vero che il cinema è evasione dalla realtà, come può la vita effettiva dei nostri tempi competere con una favola? Non può. Welcome, benvenuti e bienvenu cari cinepanettoni dunque.





