Giornate Professionali: le anticipazioni 2010

Toni Servillo in Gorbaciov

Presentati a Sorrento i film che arriveranno in sala il prossimo anno: tante commedie sentimentali e teen, ma anche qualche ritorno d’eccezione…

di Sandra Capitano
sandracapitano@gmail.com

Nonostante la resa commerciale del cinema italiano abbia subito un tracollo durante tutto il 2009, le produzioni di film aumentano e prossimamente le nostre sale traboccheranno dei consueti Favino, Vaporidis, Chiatti, Littizzetto, Capotondi, Salemme, Quattrociocche, Buy, Volo, Pandolfi, Veronesi, Vanzina, Brizzi, Parenti, Verdone e i soliti altri ancora.

È quanto emerso durante la 32a edizione delle Giornate Professionali di Cinema, gli incontri che si svolgono ogni anno a dicembre, nella splendida cornice di Sorrento, riunendo alcuni tra i più importanti produttori, distributori, esercenti e attori del nostro cinema italiano e internazionale.
L’occasione è quella di presentare i listini delle case di distribuzione, ma anche un’opportunità per diagnosticare lo stato del nostro cinema, che quest’anno, nonostante gli 82 milioni di spettatori, ha registrato il tracollo del prodotto italiano di ben 7 punti (dal 27% del 2008 al 20% in quanto a quota di mercato).

Una delle possibili cause annoverate è la chiusura dei 725 schermi di città, ovvero i cinema frequentati dal pubblico più adulto e che tradizionalmente sostengono la produzione italiana e il cinema di qualità.
Ma sembra che anche il mancato rinnovamento delle idee sia da considerare tra le motivazioni.
Qualsiasi sia la ragione, certo è che il cinema italiano sarà massicciamente e prepotentemente presente nel 2010 e in parte del 2011, prodotto e distribuito oltre che dal solito duopolio Rai (01 Distribution)-Mediaset (Medusa), questa volta anche dalle filiali italiane delle majors americane (Warner, Fox, Universal) che probabilmente, dopo l’inarrestabile ascesa avvenuta fino al 2008, si erano fatte contagiare dalla foga.
I maggiori titoli presentati a Sorrento non sembrano però garantirci una vera nuova ripresa, se non un’ulteriore saturazione, annunciando purtroppo la consuetudinaria falsariga.
Ancora una volta ci saranno le storie d’amore per teenagers sull’onda di Notte prima degli esami con i titoli: Una canzone per te (di Paragonai con Michela Quattrociocche), Scusa ma ti voglio sposare (di Moccia con Michela Quattrociocche, Raul Bova), Tutto l’amore del mondo (di Grandi con Nicolas Vaporidis, Sergio Rubini).
I trentenni in crisi, eredi dell’Ultimo bacio, torneranno con il sequel Baciami ancora (di Muccino, con Pierfrancesco Favino, Stefano Accorsi, Giorgio Pasotti) e tante altri film del genere: La prima cosa bella (di Virzì con Valerio Mastrandrea, Claudia Pandolfi, Micaela Ramazzotti), La donna della mia vita (di Lucini con Luca Argentero, Alessandro Gassman), Cosa voglio di più (di Soldini, con Pierfrancesco Favino, Anna Rohrwacher), Femmine contro maschi (di Brizzi con Nicolas Vaporidis, Paola Cortellesi, Fabio De Luigi, Luciana Littizzetto), Maschi contro femmine (sempre di Brizzi), C’è chi dice no (di Avellino con Luca Argentero, Paola Cortellesi, Paolo Ruffini) e Figli delle stelle (di Pellegrini, con Pierfrancesco Favino, Fabio Volo, Claudia Pandolfi).
Le commedie all’italiana per famiglie, quelle alla Neri Parenti o Veronesi per intenderci, si riproporranno con altri titoli ancora: La vita è una cosa meravigliosa (di Vanzina, con Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli), Sharm El Sheik (di Giordani, con Enrico Brignano, Michela Quattrociocche, Giorgio Panariello), Matrimonio e altri disastri (di Nina Di Majo, con Fabio Volo, Margherita Buy, Luciana Littizzetto).
Il pubblico un pò più colto e intellettuale non potrà non apprezzare gli omosessuali di Opzetek, riuniti un’altra volta intorno a una tavola in Mine vaganti (con Riccardo Scamarcio e Alessandro Preziosi) e il film d’azione di Michele Placido sulla scia di Romanzo criminale, che, lasciata Roma e la banda della Magliana, ci racconterà della banda criminale che colpì la Milano da bere degli anni 70, in Vallanzasca – Il fiore del male.
Sembra dunque che gli spettatori cinematografici di quest’anno dovranno barcamenarsi a fatica per riuscire a identificare i titoli molto simili tra loro, le storie furbacchione che reiterano le solite formule ormai collaudate (ancora funzionanti?) e gli attori e i registi, perennemente uguali, in ruoli tutte le volte analoghi, che si interscambiano, ruotano, girano, si prestano all’una o all’altra produzione.
Nella speranza di essere contraddetti e che il cinema italiano risorga inesorabilmente, proveremo comunque a dare qualche suggerimento, segnalando i pochi che sono sembrati davvero meritevoli, almeno per originalità.
Si tratta de La passione di Carlo Mazzacurati con Corrado Guzzanti e Silvio Orlando, dell’esilarante commedia musicale di Rocco Papaleo (per la prima volta alla regia) nel panoramico Basilicata Coast to Coast con Max Gazzé e del promettentissimo Happy Family di Gabriele Salvatores, che pur servendosi di alcuni tra i citati soliti attori, costruisce un moderno simil-dramma pirandelliano alla Sei personaggi in cerca d’autore.
E poi il magnifico Toni Servillo, che dopo Il Divo e Gomorra, torna a interpretare un ragioniere giocatore d’azzardo in una Napoli multietnica in Gorbaciov – Il cassiere con il vizio del gioco.
Cercate di memorizzarli. Per tutti gli altri, andate pure a scrutarli, ma senza poi scomodare Emile Boirac e l’esperienza del déjà vu. Vi avevamo avvertiti.

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